Angelina Jolie tristissima, l’onestà di questa donna è un manifesto

In Iraq come ambasciatrice UNHCR Angie mette il mondo di fronte alla realtà più cruda.

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Camicia bianca, jeans neri, treccia e giubbino anti proiettile. Potrebbe essere sul set di uno degli N film sullo spionaggio. Invece mentre il mondo parla di lei, di nuovo, per quel divorzio da Pitt che si porta dietro lotte infinite sull’addio dei figli di Angelina Joliee Brad Pitt, Angie va in missione per il mondo. Letteralmente. In missione per l’UNHCR a Mosul Angelina Jolie porta, come nessuna mia prima, la figura di celebrity al centro di un organo ancora sanguinante. Tra le macerie irachene la sua commozione è spoglia di tutto e di tutti (i commenti possibili). “Queste persone hanno perso tutto. Ricevono pochissimo sostegno e stanno ricostruendo dalle macerie, a mani nude”.

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Siamo nettamente abituati a vedere Victoria Beckham in Africa, tra giovani mamme, troppo abituati a vedere una figura esile, Audrey Hepburn, che dimenticava Hollywood per i più bisognosi. Perché, allora, Angelina Jolie che piange mentre cammina in una città spettrale, ci sembra la celebrity più onesta da decenni? Perché mentre ci ostiniamo a vedere Angelina Jolie in abito nero di pizzo, labbra rosse a decretare che il momento della disperazione post divorzio è finito, in momenti come questi l’assoluta riservatezza sembra scuoterci e invitarci ad agire senza se e senza ma? Angelina Jolie la riservatissima piange davanti al mondo e ci chiama tutti all’appello. Ci voleva lei, l’impegnatissima Angie, per farci ricordare che Mosul sanguina ancora? Sì, ci voleva anche l’attrice più complessa e schiva della sua generazione. Che fa parlare mezzo mondo per un abito bianco indossato senza reggiseno. E fa tacere lo stesso mezzo mondo quando va all’inferno per farci svegliare tutti dal torpore. Grazie, Angie.

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