I racconti della coinquilina di Lady Diana negli Anni 80

L'amica che viveva con la principessa del Galles prima del nozze ricorda come è stato terribile gestire la stampa e la paura degli attentati.

Nel 1980, al civico 60 di Coleherne Court a Londra vivevano quattro amiche in cerca della loro indipendenza dalle famiglie. Ora su quella casa è stata apposta una placca blu commemorativa perché il 1 luglio 2021 la sua inquilina più famosa avrebbe compiuto 60 anni. Si chiamava lady Diana Spencer, era la figlia del visconte di Althorp e con le sue tre coinquiline Virginia Clarke, Carolyn Bartholomew e Ann Bolton tutto filava liscio fino a quando il suo fidanzamento cambiò così drasticamente la vita di tutte e quattro tanto da essere in costante pericolo. Una delle tre, Virginia Clarke ha presenziato alla cerimonia con cui è stata svelata la placca e ha detto che Diana ne sarebbe stata felice perché aveva amato molto stare in quella casa, che era una proprietà di sua madre. Ma racconta pure come è stato difficile viverci dopo che i giornali cominciarono a insinuare che fra lei e l’erede al trono del Regno Unito Carlo, principe di Galles, ci fosse del tenero e che forse l’avrebbe addirittura sposata. Prima di riempire milioni di pagine di giornali e di diventare, infine, il simbolo dell’amore infelice e del destino crudele, Diana era una ragazza come tante che cercava di costruirsi un futuro, anche se aveva un titolo nobiliare. La cosa che più sconvolse la sua routine e quella delle quattro ragazze fu una richiesta da parte del Governo di controllare sempre sotto le loro auto che non ci fosse qualcosa di strano, prima di salire a bordo e metterle in moto. In sintesi e senza eufemismi: “dovevamo controllare che non ci fosse una bomba”, ha detto Clarke. In quegli anni il rischio degli attentati dell'Ira, l'Esercito Repubblicano Irlandese, contro i membri della famiglia reale era molto alto. Solo un anno prima una bomba nascosta nella sua barca aveva ucciso lord Louis Mountbatten, lo zio del principe Filippo, ex viceré d’India. "Purtroppo, però, nessuno di noi aveva mai letto un manuale per individuare le bombe, quindi non sapevamo nemmeno da dove cominciare", ha raccontato Virginia Clarke al Telegraph che l’ha intervistata. Clarke ha raccontato che sicuramente il periodo precedente era stato il più felice della vita di Lady Diana: "le cose erano un po' diverse da come le mostra The Crown, però ridevamo in continuazione". Poi un giorno bussò un uomo alla loro porta: "credevamo fosse un addetto del garage, invece era un giornalista del Daily Express". E si trovarono tutte e quattro in balia della stampa. "Erano giornalisti molto professionali con i quali non sapevamo come comportarci, non so esattamente chi avrebbe dovuto aiutarci, ma ci sarebbe voluto qualche PR o un incaricato di Buckingham Palace", si lamenta oggi. Fu allora che Diana imparò a giocare al gatto e il topo con i paparazzi: "Ma alla fine", ha concluso Virginia Clarke, "abbiamo dovuto vivere con le tende tirate notte e giorno e spintonare tra la folla per andare al lavoro, ed è stato davvero terribile".

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