Tutto quello che c'è da sapere sul Festival di Cannes 2019 in bouillon ristretto

Gli attori, i film, le date ma soprattutto le curiosità della manifestazione più prestigieux du cinema, serviti in aggiornamento continuo.

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Una cosa è già certa: per il Festival di Cannes 2019 pochi scandali previsti (per ora) e polemica non plus. o meglio: poca polemica, associata a Alain Delon (vedi sotto) e forse presto trascurabile. Quello che conta è invece che una delle spine nel fianco dei concorsi cinematografici è sempre stata la scarsa presenza di donne in concorso. Come dice Kathryn Bigelow, se una come lei che ha vinto l’Oscar non riesce ancora a farsi prendere sul serio dai produttori, figuriamoci le altre. Quest’anno, invece il record: 15 registe di cui quattro in concorso: è una cosa mai vista a Cannes, grazie anche all'azione del Collettivo 50/50 per il 2020, nato dopo il #metoo per chiedere parità di spazi fra registe e registi. Nee sarebbe contenta Agnes Varda, scomparsa a fine marzo scorso, a cui è dedicato il manifesto della manifestazione. Prima di parlare di ciò che è più pop, ecco i nomi delle donne da tenere d'occhio: Mati Diop (Atlantiques), Jessica Hausner (Little Joe), Celine Sciamma (Portrait Of The Young Girl On Fire), Justine Triet (Sibyl). Nella sezione Un Certain Regard: l’algerina Mounia Meddour (Papicha), la marocchina Maryam Mouzani (Adam), Annie Silverstein (Bull), la canadese di origini tunisine Monia Chokri (A Brother’s Love), Danielle Lessovitz (Port Authority), Zabou Breitman ed Eléa Gobbé-Mévellec in tandem (The Swallows of Kabul). Proiezione speciale per Share di Pippa Bianco. E ora si può parlare di tutto il resto.
(Attention: questo articolo è in continuo aggiornamento)

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1 Alain Delon, le problème
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La prima polemica è servita: Alain Delon riceve - dopo tanti rifiuti - la Palma d'oro alla carriera ma viene contestato dal femminismo internazionale. Motivo? Ha recentemente confessato di essersi comportato in modo violento con le donne con cui ha avuto delle relazioni e si è dichiarato vicino alle posizioni contro gli omosessuali di Marine Le Pen. Il delegato generale del Festival Thierry Fremaux ha detto che Delon verrà premiato per il suo lavoro, e una Palma non è un Nobel per la pace. Ma così come è successo per Woody Allen e tanti altri cineasti la questione rimane sempre aperta: ciò che fa, dice, manifesta un artista nella vita privata deve rimanere estraneo dall'arte, o essendo un modello di vita per i suoi fan deve stare attento a come si comporta? La risposta, per ora, non c'è.

2 Anouk Aimee, le retour
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Una delle attrici culto di Federico Fellini, una delle 100 donne più sexy della storia del cinema, fa la sua rentrée con vero momento-evento. 53 anni dopo il successo di Un uomo, una donna, che vinse il Festival di Cannes nel 1966, 34 anni dopo il sequel Un uomo, una donna oggi, Claude Lelouch ha riportato Anouk Aimee sul set per concludere quella storia con Gli anni più belli di una vita, che uscirà il 22 maggio. Quasi un'operazione di cinema verité, con la protagonista che si è evoluta insieme alla sua interprete.

3 Leonardo DiCaprio, le célibataire
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Da quando ha vinto l'agognato Oscar con Redivivo Leonardo DiCaprio sembra molto più rilassato e in Europa è sempre una bella presenza. In C'era una volta a Hollywood interpreta attore televisivo Rick Dalton, ex star del western dimenticata che nel 1969 vorrebbe sfondare a Hollywood. Quello che più interessa al gossip, però, ora è sapere quando "si sistemerà", per cui gli occhi sono sempre puntati su chi lo accompagna a questi eventi. Ps. gli anni per lui passano, le sue fidanzate restano sempre under 25 allargando la forbice sempre di più. L'ultima è la 21enne modella argentina Camila Morrone, ma vai a sapere se dura ancora...

4 Penelope Cruz, maman
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Pedor Almodovar a volte fa davvero tenerezza. In Volver non tutti colsero subito l'espressione di un desiderio, che la sua mamma scomparsa da poco fosse in realtà nascosta in casa. Adesso, in Dolore e gloria, che è praticamente la sua storia (vedi anche il box a lui dedicato), quando ha dovuto scegliere colei che interpreta sua madre ha scelto Penelope Cruz. Un grande onore per lei, e un quesito per noi che ci chiediamo se la sua passione per l'attrice madrilena, che lanciò con Tutto su mia madre, non nascesse proprio da certe somiglianze che solo lui può aver trovato. Di certo, si capisce quanta gratitudine riponga quest'uomo per la madre, e Penelope Cruz l'ha saputa interpretare bene.

5 Margot Robbie, le caméléon
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Per il macabro anniversario della stage di Bel Air commesso dalla Famiglia, la famigerata setta di Charles Manson, si è parlato di tante produzioni in cantiere e di tante attrici candidate a interpretare la vittima più celebre, Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski. Alla fine la più credibile è lei, Margot Robbie, che poi è credibile qualsiasi ruolo interpreti dalla pattinatrice invasata alla regina oltraggiata dal vaiolo. C'era una volta a... Hollywood di Quentin Tarantino non è esattamente un film su quell'evento tragico, ma è lo sfondo contro cui si muovono Leonardo di Caprio e Brad Pitt, rispettivamente un attore in declino in cerca di riscatto e il suo migliore amico e controfigura che hanno Sharon Tate/Margot Robbie come vicina di casa. Tre attori che alla Croisette fanno un figurone anche vestiti di sacchi, diciamolo.

6 Ken Loach, ne nous quitte pas
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Non si può evitare di seguire le sorti di Ken Loach. Il regista britannico compirà 83 anni a giugno, ogni tanto annuncia “questo è l’ultimo film”, poi ne gira un altro ma il timore che prima o poi rispetti la promessa è forte. La sua presenza a Cannes, poi, è sempre una certezza. Di Palme d’oro ne ha vinte già due (Il vento che accarezza l’erba, 2006; Io, Daniel Blake, 2016) e quest’anno torna con Sorry We Missed You uno dei suoi film sociali che raccontano il Regno Unito più difficile, in questo caso, le difficoltà economiche di una famiglia di Newcastle. Loach è una presenza a Cannes da assumere come cura contro l’astinenza per tutto ciò che va preso sul serio.

7 Pedro Almodovar e Antonio Banderas, les amis
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Banderas-Cruz-Almodovar. Un trio che sopravvive da decenni e la domanda comincia a essere: chi è stato più utile all'altro/altri? Probabilmente è una sinergia che ha giovato a tutti e tre, con Pedro che cerca sempre di riattirarli sui suoi set e Antonio che dice di emozionarsi ogni volta che riceve una sua chiamata dalla Spagna, da quando si trasferì lì per Melanie Griffith. Stavolta, poi, ancora di più perché in Dolor y gloria, già un successo nelle sale in Spagna, Banderas interpreta direttamente Pedro Almodovar nel suo film più autobiografico di sempre. E nessun altro avrebbe potuto farlo. Al Festival, quindi, sono praticamente due al prezzo di uno.

8 Alice Rohrwacher, notre dame d'Italie
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Alice Roarwacher, ovvero: la nostra agente all’Avana. La regista toscana è una dei 9 membri della giuria principale ed è stata una delle prime ad approdare a Cannes. Voterà con Alejandro González Iñárritu, Enki Bilal e Robin Campillo, Elle Fanning, Yorgos Lanthimos, Maimouna N'Diaye dal Burkina Faso, il regista polacco Paweł Pawlikowski e la regista Kelly Reichardt. La stampa italiana si chiede se la sua presenza riuscirà a dare una spintarella a Il traditore, il film di Bellocchi, interpretato da Pierfrancesco Favino (vedi box). Invece facciamo una scommessa già da ora: Alice Roarwacher, che a Cannes ha vinto l’anno scorso con la sceneggiatura di Lazzaro Felice, voterà il film più bello. Tutto qui.

9 Adam Driver, le charmant
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Ci sono film destinati al cine-feticismo già prima di uscire, e Dead Don’t Die – I morti non muoiono di Jim Jarmusch è uno di questi. Che al regista americano piaccia scherzare con la morte è chiaro da Dead Man del 1995, con quel Johnny Depp predestinato. Ora si cimenta con una materia un po’ deteriorata come gli zombi e dimostra che non tutto è stato detto e fatto. Perché Dead Don’t Die è un magic momento del Festival? Perché già dal trailer, con personaggi culto di Jarmusch quali Alice Cooper (zombie) e Tom Waits (barbone) viene il sospetto che nei giorni successivi rifaremo il verso ad alcune scene. E poi c’è Adam Driver, il bruttino più bello del mondo, c’è Bill Murray che di trapassati ha esperienza (vedi Ghostbuster), c’è Chloè Sevigny, che è Chloè Sevigny e questo basta, c’è Selena Gomez, c’è Tilda Swinton che in un film dove tutto decade sembra immortale, c’è Steve Buscemi… Serve altro?

10 Pierfrancesco Favino, le caméléon #2
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Pierfrancesco Favino è uno di quegli attori di cui una fiction alla Boris può prendersi affettuosamente gioco perché è dappertutto. Il fatto è che poi, qualsiasi personaggio interpreti, se la cava sempre bene, anzi, benissimo (la moglie, Anna Ferzetti conferma). La sua popolarità ormai è così immensa che solo uno come lui potrebbe trascinare i più giovani al cinema per vedere un film complesso come Il traditore, di Marco Bellocchio, storia del pentito di Cosa Nostra Tommaso Buscetta, e compiere il miracolo di far capire che conoscere la storia è importante per capire il presente.

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