Tutto quello che Beyoncé e Jay-Z non ci hanno detto è nel concerto del loro tour #OTRII

La coppia più potente dello showbiz è in tour insieme. E nella prima data ha spiegato molto della storia degli ultimi tre anni.

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Prima data di Beyoncé e Jay-Z in tour. Vale a dire prima serie di concerti (ufficiale) sul palco per la coppia più power della musica. Dopo l’ammissione delle corna che hanno sconvolto i fan. Dopo che il nuovo album di Jay-Z era stata una confessione sul tradimento della donna più ricca delle sette note, la diva Queen Bey. Dopo che lei ha pubblicato il manifesto femminista Lemonade, dove già aveva ampiamente detto la sua (tramite suggerimenti espliciti ma mai ufficiali). Dopo la foto più virale di sempre su Instagram, quella dell’annuncio dei due gemelli in arrivo. Dopo tre anni in cui il trono del pop sembrava spezzato in due e ricucito alla bell’e meglio, Beyoncé e Jay-Z hanno scelto. Fanno quello che sanno fare meglio: stare insieme. Business is life. Ad altissimi livelli.

E sul palco di Cardiff, in Galles, da dove il loro tour europeo ha preso il via, Bey e Jay non si sono risparmiati. Li vedremo a Milano e Roma, e sarà più o meno così, a grandi linee. Un racconto di sé stessi, un racconto di loro due insieme. Hanno messo a disposizione dei fan tutto quello che hanno passato, superando definitivamente il confine già sottile tra pubblico e privato. Ci sono le loro storie, i duetti, i dolori della vita insieme. Una vita sovraesposta alla quale è impossibile sfuggire, allora tanto vale nutrirla e non farsi fagocitare da lei. La volete? Ve la diamo. Però tutta. Vi diamo il le corna, vi diamo l’aborto, vi diamo la sofferenza. Vi diamo anche l’amore, sì. L’amore di due persone che nel giro di pochi anni sono diventati LA coppia di riferimento, la più potente, la più forte e la più fragile insieme. Quella attraversata da sospetti e dicerie. Quella dove Beyoncé era la famosa, la diva di riferimento che sfracellava record e classifiche. Il Beychella che ha rivoluzionato definitivamente il femminismo facendolo diventare un concetto pop di empowerment assoluto.

Più di lui, Jay-Z, il grande produttore e voce dell’hip hop che ha fatto aspettare una nuova vita (quella di fedifrago pentito) prima di tornare a lavorare veramente in prima linea. Esponendosi come non aveva mai fatto, dando tutto. Accanto alla donna che lui aveva tradito e che gli ha mandato il messaggio più potente del mondo attraverso un disco entrato nella storia. La donna che non ha messo da parte il dolore, lo ha reso arte e musica. Con le sue canzoni Beyoncé si è ripresa tutto con gli interessi, spostando l’asse del potere. Chi comanda è lei. Che non si è mai nascosta.

Beyoncé e Jay-Z hanno messo in scena quello che sono stati e quello che saranno. C’è la loro vita insieme, lì. Sui maxischermi scorrono le immagini di quella privacy che privacy non è, di quelle esistenze sezionate in ogni attimo e raccontate in ogni foto che li ritragga insieme in un body language che è un trattato di resistenza. Le gigantografie della figlia Blue Ivy Carter, la bambina più invidiata del mondo, la baby star che alla fine li ha davvero tenuti vicini nei momenti peggiori. I gemelli Rumi e Sir, già famosi prima di nascere, già sovrani dell’Instagram di Beyoncé mamma, mostrati finalmente dal vivo sul palco, accolti da un applauso lunghissimo dei fan gallesi. Beyoncé e Jay-Z pagano quello che devono alla popolarità, e ci si muovono con l’eleganza di chi sa quanto sia (alto) il prezzo. Lei ha dominato con un talento ormai mondiale, negli abiti superfascianti firmati Gucci che l’hanno resa famosa. Lui in giacca di pelle Loewe, più minimal nel look ma di certo non secondo a nessuno. Dopo gli sbarellamenti, Bey e Jay sono pari definitivamente. Mettono la firma decisiva sul loro status di coppia pro(fessionale) regalando uno show con 40 canzoni in scaletta. Le loro mani allacciate strette, a fine show. La messa (in scena) è (de)finita.

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