Entrare nel culto della Santeria in una Brooklyn di neve, fast food e lavanderie a gettoni

"O per amore, o per dolore ci si avvicina alla Santeria" raccontano i saggi. Siamo entrati nel luogo del rito e della trance, delle cerimonie in abiti regali e del pollo fritto.

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AlessandroCinque

Brooklyn, New York City. I pensieri fluiscono seguendo il battito incalzante delle mani sui tamburi, il tepore riempie il seminterrato nonostante fuori ci sia New York e la sua neve. A interrompere tutto questo il caépestìo degli uomini che schiacciano l’entrata di questo non-luogo, tra una lavanderia a gettoni e un fast-food lungo Broadway. Siamo qui, in uno scantinato apparentemente qualunque a prendere parte alla cerimonia finale in cui un giovane appena iniziato alla Santeria viene presentato al resto della comunità. “

La Santeria o Regla de Ocha è una religione per sua stessa natura avvolta nel mistero

costituita da tradizioni e rituali a cui non sempre l’accesso agli estranei è permesso. Tra le sue origini vi è l'imposizione, dettata dai colonizzatori alle popolazioni africane schiavizzate, di abbandonare i loro culti animisti prima della deportazione” ci spiega Rudy - Santero e proprietario del Botanica dove ci troviamo oggi. Solo dopo molto siamo riusciti a entrare in confidenza con Rudy, tanto da prendere parte a questa cerimonia privatissima.

Botanica Orisha Locumí, NYC; vetrina
AlessandroCinque

I Botanica sono store che sorgono nei quartieri in cui la popolazione è prevalentemente d’origine latino-americana. Vendono piante ed erbe medicinali, amuleti, statue di Santi, oli e pozioni ma, andando oltre a quello che c'è sugli scaffali, si configurano come luoghi in cui trovare cura e consiglio, se stessi e la propria comunità grazie alla saggezza e all’atmosfera che il Santero è in grado di originare.

Le percussioni scandiscono il ritmo della cerimonia
Alessandro Cinque

Prima in questo scantinato eravamo in pochi: seduti sulle sedie in plastica, poste in semicerchio attorno alla scena centrale, intenti a chiacchierare in uno slang misto tra americano e spagnolo; ora il fluire delle persone si è fatto ininterrotto: arrivano infreddolite, si tolgono i soprabiti salutandosi rumorosamente. Sotto i cappotti, le vesti sono prevalentemente bianche, le donne indossano copricapo e lunghe sottane. Alcuni dei presenti hanno vestiti regali fatti a mano dal sarto della comunità, una figura importante che realizza gli abiti rispettando i dettami delle più antiche tradizioni.

Lungo la parete del Botanica simboli appartenenti a culture e tradizioni differenti convivono.
Alessandro Cinque

“O per amore o per dolore ci si avvicina alla Santeria” dicono gli uomini più anziani, i saggi: o per il fascino, il coinvolgimento e la naturalezza con cui questa entra a far parte della vita, oppure per il desiderio di trovare soluzione a un dolore, fisico o psichico, che ci affligge.

è la Santeria che trova te e non il contrario.

La Santeria o Regla de Ocha è una religione afro-diasporica che conquistò forma simile a quella che conosciamo oggi tra il XVI ed XIX secolo quando, dall'Africa Occidentale quasi 15 milioni di persone furono deportate oltre oceano: dal Benin alla Nigeria fino a Cuba, Brasile, Haiti. Fu dall’incontrarsi di differenti popolazioni africane costrette a vivere in schiavitù nel Nuovo Mondo che la Santeria iniziò a diffondersi e a divenire nota. Con il Cattolicesimo non fu sincretismo ma convivenza.

Alcune donne chiacchierano nel seminterrato ed, in fondo, l’altare illuminato.
Alessandro Cinque

L’Achè, alla base della Santeria, è la primordiale energia che permea l’universo e tutte le sue componenti, è una forza della natura: oggettiva, pratica, indispensabile alla vita proprio come il sole. È conoscenza, vigore, grazia divina, saggezza pregressa; è ciò che compone, attraversa, riempie ogni corpo. È energia che proviene dal dio supremo, che scaturì durante la prima esplosione che diede origine all’universo e lo inondò di vita. Il gruppo etno-linguistico degli Yoruba ebbe un ruolo centrale nella formazione della Santeria per il consistente numero di uomini e donne che furono schiavizzati e deportati: sono loro che riuscirono a mantenere viva la Regla de Ocha.

Un uomo si stende di fronte all’altare in segno di devozione.
Alessandro Cinque

Da un lato le pratiche cattoliche da seguire per buona convivenza con gli spagnoli e i portoghesi, dall’altro l’energia immanente alla natura e le divinità che ne derivano (gli Orichas) a cui affidarsi per vivere in armonia con il circostante. Tra santi cattolici e gli Orichas vennero riconosciute similitudini che permisero ai culti di avvicinarsi. Gli Orichas sono divinità complesse che possono assumere sembianze differenti. Anche oggi i Santi cattolici appaiono accanto agli altari devoti agli Orichas: rosari, statue di santi e di guerrieri affollano la vetrina del Botanica ma il loro significato si connette ad altro. In segreto e tramandata per via orale di generazione in generazione, da Babaloricha (sacerdote) a Iyaloricha (sacerdotessa) la Santeria è sopravvissuta e si è evoluta nel corso dei secoli.

Ritratto di donna durante la cerimonia
AlessandroCinque

Le 21 sono trascorse. Nel seminterrato le percussioni si sono fatte flebili, la frutta offerta alle divinità sta diventando matura e alcuni si affrettano a raccoglierla in grandi buste di plastica azzurra. L’aria è annebbiata per il caldo e il fumo delle sigarette. Tutti i presenti sanno esattamente cosa fare: alcuni indossano i soprabiti e si dirigono verso l’uscita, altri si stendono sul pavimento in segno di saluto e devozione e poi continuano a chiacchierare animatamente. Qualche corpo non cessa di seguire il ritmo dei tamburi, una bottiglia di rum riempie i bicchieri rimasti vuoti. Le donne in cucina hanno preparato la cena e servono pollo e riso con i fagioli alla lunga coda di persone disordinata e paziente. Le porzioni sono abbondanti e da due enormi cisterne arancioni sgorga un tè buonissimo.

Musica e Danza diminuiscono la distanza tra gli uomini ed il divino che si manifesta
Alessandro Cinque

Alcuni uomini sono più sudati, concitati, provati e stanchi di altri - i loro sguardi assenti parlano da soli. I volti arrossati, le vesti scomposte. Accerchiati da amici e conoscenti sembrano non aver ancora ripreso totalmente il contatto con la realtà che hanno attorno. Sono appena usciti dalla trance.

Durante la cerimonia un Oricha ha preso il loro corpo, vi è entrato per parlare e manifestarsi alla comunità. La divinità entra in chi è consenziente, alcuni avvisi leggeri precedono il totale possesso. I movimenti possono essere aggraziati o scomposti, frenetici o pacati, maschili o femminili indipendentemente dal sesso dell’ospitante, ma sulla base della volontà dell’Oricha e della relazione che ciascuno è riuscito a stabilire. La musica e la danza sono le modalità essenziali per la connessione con il divino: a ogni ritmo appartiene un proprio Oricha. E se nessuno si manifesta è probabilmente sintomo di qualcosa di disarmonico che ha disturbato la circostanza. Quando gli uomini e le donne tornano in sé ricordano poco o nulla.

Un momento di riposo
Alessandro Cinque

Si tratta di un percorso pedagogico attraverso cui imparare a gestire il rapporto con la divinità: un cammino di crescita che l’uomo sceglie di perseguire fino alla rinascita completa all’interno della Santeria, divenendo figlio della divinità che si erge a suo riferimento, a guardiano della sua vita. L’approccio è olistico e più che di una religione parliamo di una pratica in cui culto e azione coincidono e sono indispensabili al fine di vivere bene quotidianamente. Spiritualità e fisicità non si distinguono e non si separano nel raggiungimento di un obiettivo, nella malattia o nella guarigione.

Oggi non è semplice determinare il numero di persone nel mondo connesse alla Regla de Ocha: gli studi dimostrano che molti tendono a non dichiararsi appartenenti alle religioni afro-diasporiche nei censimenti ufficiali e ci sono diversi gradi di contatto che complicano la formulazione di stime sicure: dagli Aleyos religiosos (estranei che si sono avvicinati per necessità o curiosità) agli Aborichas (coloro che sono parzialmente iniziati), agli Olorichas (i sacerdoti).

Ritratto di un uomo durante la cerimonia
AlessandroCinque
Lungo le pareti del Botanica si susseguono i murales
Alessandro Cinque
Le donne in cucina preparano riso con fagioli da offrire agli ospiti
Alessandro Cinque
L’ingresso in ferro che racchiude il seminterrato lungo Broadway.
Alessandro Cinque
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