Il fascino di Mastroianni è in mostra a Roma, tra set, Dolce Vita e vita vera

Un tuffo tra le braccia dell'uomo, l'attore, il seduttore, il divo discreto, il magnifico bugiardo che diceva sempre la verità

On the set of Liza
Michel GinfrayGetty Images

"Marcello, come here!" Non avrò mai le curve di Anita Ekberg. Ai tempi de La dolce Vita non ero ancora nata. Però la mostra dedicata a Mastroianni al Museo dell’Ara Pacis di Roma (fino al 17 febbraio 2019), rischia di emozionare anche il Marcello Mastroianni più schivo e riservato. Il Marcellino amato da Fellini e alcuni dei protagonisti del 900, ci ha lasciati da un po', ma il brillante protagonista di foto rare, vecchi film e un fascino superato solo dal ricordo del suo talento, è qui, in mostra. Risvegliato in ognuno di noi dai personaggi drammatici, comici e indimenticabili, ai quali ha dato corpo e anima.

Marcello Rubini (Mastroianni), La dolce vita
Fondo Reporters Associati (Archivio Fotografico Cineteca di Bologna)

La mia prima cotta per Marcello è stata a colori, in tv, con La donna della domenica di Luigi Comencini e la sua verve ironica, strappata anche alle situazioni più drammatiche. Un amore preadolescenziale, destinato a crescere con il tuffo in fontana e le ambizioni da dolce vita di Marcello Rubini. Maturato, con il volto malinconico e intenso prestato a Il bell'Antonio impotente di Bolognini, al bisbetico omosessuale di Una giornata particolare, o al complesso profilo del regista Federico di 8 ½ (alter ego di Fellini). Alla sua ombra scura e la voce calda che torna ad abbracciare i visitatori di questa mostra da un mega schermo.

Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nella Fontana di Trevi, La dolce vita
Fondo Reporters Associati (Archivio Fotografico Cineteca di Bologna)

Il percorso espositivo curato da Gian Luca Farinelli, è un tuffo tra le braccia dell'uomo, l'attore, il seduttore, il divo discreto, tra set, dolce vita e vita vera. "Una vita tra parentesi", tra set e amori di ogni genere, inquietudine e ambizione, dalla caccia alle lucertole e l’infanzia in Ciociaria (che ha dato natali anche a Vittorio De Sica e Nino Manfredi), agli ultimi giorni vissuti a Parigi.

Un viaggio dietro le quinte del cinema e del teatro che hanno dato tanti volti a un italiano nuovo e ritmo a una carriera eccezionale. Dagli esordi cinematografici con Riccardo Freda e nella fabbrica dei sogni di Cinecittà, all'ultimo film interpretato con Viaggio all’inizio del mondo di Manoel de Oliveira. Alla vigilia dell’uscita di scena con l'umorismo e la reticente tenerezza di Mi ricordo, sì, io mi ricordo. Il palpitante testamento della sua vita dedicata all'arte, a partire da quella di vivere, girato da Anna Maria Tatò.

Marcello e il fratello Ruggero con la mamma Ida
collezione Anna Maria Tato
Marcello Mastroianni e Federico Fellini, set La citta delle donne
Fondo Reporters Associati (Archivio Fotografico Cineteca di Bologna)

L'ultima compagna di una vita costellata dal bisogno di amare tutto. Il suo lavoro, i colleghi, tante colleghe, "tutte le donne", riuscendo a farsi perdonare un'incostanza che ha generato parecchie liaison, qualche lacrima (anche sua), due figlie (con la moglie Flora Carabella e Catherine Deneuve). Forse, anche l'imbarazzo di un anchorman smagato come David Letterman, con il ritratto di un sentimentale, reduce dall'Adulterio all'italiana di Festa Campanile e 'vittima' impenitente del desiderio di "accontentarle tutte, amarle tutte…"

La mostra è un invito a riconoscere il Marcello che ci ha conquistato tanto tempo fa, tra tutti quelli che hanno sedotto l'immaginario del mondo intero. Un magnifico bugiardo che diceva sempre la verità, capace di farsi in tre per Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica, al fianco di Sophia Loren.

Marcello Mastroianni, La fortuna di essere donna di Alessandro Blasetti
fondo Alessandro Blasetti, Cineteca Bologna
Marcello Mastroianni, allestimento mostra Museo dell’Ara Pacis di Roma
ph Lorenzo Burlando

L'uomo carismatico stimato per la sua semplicità. Più bello, alto e galante di tanti suoi personaggi (per chi lo ha conosciuto), anche se lui non si piaceva. Lo ha detto anche a Oriana Fallaci in un intervista, anche se sapeva di essere 'carino'. "Io sono carino e un uomo non dev’esser carino. Più ci penso, più mi chiedo come sia possibile che una faccia simile mi dia da mangiare. Che la gente ci veda l’espressione di un’epoca, anzi il simbolo di un uomo ambiguo, confuso, egoista, immaturo?".

Marcello Mastroianni e Sophia Loren, Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica, 1964
Fondo Reporters Associati (Archivio Fotografico Cineteca di Bologna)

Probabilmente è stato questo il segreto dell'uomo e dell'attore, con un talento naturale per le debolezze che ci rendono così umani e desiderabili. Nelle sue numerose relazioni reali e cinematografiche. Quando ci palesa i tradimenti da donnaiolo impenitente nel Matrimonio all’italiana di De Sica, gli ardori del barone 'Fefè' nel Divorzio all’italiana di Germi, o peggio, le corruzioni del prete ambiguo nel Todo Modo di Petri. Anche se il Marcello Rubini dice già tutto ne La dolce vita:

"Tu sei tutto, Sylvia! Ma lo sai che sei tutto, eh? You are everything... everything! Tu sei la prima donna del primo giorno della Creazione. Sei la madre, la sorella, l'amante, l'amica, l'angelo, il diavolo, la terra, la casa... Ah, ecco cosa sei: la casa!"

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