Spike Lee a Cannes polemizza su Donald Trump (ma c'è poco da stupirsi?)

Il regista ha presentato il nuovo film BlacKkKlansman senza risparmiarsi un'invettiva contro The Donald.

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Spike Lee è in un bel momento creativo ed è una gioia per i cinefili. La serie tv She’s Gotta Have It su Netflix, ispirata dal suo film Lola Darling in chiave contemporanea, è stata molto apprezzata. Che Spike Lee a Cannes 2018 abbia portato il nuovo film BlacKkKlansman, impegnato e combattivo, non ha stupito nessuno; che si sia scagliato in un’invettiva feroce contro Donald Trump, anche. C’era da aspettarselo, conoscendolo. Alla prémiere del nuovo film Spike Lee ha detto che il suo racconto è dalla parte giusta della storia e ha furiosamente criticato il presidente degli Stati Uniti, notoriamente pronto a twittare su qualunque argomento (tipo il problema di salute di Melania), per non aver speso una singola parola sulle aggressioni razziste nel Paese. Sempre crescenti, purtroppo. Sia quelle dell’ultimo periodo, sia quelle guidate dal rinato Ku Klux Klan o da altri gruppi nazionalisti. Nello specifico, Spike Lee si riferiva agli scontri di Charlottesville, che un anno fa hanno visto morire tre persone durante una manifestazione contro i suprematisti bianchi. Momenti che hanno segnato la storia recente dell’America e che in vista dell’anniversario hanno trovato un combattivissimo Spike Lee contro Donald Trump, con parole potenti: “Questo st*onzo aveva la possibilità di dire che siamo dalla parte dell’amore e non dell’odio, e questo str*nzo non ha denunciato quel c*zzo di Klan, la destra e tutti quei Nazisti di m*rda” ha dichiarato il regista.

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Il film BlacKkKlansman parla della storia vera di un poliziotto infiltrato nel Ku Klux Klan degli anni 70, Ron Stallworth, interpretato da John David Washington. Segni particolari: il poliziotto era nero e per riuscire a portare a termine il suo piano, si appoggiò ad un bianco (nel film è Adam Driver). Nel finale (SSSSSPOILER ALERT!), Spike Lee ha deciso di utilizzare le vere immagini degli scontri di Charlottesville dopo aver ricevuto il permesso dalla madre di una delle vittime, Heather Heyer, uccisa da un suprematista bianco che si è lanciato con la macchina contro la folla della contromanifestazione. “Non avrei mai messo quella scena di omicidio senza la sua benedizione” ha spiegato il regista citando la madre della ragazza. BlacKkKlansman di Spike Lee è un film molto politico, prima di tutto. Perché adesso, secondo il regista, c’è bisogno di scosse forti per spiegare una situazione mondiale assurda e quasi fuori controllo. “Guardiamo ai nostri leader per farci dare una direzione o pendere decisioni morali, e mi fa piacere dire che non è solo qualcosa che succede qui negli States, queste c*zzate succedono in tutto il mondo. Dobbiamo svegliarci, non possiamo restare in silenzio” ha commentato Spike Lee dopo i 6 minuti di standing ovation ricevuti alla proiezione. Donald Trump non ha twittato commenti sull’invettiva del regista statunitense. Per ora.

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