Dove eravamo quando la statua di cera di Meghan Markle prendeva vita?

Al museo Madame Tussauds di Berlino, la scultura della Duchessa di Sussex continua a far parlare (male?) di sé...

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Ci sarebbe una discreta quantità di commenti da fare di fronte alle nuove foto di Meghan Markle e Harry d’Inghilterra EHM di fronte alle nuove foto della statua di cera di Meghan Markle & consorte reale, apparse ieri in versione natalizia al museo Madame Tussauds di Berlino. Prima di tutto che, nel 2018, la questione dei manichini in simil plastilina che riproducono (bene o male, ai posteri l’ardua sentenza social-e) le fattezze delle Very Important People di ieri e oggi, sono ancora una BIG THING (come direbbero gli americani). Ovvero, analizzando le file chilometriche di visitatori in coda davanti questo tipo di percorsi d’intrattenimento, in qualsiasi stagione e condizione climatica, e analizzando il numero di copia e incolla di musei in stile Tussauds che si sono moltiplicati negli anni. Ci rendiamo conto di come un selfie grottesco con la versione cerata del nostro beniamino sia nella lista delle cose da fare in visita in una capitale X del globo.

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Macchinetta usa e getta, smartphone avveniristico che sia, tempi in cui potevamo vedere le nostre celeb del cuore solo su carta patinata, tempi in cui Instagram Stories ringraziando siamo informati secondo dopo secondo sullo stato di salute della suddetta celeb che sia. Il débâcle sulle statue di cera dei reali d’Inghilterra, poi, fa sorgere un’ennesima annosa questione 2.0: per ragioni di marketing e per risultare più moderni agli occhi del visitatore medio (altrimenti non si spiegherebbe), i grandi capi del Tussauds hanno deciso di “animare” le bambole a grandezza reale. Nessuna magagna in quattro dimensioni o trucco della tecnologia interattiva più avanzata, le statue di cera di Harry e Meghan Markle al Madame Tussauds si muovono grazie ai corpi (pancino della Duchessa compreso) di attori che indossano una maschera. In teoria, molto realistica. In pratica, molto opinabile. Vuoi perché il secondogenito di Diana assomigli più a Ron Howard che a se stesso, vuoi perché gli occhi di Meghan proiettano uno sguardo spiritato, manco avesse visto il fantasma della suocera...

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