Katharina Schulze la pasionaria del partito tedesco dei Verdi che dovremmo sherarci in tutta Europa

Sconosciuta al mondo fino a qualche giorno fa, è diventata una delle donne più ricercate su Google (con i primi, immancabili attacchi sessisti).

Greens Party Campaigns In Bavarian Elections
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E adesso chi è Katharina Schulze? Non si parlava così tanto di una donna politica europea dalla finale dei mondiali, quando l’illazione che il presidente Macron le facesse il filo ha fatto puntare i riflettori su Kolinda Grabar Kitarović, l’energica presidente croata. Katharina non è una capo di Stato: il Partito dei Verdi, sotto la sua guida, ha "semplicemente" raddoppiato i consensi nell’ultima elezione in Baviera e per questo la comunità internazionale la sta eleggendo come simbolo di quel cambiamento che il giornalista Aldo Cazzullo ha ipotizzato (profetizzato?) nel libro Le donne erediteranno la Terra, che in molti avevano giudicato troppo compiacente verso il genere femminile per accattivarselo (visto che ormai costituisce l’80% del mercato editoriale).

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Chi sta cercando di analizzare in profondità il successo del Partito dei Verdi, però, si sta chiedendo due cose: se sia ripartita la tendenza a dare fiducia a movimenti ecologisti e umanitari degli anni 80 (i Verdi sono stati molto forti anche Italia, finché non sono spariti) e se dopo aver sperimentato tutte le versioni possibili di se stessa, l’umanità non stia cominciando a pensare che forse l’unica opzione rimasta e mai provata è una: fidarsi delle donne ai vertici. Quelle donne a cui Cazzullo dice: “Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro aiuto”. Okay, stiamo sognando troppo? Nel frattempo, cerchiamo di capire come la Germania, che già riserva già così tanta fiducia nelle donne in politica (Angela Merkel insegna) stia osannando frau Schulze, questa ragazza che somiglia a Elizabeth Moss/Offred di The Handmaid's Tale (e che forse anche per questo appare ancora più convincente).

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Katharina Schulze ha 33 anni, è originaria di Herrsching am Ammersee, vicino Monaco, ed è una che già a scuola era stata eletta portavoce degli studenti. Dopo il movimentato liceo è andata a studiare a Monaco dove si è laureata in Scienze Politiche. Sulla sua biografia ufficiale, in cui si rivolge direttamente agli elettori, dice che le è sempre interessato mettersi nei panni degli altri, capire meglio le persone “come agiscono e perché, soprattutto quelle provenienti da altri paesi e altre culture”. Per questo ha studiato anche all’estero per sei mesi, in California e nell'ovest dell'America. La sua carriera politica è stata fulminea. Nel 2008, è entrata a far parte come studentessa del Green Youth, la corrente giovane dei Verdi. Due anni dopo era già a capo dei Verdi a Monaco. Nel 2013 è stata eletta nel parlamento bavarese dello Stato e dal 2017 è a capo del gruppo parlamentare dei Verdi (riprendiamo fiato). Prima dell'elezione statale nel 2018 in Baviera, è stata eletta dal gruppo regionale bavarese dell'Associazione dei logopedisti di lingua tedesca come miglior oratrice della campagna elettorale. Insomma, un curriculum di tutto rispetto.

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Eppure, la stampa tedesca più sensibile sta bacchettando i suoi detrattori per i metodi sessisti con cui la stanno attaccando. Così come non ci si sorprenderebbe di sentirlo dire in Italia, Katharina Schulze è oggetto di illazioni sgradevoli sul tenore di “chi è l’uomo che la spinge? Di chi è l’amante?”. Il fatto che tentando su Google un'indagine in tedesco del suo nome escano come suggest – le versioni più frequenti di ricerca abbinate al suo nome - Katharina Schulze marito, Katharina Schulze partner e anche Katharina Schulze compagna, per fortuna solo subito dopo Katharina Schulze Verdi, ha indotto alcune testate a rivolgersi ai lettori con rimprovero. Perché se una donna sta facendo una scalata politica deve suscitare questo tipo di interesse? Secondo i giornalisti tedeschi dipende dal fatto che nel suo sito pieno di informazioni manca solo lo status sentimentale. Un’informazione che sono riluttanti a condividere, da qualche tempo, parecchie donne in politica, compresa la nuova sindaca di San Francisco London Breed.

Non hanno torto (chi scrive si è trovata a sentir definire la senatrice Monica Cirinnà “la moglie del sindaco di Ostia”). Quello che conta, della scalata del partito dei Verdi ai cui vertici in questa elezione Katharina Schulze si trovava fianco a fianco con Ludwig Hartmann (per cercare di sapere qualcosa di lei per vie traverse, anche lui abbinato alla parola “fidanzata” o “moglie” è molto cercato su Google) è che probabilmente alla gente è piaciuto il loro metodo di comunicazione molto diretto, semplice, la chiarezza con cui si sono espressi riguardo temi scottanti come quello dell’immigrazione e sull’entusiasmo di ritorno che hanno suscitato nei confronti dell’energia solare ed eolica. Katharina usa i social dove condivide foto sue, della natura, di gatti, di gelati. Una di noi, insomma. I suoi amici dicono che ha il vizio di parlare troppo veloce e di gesticolare troppo “come un’italiana”. Fra le sue battaglie, a parte la difesa dei diritti civili (“non esistono persone che valgono di più o di meno”) c’è anche quella dell’abbassamento dell’età minima per votare che vorrebbe portare a 16 anni, per permettere ai giovani di dire la loro sulle questioni di cui pagheranno i debiti (come, appunto, le politiche ambientali) e quella di abolire burocratese e politichese per permettere di capire la politica anche alle persone anziane e agli stranieri, soprattutto quelli che hanno preso da poco la cittadinanza e devono votare. Sembra tutto molto bello. Vediamo se come dice Cazzullo, dopo aver provato in tanti a realizzare utopie, non ci riesca una donna.

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