100 domande ad Alessandro Cattelan, il presentatore popstar

Dal sogno del calcio al successo in tv passando per le canzoni degli anni 90, la famiglia, le rivincite e una nuova sitcom. Intervista a raffica al conduttore di X Factor.

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photo jule heringSky

Arriva alle masse, piace alla nicchia. Da otto anni Alessandro Cattelan conduce X Factor (la finale è il 13 dicembre su Sky) con ritmo e aplomb. Il suo talk show, E poi c’è Cattelan, va così bene che quest’anno è arrivato lo spin-off Epcc a teatro. Ex volto fresco di Viva All Music e Mtv, voce di Radio Deejay, a 38 anni è un intrattenitore completo, all’americana. Di quelli che ti inchiodano alla tv con una battuta, mentre ti raccontano il mondo. E non sai mai quando scherza o è serio, come in questa intervista.

Cattelan con i giudici di X Factor 12
Rosdiana CiaravoloGetty Images

1) Sei di ritorno da New York, cosa sei andato a fare? Una gita, ho portato le bimbe e mia mamma che non c’erano mai state. Senza mio papà, lui dice che se vuole vedere dei palazzi va a Brescia.

2) Hai il sogno americano? Sì, mi piace la cultura pop dell’intrattenimento che viene da lì. Mi giocherei il sogno di riuscire ad andarci a lavorare.

3) Com’è essere tra i migliori? È piacevole fare le cose sapendo che la gente apprezza. E piacciono a me, mi diverto, campo della mia gioia.

4) La gente capisce più di quanto si pensi? Sì, anche se ha reazioni smodate nei commenti, dà giudizi netti, in positivo e in negativo. Mentre spesso il punto più interessante è una sfumatura.

5) Hai fiducia nell’umanità? No.

6) Un’idea per migliorare il mondo? Dare il giusto peso a quello che si ha sarebbe già un buon inizio. Moriremo tutti e la nostra vita sarà veramente una parte trascurabilissima nella storia dell’umanità.

7) Dove si va quando si muore? Me l’ha chiesto anche mia figlia di sei anni. Le dico che per molti ci sono un paradiso o un inferno in base a come ti comporti. La mamma è convinta che si rinasca. È probabile che non succeda niente di tutto questo, ma nessuno lo sa. Io cambio speranza in base ai periodi, però la reincarnazione non mi piace perché mi è andata troppo bene in questa vita.

8) Adesso in che fase sei? Paradiso, dài.

9) Credi in Dio? Sì. Credo in un’energia, che poi può essere anche banalmente il karma.

10) Fino a che età hai creduto a Babbo Natale? Fino a sei anni di sicuro perché ricordo il Natale che mi regalarono il castello dei Masters.

11) Cosa cambia il secondo figlio? Cambia tutto, cambia lo spazio, cambi casa, macchina. Con il primo riesci ancora a inserirlo nella vita che avevi, però due è un buon numero. Vedo le mie, vanno d’accordo, giocano, si appartano per conto loro.

12) Che magie hai imparato a fare da quando sei papà? Faccio apparire e scomparire le sorelle, dietro a un maglione. Creo i fantasmi con la forchetta sotto i tovaglioli, a tavola. Il bello dei bambini è che ci credono, ti danno soddisfazione.

13) Com’è la sitcom che stai scrivendo? Talmente bella che ero partito con l’idea di recitarci anche, ma adesso ho paura di rovinarla. Anzi, apriamo i casting, se c’è qualche attore che vuole candidarsi, scrive a voi e mi girate i contatti, ok?

14) Requisiti? Deve essere bravissimo.

15) Età? Il protagonista ne ha 30, quindi io sarei già un po’ fuori target. Dai 28 ai 35.

16) Com’è scrivere a più mani? Siamo in tre autori e sembriamo i protagonisti della sitcom: io sono quello più surreale. Ci completiamo.

17) Sotto sotto chi fa ridere è malinconico? Chi fa ridere è intelligente. Ha la sensibilità per capire alcuni meccanismi che presi di petto con la comicità fanno ridere, ma quando ci ragioni sono tristi. Per esempio è così con le battute sulla politica.

18) Un politico che stimi? La Cirinnà.

19) Chi è un eroe oggi? Chi riesce a vivere appieno e a essere soddisfatto di quello che fa, qualunque cosa faccia, senza passare sopra gli altri.

20) Quanto sei maniaco del controllo? Abbastanza. A volte arrivo a dei livelli impossibili, più di così diventerebbe una malattia, bisogna fermarsi prima. Non faccio la tv per andare in tv, la faccio se posso decidere io. E devo stare attento, l’occhio del padrone ingrassa la mucca, no?

21) La colonna sonora della tua vita in tre canzoni? Me lo dovevi chiedere una settimana prima! Fammi vedere nella playlist. Ok, non sono le mie preferite, però sono rappresentative... Quante?

22) Tre. I Want It That Way dei Backstreet Boys. Non sopporto quelli che rispondono a queste domande per fare i fighi, dicendo roba molto più intellettuale di quella che ascoltano davvero. Tender dei Blur, L’amour toujours di Gigi D’Agostino e Come Undone di Robbie Williams.

23) Sono quattro, ma va bene. Soddisfatto? Eh, adesso sì, poi tra dieci minuti cambierò idea.

Cattelan e Robbie Williams a X Factor nel 2012
Stefania D'AlessandroGetty Images

24) Cosa c’è di sovversivo nel pop? Che ti fa star bene. Tendenzialmente il pop che ci piace di più è quello di quando avevamo tra i 16 e i 25 anni, prima del mutuo, delle tasse. Dovevi solo andare a scuola, ti sembrava un inferno ma realizzi poi che non lo era. Le canzoni allegre di quel periodo ti salvano la vita. Il pop ti fa felice con poco.

25) Se potessi catapultarti adesso negli anni 90 dove finiresti? A Los Angeles, ero un fan di tutta quella scena hip hop, Tupac, Snoop Dogg, Dr. Dre. Il clima è bello, c’è da divertirsi, andrei a casa di Brandon e Brenda, a Beverly Hills 90210.

26) Cosa ti fa effetto del tuo lavoro? Poter avere un rapporto con personaggi che erano già famosi quando io ero adolescente. Come Robbie Williams. Le ragazzine piuttosto che uscire con me giravano con le sue foto nel diario.

27) Hai 38 anni, quanti te ne senti? 40. 39. Ormai mi sono settato sui 40, quando parlo con mia figlia le dico: ho 40 anni, mi vuoi ascoltare?!

28) Li vivi bene? Che senso avrebbe viverli diversamente? Se me l’avessi chiesto a 20 anni, a 40 mi sarei immaginato vecchio, morto, decrepito, invece tutto sommato puoi ancora fare tutto.

29) Chi sono le donne più brave della tua generazione? Virginia Raffaele, Federica Pellegrini, Baby K. Ahaha! No, Baby K no. Sofia Goggia.

30) Le più belle? Tante, finché non si toccano la faccia. Mia moglie, Ludovica. Melissa Satta, Miriam Leone, Francesca Inaudi, Gisele Bündchen.

31) A che età la prima volta? 17.

32) Anche se eri un tamarretto? Sono i primi eh, i tamarretti mica fan fatica, anzi.

33) E la prima casa comprata? A 21.

34) Sei ricco? Sufficientemente da non avere l’acqua alla gola. Non ci sono nato.

35) In cosa investi? Sono figlio della tradizione, nella casa. Il mio migliore amico, compagno di liceo che gestisce i miei soldi, mi parla di diversificazione, ma sono mentalmente retrogrado.

36) Non ti butti nelle startup? Eh, vedi? Quando avrò abbastanza soldi da poterli buttare, lo farò.

37) Sei rimasto legato alla tua città, Tortona? Molto, dopo prendo un treno e ci vado. Stasera esco con un amico e un altro nostro compagno di classe. Fino a quando non mi è nata la prima figlia non sono mai rimasto a Milano nei weekend.

38) Cos’è il matrimonio? La decisione di prendersi un impegno, ma per noi valeva già prima. Il matrimonio in sé è stata una gran rottura, fatto in venti minuti, in comune, per evitare una serie di scocciature dopo. Non amo le cerimonie, ora c’è il battesimo della bimba, mia nonna lo vuole…

39) Fate un party? Mangiamo una cosa veloce dai miei a Tortona, perché poi la sera c’è la partita.

40) Meglio un anno senza amore o senza calcio? Urca! Poi tornano tutti e due? Allora faccio finta di dirti senza calcio, così le lettrici sono contente.

41) Quando hai detto: con questa donna ci passo la vita? Subito, sono uno abbastanza bulimico nelle scelte. Non ho mai avuto l’illusione di fare una famiglia con le altre donne che ho avuto, con Ludovica sì. E non mi sono mai pentito.

42) Come hai imparato a respingere le altre? Non uscendo di casa. Esco poco, sto con la mia famiglia o con i miei amici maschi. Quando esci con gli amici, checché ne pensino le donne, non vai a donne, non parli neanche di donne.

43) Cosa fate? Parliamo di calcio, videogiochi, beviamo birra, discorsi stupidi, queste cose qua.

Cattelan con Bobo Vieri a Epcc
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44) Ti ha colpito di più il ritiro di David Letterman o di Bobo Vieri? Erano nell’aria, li ho accettati con il giusto, affettuoso, distacco. Per Bobo, è quando se ne è andato dall’Inter che ho sofferto molto.

45) Sei ancora nella squadra di calcio La Fiorita? No, era un prestito, sono tornato nel mio Derthona. Stiamo dominando il campionato.

46) Ma ci giochi? Fino alla fine di X Factor non posso, ma da fine dicembre conto di ricominciare.

47) Hai postato una foto mentre giochi a golf, come te la cavi? Molto male, ho provato solo quel giorno, è difficile. È bello perché stanno tutti zitti.

48) Un’esperienza che consiglieresti? Abbiamo parlato di New York: andateci. E se vi manca il brivido della prima volta, portateci qualcuno che non c’è stato, perché è come rivivere l’esperienza.

49) A parte il sogno, prevedi di trasferirti? Sì, mi piacerebbe. Devo trovare un lavoro che mi permetta di farlo. X Factor là l’hanno chiuso, mannaggia, non posso neanche sfruttare quel canale.

50) Cosa porterà Lodo Guenzi come giudice a X Factor? Le citazioni, pare gli piacciano. Spero un po’ della freschezza tipica dello Stato Sociale. È un ragazzo sveglio, che di musica ne capisce. Se sai parlare vai bene, non credo che farà fatica.

51) Quanti amici maschi ci sono nella vita di un uomo?
Potenzialmente infiniti.

52) Quante amiche femmine? Potenzialmente nessuna.

53) Come vinci la timidezza? Non l’ho mai avuta.

54) Cos’è il bello della diretta? L’adrenalina prima di cominciare, quei 30 secondi sono la mia parte preferita. Il bravo presentatore dice che il bello sono gli imprevisti, quando non va un microfono, si spegne una camera. Per me no, il bello è quando tutto funziona, come l’hai immaginato.

55) L’espressione da social network che ti piace di più? No. Mi fanno abbastanza schifo tutte.

56) Il meme preferito? Quelli per cui dopo che hai riso ti dovresti vergognare. Mi piace la pagina Commenti memorabili, gli utenti sono bravi.

57) Di cosa ti vergogni? Tutto quello che faccio, già oltre la soglia del pudore comune, lo reggo. Quello di cui mi vergogno davvero non te lo dico.

58) C’è qualcosa su cui non ti va di scherzare? No, se la battuta è bella, scherzo su tutto.

59) L’ospite con cui ti sei divertito di più a Epcc? Bobo Vieri, Elettra Lamborghini, Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, il Nongio.

60) Per cosa ti hanno preso agli inizi nei canali musicali? Ero l’unico ai provini che parlottava l’inglese. Poi non è vero che lo parlo bene, l’ho imparato con le canzoni, la grammatica non la so.

61) Che canzoni? Il rap. Ma anche adesso parlo con le canzoni, se qualcuno mi dice: yesterday... io rispondo eh, all my troubles seemed so far away.

62) Cosa canti sotto la doccia? L’ultima canzone che ho sentito prima di entrare.

63) La trap ti piace? Sì, Ghali, Sfera Ebbasta sono poetici; mi piace anche la trap per ballare. Ma c’è della truffa notevole, Broccoletti l’ho fatta in 30 secondi, il pezzo del duetto con Ghali l’abbiamo scritto in 5 minuti. La storia della musica però la fai con altro.

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64) Chi è il più grande fan del tuo singolo Broccoletti? Le mie figlie, l’idea è partita da lì. Però vedo che a tanti piace, perché ti aiuta con i bambini.

65) Agnelli ha detto qualcosa? Non so se l’ha sentita, ma Manuel è uno che capisce lo spirito.

66) Qual è la marcia in più delle figlie femmine? Da adulti ci si livella in base alle esperienze, la distinzione uomo donna non esiste più. Da piccole, probabilmente sviluppano prima il cervello. Sono tanto più intelligenti, puoi ragionarci ed è sorprendente perché lo fanno con gli strumenti di una bambina di 4 anni, ti dicono frasi assurde ma che hanno perfettamente senso. Pensi: hai ragione, perché il mondo non va come dici tu?

67) Come va con le chat dei genitori? Alessandro ha abbandonato il gruppo. Nel primo istante.

68) Che odore ha la felicità? Del bagnoschiuma Vidal al limone misto alla puzza di piedi degli spogliatoi di calcio di quando ero piccolo.

69) Il ricordo più bello dell’infanzia? È un unico grande ricordo felice. Sono fortunato.

70) Come ti sei educato allo stile? Non ci sono ancora riuscito. Ero più interessato da ragazzino, ero tamarro ma c’era un pensiero. Adesso se mi lanci addosso dei vestiti per me va bene.

71) E la trovata della camicia con il collo alla coreana? Per fortuna ho persone che mi aiutano. A Epcc a teatro l’ho tenuta sempre: facciamo che mi vesto sempre uguale così non ci penso più?

72) Ci sarà un vestito che senti tuo. Le Jordan, come scarpe. Poi con jeans e maglietta sono a posto. Sono un Nino D’Angelo con le Jordan.

73) Sei il ritratto del bravo ragazzo. Manteniamolo così, che funziona.

74) Ti danno mai dello stronzo? Spessissimo, i miei amici soprattutto. Sono uno stronzo buono, se mi chiedi un parere ti rispondo sinceramente.

75) E quando prendi in giro i concorrenti alle audizioni di X Factor, senza che se ne accorgano? Questo però è un esercizio, lo faccio per passare il tempo, stiamo lì un sacco di ore. È come il cruciverba, per tenere il cervello allenato.

76) Il tuo record di ore di lavoro consecutive? 14.

77) Quando vuoi spegnere la mente cosa fai? Ho un’attenzione nei confronti delle cose, legata al mio lavoro, che mi porta a non staccare mai. Se sono a casa e mia figlia dice che non vuole mangiare i broccoli, io ci faccio la canzone. Mi piace, ma è difficile da spiegare, a volte anche a mia moglie: «Oggi cosa hai fatto?». «Ho pensato».

78) Un comfort food? Passatelli in brodo, cotoletta alla milanese, la salsa agrodolce di McDonald’s.

79) Li sai cucinare? No, però ieri ho fatto dei taco fish fenomenali. Il mio piatto forte sono gli spaghetti con le mazzancolle, sciccheria.

80) L’ospite che vorresti a Epcc ma non verrà mai? Be’, non so se non verrà mai... Paul McCartney, sono un beatlesiano di lunga data.

81) Per cosa vale la pena combattere? È facile capire cosa è giusto e cosa no: per tutto quello che è giusto sì. Poi dipende da quanta voglia hai.

82) Una “giornata mondiale” che ricordi? Alla radio in Catteland la gente aveva tanto da raccontare sulla giornata del grazie o dello scusa.

83) Quanto chiedi scusa? In continuazione.

84) Quante ore dormi? Sette. Fa figo dire che si dorme poco, ma per me 7 ore sono pochissime. Vivo costantemente assonnato, tutto il giorno.

85) Cos’hai imparato dal tuo lavoro? Sulla vita niente, i valori rimangono quelli dei miei genitori. Vorrei dire la concentrazione, l’organizzazione, ma no. Aspetto l’ultimo minuto per fare le cose.

86) Pensi mai di volere la laurea? No, però conto che un giorno me la diano.

87) Come la Ferragni? Gliel’hanno data? Eccheccavolo! (In realtà ha solo parlato ad Harvard)

88) Ti sei preso qualche rivincita ultimamente? Forse i tre libri che ho scritto. A scuola secondo me avevo scritto sempre dei bei temi, quelli con le risposte aperte perché con gli altri avrei dovuto sapere di cosa stavo parlando, e sono sempre stato sottostimato dalla mia professoressa di italiano.

89) Lo sa? Non ho idea di che fine abbia fatto.

90) Hai fatto tanta gavetta. Mi dicono bravo, ma l’ho fatta perché nessuno mi aiutava a saltare la fila. Adesso so che è stata una fortuna, che per andare avanti bisogna salire tutti gli scalini.

91) Piaci tanto perché sei uno bravo che ce l’ha fatta da solo. Sì, scrivi, scrivi... Boh non so.

92) Successiva: sai accettare i complimenti? Mmh. Tendo a minimizzare, perché certe parole sono abusate. Se mi twittano “genio”, ti assicuro che sono tutto tranne che geniale, però grazie.

93) Cosa non sai fare bene? Appena so fare una cosa la faccio, tutto quello che non faccio è perché proprio non so da dove cominciare. Non ho mai fatto windsurf! Però sono sicuro di esserne capace.

94) Per il milione di fan su Instagram hai postato una foto con tutti i cliché per prendere like, come i gattini. Che ruolo hanno il cavallo bianco e l’amico argentino (personaggio nato a Epcc)? Il primo è un simbolo della favola, e l’amico argentino va come il pane! Mi ha scritto un amico autore dicendo che si oppone alla sua scalata in tv, ma non puoi arginare il mare con uno scoglio, caro mio.

95) Una follia fatta per amore? No e non le ho chieste. Non sono mai arrivato sul cavallo bianco.

96) E per lavoro? Ho dovuto prendere un volo privato per Siviglia. Avevo perso quello prenotato perché avevo dimenticato i documenti. Ho pianto tantissimo, per il costo e per la paura di morire su un aereo privato come uno snob qualunque.

97) Si scommette sulla tua conduzione di Sanremo, cos’ha di magico? L’effetto che fa sugli altri. Entri a far parte della storia del tuo Paese, a mia nonna verrebbe un infarto, ti dà orgoglio.

98) Cosa c’è di più? Epcc! Non li scambierei.

99) Qual è il tuo dono? L’ubiquità.

100) Giuro che lo scrivo. Fregarmene il giusto delle cose, non farle diventare più grandi delle ore che ho per dormire.

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