Ragazze vincenti: chi sono, cosa fanno, perché seguirle

Le under 30 inventano teoremi e cercano l'uguaglianza, si battono per il clima e per gli assorbenti gratuiti. Ecco le storie che ci fanno ben sperare per il futuro.

Street Style - New York City - January 2018
TheStewartofNYGetty Images

Si può. Si può postare un video dalla propria stanza e diventare una celebrità, fondare una startup che aiuterà le persone a rialzarsi, coltivare un talento che suonerà come una rivoluzione. O addirittura salverà il pianeta.

Si può avere un aspetto diverso da tutti quelli che ci stanno intorno, e capire che quello è un potere da esplorare. Trovare l’amore insieme alla carriera, oppure sceglierne uno alla volta. Si può dire pubblicamente: ce l’ho fatta! Ce la farò! Ce la faremo! E meno male che c’è chi lo condivide, milioni e milioni di volte.

Perché quando vediamo un sogno che si realizza, crediamo tutti un po’ di più nel nostro. Per allenarci mentalmente, abbiamo scelto le giovani donne che da ogni parte del mondo stanno dando una voce potente al cambiamento. Dalla scienza ai film in realtà aumentata, da Instagram al ballo classico, queste sono le storie delle ragazze under 30 che ci fanno ben sperare. Con l’augurio che siano di ispirazione per fare meglio e menarcela meno. P.S. Ci sono ragazzi e uomini altrettanto validi in giro. Ma il 2019 è l’anno delle donne: che la festa cominci.

Michael Buckner/Variety/REX/ShutterstockRex
Liza Koshy, 22 anni, YouTube star, comica, presentatrice tv
Tutto è iniziato con un minivideo su Vine, postato a 18 anni dallo smartphone tanto per divertirsi. Poi questa minuta ragazza texana si è trasferita su YouTube e con i suoi sketch esilaranti sui casini dell’adolescenza ha conquistato una platea sconfinata: 16 milioni e 300mila iscritti, due miliardi e mezzo di visualizzazioni. Et voilà, è arrivata a Los Angeles e ha iniziato a recitare in serie horror, film tv e a presentare il live show dei Golden Globe. Dalla scorsa estate è protagonista e co-produttrice di Liza on Demand, firmata YouTube Premium, sulla rocambolesca ricerca del lavoro perfetto. E conduttrice del revival di Double Dare, un mitico gioco a premi americano degli anni 80: la sua consacrazione mainstream. Come va l’amore? Ha rotto con il collega David Dobrik: l’hanno annunciato con un video commovente, dando pure una lezione di social love.

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Jess X. Snow, 26 anni, public artist, regista, poetessa
A novembre l’Asian American Film Festival di Filadelfia l’ha premiata per il miglior corto sperimentale, Afterearth. Girato con tecnologia immersiva, racconta la lotta di quattro donne, nelle Hawaii, in Cina, Filippine e Nord America, per salvare la propria terra dai disastri dei cambiamenti climatici. È soltanto una delle battaglie care all’artista multidisciplinare di origine cinese, ora residente a New York. I suoi Protest Posters (scaricabili dal suo sito gratuitamente) sono un invito a difendere i diritti dei migranti, e delle minoranze. Così come le sue poesie, i workshop con Justseeds e i murales che realizza. È una delle creatrici di Survivor Love Letter, movimento sociale e serie di murales in realtà aumentata (si animano con un’app su smartphone) che celebrano il coraggio delle vittime di abusi sessuali.

Zsofia Jambor courtesy Avantage Models
Kafia Mahdi, 19 anni, modella, protagonista di un documentario
Ha lasciato la Somalia a 14 anni, da sola, per sfuggire alla guerra e a un matrimonio combinato dal padre. Bloccata insieme con altri migranti al confine con l’Ungheria, è finita in un orfanotrofio vicino a Budapest. La sua avventura di coraggio, emancipazione e adattamento a un altro mondo è raccontata nel documentario Easy Lessons della regista Dorottya Zurbó, presentato all’ultimo Festival di Locarno. Le riprese sono durate due anni, un viaggio poetico nella vita di un’adolescente a cui manca tanto casa e che si chiede cosa dirà mamma del suo nuovo status: modella, con il carisma per diventare una star.

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Margherita Pagani, 30 anni, imprenditrice sociale
Ha iniziato il suo intervento al Tedx Milano citando: «L’impatto sociale non può più permettersi di essere solo giusto, deve essere efficace». È l’obiettivo che si è data con la creazione di Impacton, un’organizzazione che seleziona iniziative di impatto sociale o ambientale già funzionanti, usa le nuove tecnologie e i big data per trasformarle in modelli facilmente replicabili nel mondo e li mette a disposizione di piccole realtà a livello locale. È tra le top under 30 europee 2018 secondo Forbes e fa parte dei Global Shapers del Forum economico mondiale. Laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha capito cosa fare mentre era a Idomeni, il campo profughi greco al confine con la Macedonia. Dopo aver messo le basi in Argentina, “impatterà” in Portogallo.

Anja Weber
Kübra Gümüşay, 30 anni, giornalista, speaker e consulente per i social media
Figlia di migranti turchi ad Amburgo, nel 2010 è diventata la prima editorialista con il velo di un giornale tedesco. Collabora con molte testate, scrivendo di Islam, razzismo e social media. Per il suo attivismo ha ricevuto una minaccia di morte, ma tranquilli, dice che quella persona dopo averla conosciuta si è scusata. Come speaker, dalle conferenze ai salotti tv, smonta gli stereotipi partendo dalle sue esperienze. Ha lanciato hashtag virali come #organisedlove per combattere l’odio in tutte le sue forme, compreso quello dei commenti online. Sta scrivendo un libro.

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Sabrina Gonzalez Pasterski, 25 anni, fisica teorica e ricercatrice ad Harvard
Nel 2015 ha teorizzato un triangolo per la memoria elettromagnetica che porta il suo nome, e che l’astrofisico Stephen Hawking ha citato in un saggio sui buchi neri. Le sue intuizioni mentre studiava al MIT di Boston le sono valse una borsa di studio da 250mila dollari per concentrarsi sul dottorato ad Harvard e diventare la nuova Einstein. Intanto, questa “cubano-americana di prima generazione” - come si definisce - promuove il diritto allo studio e la formazione scientifica delle ragazze nel mondo. La Nasa e la compagnia di viaggi spaziali di Amazon la vorrebbero assumere, ma lei niente. E non si fa vedere neanche sui social. Però ha un sito con tutte le news.

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Amika George, 19 anni, studentessa, founder di #FreePeriods
Ha appena vinto il Goalkeeper Award della Fondazione filanotropica di Bill Gates per #FreePeriods, il movimento a cui ha dato vita nel 2017. È iniziata come una petizione per chiedere a Theresa May di rendere gratuiti gli assorbenti igienici per le studentesse inglesi povere (1 su 10). Perché la mensa sotto un certo reddito è gratis ma il ciclo rimane un lusso? La studentessa londinese di origini indiane voleva raccogliere qualche firma, ma la sua campagna ha raccolto migliaia di consensi, anche celebri. E il governo del Regno Unito ha deciso di stanziare fondi per la causa. La missione di Amika va oltre: è protagonista del movimento globale per infrangere il tabù delle mestruazioni. Una parola che si può e deve scrivere senza vergogna.

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Cleo Wade, 30 anni, Insta-poet diventata scrittrice
“La cosa più bella sul girl power è che col tempo diventa woman power”. La frase con cui si apre il suo sito dice molto dell’autrice definita dal New York Magazine la Oprah Winfrey millennial. Ha postato su Instagram la prima poesia sulla forza delle donne nel 2014 e non si è più fermata. I suoi versi e i pensieri scritti a mano nella cucina del suo appartamento di New York sono diventati nel 2018 un libro bestseller, Heart Talk. Poetic Wisdom for a Better Life (arriverà in Italia il 7 febbraio per Tre60). Tra i fan vip conta Beyoncé, che ha scelto le sue frasi cristalline e motivanti per la campagna Gucci Chime for Change che promuove l’uguaglianza di genere. Le altre amiche sono Katy Perry, Reese Witherspoon, Yara Shahidi... Dice che crede nel potere della gentilezza e nel fare tribù, che sia reale o social.

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Yara Shahidi, 19 anni a febbraio, attrice, modella, influencer, attivista
È così giovane che va ancora a scuola. Ad Harvard, per l’esattezza, dove vuole laurearsi in sociologia e studi afroamericani. Intanto ha dato vita a Eighteen x 18, una campagna per informare i coetanei (oltre ai 3 milioni di follower su Instagram) sul voto americano di midterm. Tra una sfilata Chanel (di cui è ambassador) e una lettera di raccomandazione da Michelle Obama, si appassiona e dona glamour a una buona causa dopo l’altra. C’è già chi parla di lei come futura presidente degli Stati Uniti. Per ora ha vinto il Bet Award come miglior attrice in Black-ish, serie tv rivelazione su una famiglia afroamericana dell’upper side, da cui è nato lo spin-off Grown-ish, incentrato sul suo personaggio, Zoey, nel passaggio divertito da adolescente a donna. La seconda stagione parte il 2 gennaio.

Sarah Miller, courtesy photo
Diana Markosian, 29 anni, fotografa documentarista
Una delle più giovani artiste entrate nell’agenzia Magnum, ha vinto il premio Happiness OnTheMove e sarà in mostra al Festival di Cortona 2019, con il progetto Santa Barbara. Nata in Russia da genitori armeni, è arrivata negli Stati Uniti da bambina. La soap opera Santa Barbara, l’unica trasmessa nell’ex Unione Sovietica, ha spinto la madre a trovare un nuovo marito per corrispondenza e vivere il sogno americano. Diana ha ricreato con degli attori le esperienze della sua famiglia. Ha ritrovato il padre, in Russia, e attraverso le fotografie ha ricostruito la loro relazione. Creando un ponte tra memoria e sentimenti.

Tom Watkins, courtesy photo
Precious Adams, 23 anni, ballerina dell’English National Ballet
È nata in Michigan, ma per seguire il sogno di danzare ai massimi livelli ha studiato in Canada, a Monte Carlo, al Bolshoi di Mosca. Ha vinto il Prix de Lausanne come giovane talento della danza contemporanea ed è approdata tra le file del balletto di Londra. Tutto in sfolgorante ascesa. Sì, ma con qualche ostacolo da scavallare. Tipo: essere nera in un ambiente che per tradizione non lo è. A settembre ha fatto scalpore un’intervista al The Telegraph in cui si interrogava sulle calze e le scarpette rosa date in dotazione alle ballerine: non dovrebbero avere il colore della pelle, per dare continuità alla gamba? Be’, il messaggio è arrivato, visto che la direttrice della sua compagnia e storici artigiani di scarpette da ballo come Freed of London si stanno aprendo a nuove sfumature.

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Thomasin McKenzie, 18 anni, attrice rivelazione
Ha vinto da pochi giorni il premio del National Board of Review come attrice emergente dell’anno ed è nominata per i Critics' Choice Awards di gennaio. È il passetto prima degli Oscar. La sua interpretazione in Senza lasciare traccia, della ragazzina che vive nascosta con il padre in un bosco fuori Portland e fuori dal mondo, ha lasciato pubblico e critica sbalorditi. La regista del resto è Debra Granik, la stessa che ha stanato il talento grezzo di Jennifer Lawrence. Neozelandese di Wellington, figlia di un’attrice da cui ha imparato rituali di concentrazione Maori, ha ottenuto la parte via Skype. E ora tutti la vogliono: nel 2019 la vedremo affiancare Timothée Chalamet in The King, il biopic epico su Enrico V, e sarà una ragazzina ebrea sotto il nazismo in Jojo Rabbit. Altri sogni? Lavorare con gli animali.

Megan McIsaac, courtesy photo
WondaGurl, 22 anni, producer musicale
Ebony Oshunrinde, canadese dell’Ontario, usa un nome d’arte e non si fa pubblicità. Lavora dietro le quinte, producendo i dischi di Jay-Z, Drake, Travis Scott (sì, il compagno di Kylie Jenner). È una beatmaker, crea basi tra l’hip-hop e lo psichedelico, su cui i rapper possono cantare. Ha iniziato a farlo nella sua cameretta a 9 anni, e a partecipare ai beat contest di Toronto. Poi ha mandato un video su Instagram a Drake, uno degli artisti più seguiti: quella traccia è diventata il singolo Used To. E ha fatto storia. Rosalía, la rivelazione dei recenti Latin Grammy, l’ha ringraziata nel suo speech, perché è tra le donne della musica «che mi hanno insegnato che si può».

JACK GUEZ, AP/ANSAAP
Odette Giuffrida, 24 anni, judoka
A 15 anni ha vinto i Campionati europei e l’Olimpiade europea. A suon di ippon - i colpi definitivi che non lasciano scampo nel judo - ha conquistato anche un argento alle Olimpiadi di Rio del 2016, nella categoria 52 kg. Poi, per la giovane romana è arrivato l’annus horribilis. Un 2017 fatto di infortuni a ripetizione e gare deludenti. Sembrava uno stop, ma la grinta della campionessa si vede nei momenti difficili. Infatti: a fine ottobre 2018 ha conquistato la medaglia d’oro al Grand Slam di Abu Dhabi. E adesso che si è rialzata, punta sempre più in alto, continua a scalare la classifica per ottenere un buon posizionamento alle prossime Olimpiadi. Tokyo 2020 è lì che l’aspetta. E anche noi.

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