Le dimore storiche sono luoghi magici che un giorno all'anno lasciano entrare TUTTI

Domenica 27 maggio torna la Giornata dell'Associazione Dimore Storiche Italiane con libero accesso a più di 300 palazzi (meravigliosi) su tutto il territorio: ce ne parla il presidente Gaddo della Gherardesca

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Courtesy Associazione Nazionale Dimore Storiche

Le dimore storiche hanno un fascino con cui nessun luogo moderno, per quanto di prestigio, per quanto concepito da un archistar, può competere. Domenica 27 maggio se ne potranno visitare 300 con la Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, un'occasione unica che dura un giorno solo, grazie all'iniziativa dell'Associazione Nazionale Dimore Storiche, l'ente morale senza fini di lucro che riunisce i titolari di dimore storiche presenti in tutta Italia. Si tratta di luoghi di straordinaria bellezza, spesso poco noti al grande pubblico, e visitarli, oltre che un piacere della vista, è una forma si sensibilizzazione sull’importanza della conservazione e della valorizzazione dei beni culturali privati soggetti a vincolo, la cui tutela è affidata ai singoli proprietari. Ville, castelli e parchi protagonisti della Giornata che rappresentano il nostro patrimonio culturale– storico, artistico, architettonico, paesaggistico- ma che hanno anche un impatto rilevante sull’economia dei loro territori di riferimento perché sono mete di interessanti percorsi turistici e possibilità concreta di mantenere in vita antichi mestieri necessari per la conservazione degli immobili e dei giardini storici, come restauratori, pittori, giardinieri, vetrai, marmisti o mosaicisti. Ne abbiamo parlato a cuore aerto con il conte Gaddo della Gherardesca, presidente dell'associazione.

Parco della Villa di Striano, Borgo San Lorenzo (FI)
Courtesy Associazione Nazionale Dimore Storiche

Perché è importante mostrare queste dimore alla gente? In questa epoca c’è ancora modo di apprezzare il bello?
La Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane nasce con l’obiettivo di portare all’attenzione di tutti il patrimonio di beni culturali privati che contribuiscono alla straordinaria bellezza del nostro Paese: ville, cortili, castelli, giardini, disseminati in tutta Italia, che mantengono attraverso i secoli il loro fascino grazie alla cura dei proprietari, che hanno l’onore, ma anche l’onere, di conservarli per le future generazioni. La Giornata è ormai un appuntamento popolare e consolidato nel programma delle manifestazioni culturali primaverili, un giorno in cui i visitatori italiani riscoprono le bellezze della loro città e del loro territorio, e i turisti stranieri scoprono luoghi di grande interesse, anche al di fuori degli itinerari più noti e più frequentati. Visitatori di tutte le età e tutte le provenienze geografiche, uniti da un'unica grande passione: l’amore per il bello. Sì, proprio perché viviamo in un mondo così frenetico e difficile, è importante coltivare l’“abitudine al bello”. Cosa del resto abbastanza facile, vivendo in un paese ricco di bellezze artistiche e naturali come l’Italia.

Castel Valer - Tasullo (TN)
Courtesy Associazione Nazionale Dimore Storiche

Quali sono i vincoli a cui devono sottostare i proprietari?
Il Codice del Beni culturali e del paesaggio identifica fra i Beni Culturali gli immobili “che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante”. Una dimora storica, in quanto tale, è soggetta quindi a un vincolo storico-artistico. Deve essere custodita sotto la responsabilità del proprietario secondo le indicazioni del Codice dei beni culturali, che prevede, ad esempio, la presentazione di progetti alle Soprintendenze competenti per eseguire interventi di qualsiasi tipo, e una destinazione d'uso non incompatibile con il carattere storico-artistico dell'immobile.

Palazzo Gorgoni - Lecce
Courtesy Associazione Nazionale Dimore Storiche

Una curiosità: queste grandi dimore sono fredde? Come facevano a riscaldarle, con quei soffitti spesso così alti?
In effetti le caratteristiche di queste dimore ci fanno riflettere su quanto fosse diversa la vita dei nostri antenati nei secoli scorsi. Pur con stufe e grandi camini non era facile, e non lo è tuttora, riscaldare un castello dell’XI secolo. Come Associazione, cerchiamo di supportare i proprietari offrendo loro servizi di consulenza per coniugare la conservazione delle antiche dimore tutelate come beni culturali con le ormai imprescindibili istanze di sostenibilità ambientale e efficientamento energetico.

Cortile Palazzo Lancellotti - Roma
Courtesy Associazione Nazionale Dimore Storiche

Quanto costa la manutenzione annuale, in media?
I costi di manutenzione sono molto elevati, realmente non immaginabili per chi sia abituato alla gestione di immobili “normali”. Secondo un sondaggio recente fra i nostri associati, un proprietario su due deve sostenere oltre 20.000 euro di spese di manutenzione all’anno, spesso facendo ricorso a finanziamenti bancari. Solo la manutenzione dei giardini storici richiede spese superiori ai 10.000 euro all’anno. Bisogna pensare che, proprio perché si tratta di beni culturali, anche solo la sostituzione del vetro di una finestra richiede l’impiego di vetrai specializzati in interventi su immobili storici. Si tratta tra l’altro di artigiani specializzati, che hanno un ruolo molto importante nel garantire la sopravvivenza di queste dimore.

Castello di Pralormo (TO)
Courtesy Associazione Nazionale Dimore Storiche

Lei vive o ha vissuto mai in una di queste dimore?
La mia famiglia vive dall’VIII secolo in Maremma, e dal 1000 – epoca in cui fu costruito – nel Castello di Castagneto Carducci, dove trascorro anche io parte dell’anno.

Palazzo Ravaschieri - Chiavari (GE)
Courtesy Associazione Nazionale Dimore Storiche

Qual è quella che ha visto una maggiore successione di proprietari?
L’80% delle dimore dei soci ADSI sono di proprietà della stessa famiglia da almeno 3 generazioni. Chi eredita una dimora storica si sente inevitabilmente investito dalla responsabilità di mantenere intatto questo bene, che ha un indiscusso valore storico-artistico, ma che per il proprietario custodisce le memorie della propria storia familiare. Solo una piccola percentuale delle dimore dei soci ADSI ha visto subentrare nuovi proprietari.

Villa Aureli - Castel del Piano (PG)
Courtesy Associazione Nazionale Dimore Storiche

Qual è la più grande paura, per un estimatore come lei, riguardo il futuro di queste dimore?
La fragilità di queste dimore spaventa. Le faccio un esempio, in Francia, prima meta turistica al mondo, oltre mille castelli sono al momento in vendita e a rischio di danni irreparabili. La conseguenza di questa situazione, come ha recentemente sottolineato il Presidente dell’European Historic Houses Association (l’Associazione europea, che raggruppa tutte le realtà nazionali europee come ADSI), Rodolphe de Looz-Corswarem, potrebbe essere la scomparsa di molte di queste proprietà, con danni gravissimi non solo per il patrimonio culturale europeo, ma anche per l’economia e il mercato del lavoro locale, per cui la manutenzione e le attività produttive legate alle dimore storiche costituiscono un importante traino. Secondo i dati dell’EHHA, a livello europeo il turismo legato alle dimore storiche supporta in modo diretto e indiretto 9,2 milioni di posti di lavoro.

Castello di Montemagno (AT)
Courtesy Associazione Nazionale Dimore Storiche

(Nella foto di apertura: Palazzo delle Clarisse Amantea - CS)

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