È morto Ermanno Olmi, il cantore della gente comune

Se n'è andato a 86 anni il regista de La leggenda del santo bevitore e Il mestiere delle armi: il suo erede non esiste (e non ci sarà).

image
Getty Images

Ermanno Olmi è morto, il cantore delle nebbie, dei paesaggi, la voce della gente normale, spesso di campagna come nel crudele, tenero e bellissimo L’albero degli zoccoli del 1978 in dialetto così stretto da essere sottotitolato. Olmi, bergamasco, aveva 86 anni, si è battuto negli anni contro una malattia invalidante e contro la depressione, per poi tornare sempre sul set, un grande vecchio con i suoi metodi di lavorazione, la sua scatola di filtri fatti in casa che facevano faticare gli operatori quando mettevano a fuoco la cinepresa, ma donavano alle sue immagini tonalità inedite. Ognuno dei suoi film era un gioiello inedito anche se per intenditori. Spesso premiati, spessissimo, dalla Palma d’Oro e il Cesàr de L’albero degli zoccoli, il Leone d’Oro per La leggenda del santo bevitore (1988), con l'ex androide leggendario di Blade Runner Rutger Hauer, i 9 David di Donatello per il film in costume Il mestiere delle armi (2001). Ma anche Centochiodi (2007), dove riesce a liberare l’attore impegnato che Raz Degan teneva nascosto dentro di sé, Il segreto del bosco vecchio, commovente fiaba del 1993 con gli scorci di vita spirituale degli alberi, interpretato da Paolo Villaggio.

Getty Images

Aveva lavorato anche in Cina, dove si è portato nel cast di Cantando dietro i paraventi (2003) un altro attore insospettabile, Bud Spencer. Nell'ultima fase della sua vita si era dedicato solo ai documentari e aveva messo da parte la narrazione. Ermanno Olmi era ricoverato ad Asiago da qualche giorno. Ogni volta che se ne va un grande vecchio della cinematografia come lui si dice che rimanga un vuoto incolmabile. In verità, il vuoto lasciato da lui non si può colmare per irraggiungibili meriti di originalità e imprevedibilità. Chi lavorava con lui racconta che, a differenza di tanti nuovi registi, sapeva tutto su come funzionavano le macchine con sui girava. Si portava da casa più attrezzatura possibile, quella che aveva testato e usato da sempre. Uno come Olmi non si può imitare, si può solo sperare che nelle prossime generazioni possa spuntare qualcuno in grado di rappresentarne l’evoluzione.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito