One of Us: l'eccellenza femminile italiana che ha conquistato gli Usa

Diretta da Chiara Tilesi la serie è realizzata da donne: protagoniste Stefania Spampinato, Cinzia Zuffada e Assia Grazioli-Venier, Elisa Sednaoui.

Stefania Spampinato, la dottoressa Carina De Luca della serie Grey’s Anatomy piange ricordando i momenti difficili, i primi provini e i molti rifiuti. Ma poi sorride: è il sorriso di una donna che ha realizzato i suoi sogni. Insieme a lei, Elisa Sednaoui, modella, attrice, social entrepeneur e filantropa fondatrice di FUNTASIA che sviluppa programmi di istruzione nel mondo; la scienziata della NASA Cinzia Zuffada e Assia Grazioli-Venier, titolare di un fondo d’investimento, raccontano la loro storia, alti e bassi, sconfitte e vittorie. Sono tutte italiane e tutte vivono a Los Angeles. Sono integrate e di successo, protagoniste di One of Us, una di noi. È una serie di ritratti che verrà diffusa online dall’ 8 marzo, giornata internazionale della donna.

Ideata dalla regista Chiara Tilesi, la serie è stata prodotta in collaborazione con il Consolato italiano a Los Angeles. Dietro le quinte, dal compositore delle musiche all’ufficio stampa sono quasi tutte donne.

Lo scopo è mostrare l’eccellenza femminile italiana attraverso gli esempi di chi ce l’ha fatta. E, concretamente, nel tempo, creare un vero e proprio database di professioniste, artiste, scienziate, che facciano networking e che si facciano conoscere sempre di più. Il progetto One of Us potrebbe moltiplicarsi e ripetersi in altre città americane, attraverso altri consolati italiani e poi, chissà, anche in altri Paesi.

“L’Italia esprime molti talenti non solo nel food e nel design e donne straordinarie si trovano in molti settori” dice Silvia Chiave, console generale dell’Italia a Los Angeles. “Il Rover che è andato su Marte aveva pezzi di tecnologia italiana. Alla NASA lavora per esempio Cinzia Zuffada che è da molti anni in America. Dirige proprio il centro da cui partono tutte le missioni di Earth Science che si trova qui a Los Angeles. Spesso si pensa che Los Angeles sia solo la città del cinema, in realtà è un grande centro scientifico e, nella scienza ci sono tante donne di cui si parla sempre troppo poco. Zuffada ha anche un ruolo istituzionale, è presidente dell’Italian Scholars and Scientists North America Foundation che riunisce tutti gli scienziati italiani negli Usa”.

“Sono arrivata a Los Angeles vent’anni fa per lavorare nel cinema, un percorso classico” racconta Chiara Tilesi, “Ho lottato parecchio perché comunque, questo ambiente era completamente dominato dai maschi. Essere donna è difficile, donna e straniera ancora di più”. Stufa di lamentarsi, Chiara decise di mettersi a “fare”, diventare un’attivista. Nel 2016, un anno prima che lo scandalo Weinstein desse vita al movimento #metoo, ha fondato l’associazione We do it together, il cui obiettivo è cambiare la rappresentazione delle donne nel cinema e nei media in generale.

“Con il #metoo, molte cose sono cambiate” dice Chiara. “Oggi si ha finalmente la piena consapevolezza di che cosa sia una molestia sessuale mentre prima le linee tra corteggiamento e abuso di potere erano troppo sfumate. Questo mette al sicuro moltissime donne. Detto ciò, se parliamo di lavoro, il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno dell’uguaglianza. In tutto il mondo era girato uno slogan che diceva 50 e 50 entro il 2020 e invece, sotto il riflesso della pandemia, il 2020 è l’anno che ha mostrato quanto le donne siano ancora deboli. Non solo in America, ovunque. Non solo nel settore del cinema, ma in tutti”.

In questo 8 marzo più rilevante che mai, l’idea di proporre una serie di modelli positivi che cambino la narrativa sulle donne è un po’ una luce in fondo al tunnel per tutte le madri e mogli esauste, per tutte le lavoratrici rimaste senza lavoro a causa della pandemia. Una delle storie più luminose è quella di Assia Grazioli-Venier, venture capitalist, già top manager di Spotify, sopravvissuta a un tumore, una delle poche donne nel consiglio d’amministrazione di un’impresa maschile come la Juventus. Di recente, insieme a Chelsea Clinton e a Jenna Bush, ha comprato una squadra di calcio femminile, Washington Spirit. Non tutte abbiamo capitali da investire in un business così cool però, questo l’invito di Assia, tutte possiamo imparare a parlare di soldi senza che ci tremi la voce e dare un calcio metaforico ai cliché che ci impediscono di emergere. Come diceva Madonna, Italians do it better. Se donne, anche di più.


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