Vinicio Marchioni tra figli, supplì di riso e migranti che dovrebbero conoscerci per quello che siamo

Al festival del cinema di Tavolara 2018 l'ex di Romanzo Criminale racconta il burnout, il mondo dei migranti e il primo dentino perso (per colpa di un lavoro che si ama follemente).

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Courtesy Photo Alberto Novelli

“40 anni e già la badante” Vinicio Marchioni sigla così la sua presenza al Festival del cinema di Tavolara 2018. La battuta, crudele e onesta, è il dettaglio (o prospetto) più inquietante del mini girato nell’ambito del progetto MINI FILMLAB crasi creativa tra MINI, sponsor tornato sull’isola del cinema e OffiCine, (progetto culturale nato dalla collaborazione di Anteo spazioCinema e Istituto Europeo di Design) con la Supervisione Artistica di Silvio Soldini. Dei tre corti Tutta colpa di Rocky, Pepita's, Battiti è uno spaccato iper attuale. Plot: Vinicio Marchioni per problemi di salute si trova a cambiare tutte le sue abitudini più o meno emozionanti. Rallenta, abbassa la marcia, frena. Aspetta. Altrimenti il rischio è che ai 40 anni non ci arrivi neppure (e addio badante). Sindrome del burnout abusata o connessione coatta? Lo chiediamo direttamente a Vinicio Marchioni, piedi nella sabbia e un cinema sotto le stelle arrivato alla 28 esima edizione, fondato da Augusto e Marco Navone sotto la direzione artistica di Piera Detassis. Uno di quegli appuntamenti che, previo distacco di smartphone e affini aiuta a credere in un cinema made in Italy bistrattato all'eccesso.

Courtesy Photo Alberto Novelli

Vinicio, a 40 anni già la badante?
Eh, ringraziando il cielo ancor no, ho due figli da crescere con la mia compagna (Milena Mancini ndr). Una decina d’anni d’autonomia lasciameli!

A quali emozioni forti hai rinunciato - prima dei 40 anni?
Sto facendo il mestiere più bello del mondo, uno di quelli che non ti fa rinunciare a nessuna emozione. Anzi ne ho molte di più di chi pratica mestieri cosiddetti normali, scopro location meravigliose, mi godo il lusso di avere dei periodi di voli e treni che si incastrano al pelo… Non ci si annoia. Certo è lo stesso mestiere che ti sottrarre alla quotidianità tipo il primo passo di tuo figlio, il primo dentino che cade.

Il cinema italiano non sa più regalare emozioni forti se non in formato violenza, cosche mafiose e bande di quartiere formato serie tv?
Quel tipo di narrazione violenta costruita "a puntate" riguarda più le serie tv che il cinema, poi certo ci sono casi come Dogman di Matteo Garrone, regista straordinario, che ha un trattamento meraviglioso, con il dovere di provocare emozioni forti che non per forza devono passare attraverso la violenza. Oggi il cinema è messo nei migliore dei modi. Non sono uno di quelli che parla della crisi del cinema italiano. Penso che la crisi sia in altri meccanismi. Non c’è negli attori e attrici and co: non ci deve essere nessuna autocensura. Forse negli anni c’è stato un appianamento verso il cinema televisivo mentre il cinema deve rimanere sempre più cinema. Siamo abituati a guardare la tv nelle quattro mura domestiche. Il cinema deve mantenere obiettivi e inquadrature ampi che portino fuori da quelle quattro mura.

Jasmine Trinca ospite fissa al Festival del cinema di Tavolara
Courtesy Photo Alberto Novelli

Che film italiano consiglieresti a un profugo che approda in Italia?Nuovo Mondo di Emanuele Crialese perché racconta esattamente quello che eravamo noi. Racconta le stesse emozioni e motivazioni dell’affrontare un viaggio pericolosissimo. Racconta la realtà di quello che siamo noi italiani.

Il primo film che ti ha dato emozioni forti: dov’eri, cosa facevi, con chi eri?
Ho un ricordo di me e mio fratello sul lettone dei miei genitori mentre guardiamo Rocky 2 con mia madre che ci ha fatto i supplì di riso. E se penso a quel momento il cinema mi riporta in una dimensione meravigliosa in cui le cose funzionano tutte e tu sei protetto e puoi fare grandi sogni. E poi ai tempi dell’università, quando studiavo storia del cinema ricordo la prima volta che ho visto L'anno scorso a Marienbad di Alain Resnais, film che mi ha fatto conoscere la nouvelle vague e mi ha aperto gli occhi sul cinema.


Il corto integrale di Battiti lo trovate nella programmazione del canale Sky Arte

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