Chi è Bria Vinaite l'attrice che in The Florida Project segna un nuovo corso a Hollywood

Un film di rottura, un'attrice per nulla scontata, un nuovo nome da aggiungere alla lista delle nuove interpreti americane.

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Toronto. Ho appena finito la visione di The Florida Project film del giovanissimo (come curriculum, visto che di anni ne ha 47) Sean Baker e voglio confessarvi un sentimento misto di disperazione, passione, risolutezza e spensieratezza, sentimenti che mixati, non producono quasi mai un buon cocktail. Tranne che in questo film, grazie ai valori narrativi e cinematografici di Sean Baker che ama portare sullo schermo storie che riflettano problematiche e valori della società in cui viviamo. Che altro dire? Importante per la nostra storia che sappiate che Sean, per i suoi film, ama scegliere attori NON professionisti. Si è distinto nel 2015 al Sundance Film Festival per Tangerine e il realismo che pervade una mini-comunità di transessuali a Los Angeles e, quest’anno, ha stupito tutti al Festival di Toronto con The Florida Project ( in Italia uscito come Un sogno chiamato Florida) dove ci mostra un‘altra comunità, quella degli hidden homeless (famiglie che vivono di giorno in giorno nei motel delle grandi città americane) di un motel in Florida accanto all'iconico Disney World. E se tutti non fanno altro che parlare di Brooklyn Prince, 8 anni, la nuova Shirley Temple, state sicuri che tutti hanno invece preso nota del lavoro fatto da Bria Vinaite, rivelazione dell’anno e breakout star TeenVogue New Hollywood 2018, insieme a Storm Reid, Sasha Lane, Laura Harrier, Awkwafina.

Come ci si sente ad essere il volto della New Hollywood 2018? L’aspetto più positivo di essere raggruppata fra il ‘futuro di Hollywood’ è vedere che rappresentiamo equamente i ragazzi d'oggi, siamo il riflesso della società, siamo neri, bianchi, asiatici, trans, lesbiche, bisex, immigrati, registe africane, produttori gay, rappers anglo-rumeni, attori pakistani.... e vogliamo vederci rappresentate sullo schermo, tutti, lacune indecisioni e tatuaggi compresi.

Due parole su di te? Nata e cresciuta a New York, caotica, energetica, amante di rap e tatuaggi, di lavoro facevo la designer di accessori - le foglie di marijuana- per una linea di abiti e calze, fatti di canapa (ride ndr).

Parlaci del film. È la storia di Moonee, Scooty e Jancey tre bambini di 6/7 anni che vivono in Florida, con le rispettive mamme, in un motel fatiscente vicino a Disney World ma lontano anni luce dalla propria ricchezza. I tre bimbi provano a a trasformare una realtà fatta di fast food, trash televisivo e quotidiana miseria in un'avventura.

Che ruolo hai? Sono Halley, giovane ragazza madre, zero speranze, zero futuro zero lavoro, sempre rovinata, che cerca di sopravvivere insieme alla figlia alla quotidianità della vita, districandosi fra povertà assoluta, prostituzione e droga. ii tutto aiutato da Bobby-Willem Dafoe (nomina Oscar 2018), il manager del motel.

Come hai ottenuto la parte? Sean ha visto prima una foto sul mio Instagram e scrollandolo ha visto poi un mio video mentre ballavo fumata e pulivo il mio appartamento. Mi ha contattato, abbiamo parlato mezz’ora di cinema, marijuana, tatuaggi, bambini e sopratutto musica. Nulla per 2 settimane finché mi ha richiamato. Pensavo fosse uno scherzo, ma quando ho ricevuto il biglietto aereo per andare a Orlando.. sono cominciate le mie paure.

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Perché? Perché non sono un attrice, anzi, non lo ero, visto che adesso sto studiando recitazione. Quando mi hanno detto che avevo solo un mese prima di finire davanti alle telecamere, la paura era quella di deludere tutti. Sono cresciuta con un iPhone in mano e so come si fa, ma davanti a cineprese e attori e crew….è un’altra cosa. Devo ringraziare sopratutto Sean & Willem (Dafoe ndr) oltre che la mia maestra di recitazione Samantha Kwan che mi hanno sempre incoraggiata a essere me stessa.

Momento magico? Oltre ad aver fatto le prime passerelle, ancora non ci posso credere di essere stata seduta vicino a Donatella Versace nello show di Gucci a Milano! Unbelievable!

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