A Cannes 2019 Greta Bellamacina e l'eterno "incidente" delle registe madri

Alla regista e poetessa inglese è stato negato l'accesso alla Croisette assieme al figlio di 4 mesi. Errore di comunicazione o mancanza di elasticità?

Fucina Hosts VIP Dinner To Unveil A Bespoke Easter Egg Designed By Luke Edward Hall
David M. BenettGetty Images

La poesia della Croisette fa rima con scandali e polemiche e a Cannes 2019 ne è appena arrivata una nuova. Freschissima e sbalorditiva. Che (SPOILER) alza l’asticella delle assurdità burocratiche a livelli fenomenali quando si è professioniste donne, riaprendo le discussioni attorno al sessismo nel cinema. Protagonista la regista inglese Greta Bellamacina a Cannes con il film Hurt By Paradise, che tiene alta la partecipazione di registe donne al festival dopo tanti anni di discussioni attorno alla scarsa presenza femminile in concorso (la marcia delle 82 è entrata negli annales). Sulla soglia di ingresso nell’area del Festival assieme al figlio Lucien di 4 mesi, Greta Bellamacina è stata bloccata dalla sicurezza: non poteva entrare con il passeggino e senza accredito per suo figlio. Stupita dal divieto di accesso, la regista/attrice ha chiesto spiegazioni e le è stato riferito che il pass per il bambino le sarebbe costato circa 300 euro; lei si è offerta di saldare la cifra per permettere al figlio di entrare, ma l’organizzazione le ha fatto presente che per approvare l’accredito ci sarebbero volute comunque altre 48 ore. Non potevano restare lì, punto.

Greta Bellamacina e il figlio (secondogenito dopo Lorca, entrambi avuti com il marito Robert Montgomery) hanno quindi lasciato l’area del Festival di Cannes, ma la delusione e la rabbia per il trattamento ricevuto non sono svanite. "Sono indignata per l’assurdità di questo atteggiamento arretrato, come se le registe donne avessero bisogno di altri ostacoli verso l’uguaglianza nel nostro settore" ha detto la Bellamacina in un comunicato pubblicato dal Guardian. Con un’amarezza che sembra rispecchiare la realtà: in Hurt By Paradise Greta Bellamacina inquadra e racconta proprio di una giovane madre single che cerca di trovare un equilibrio tra i figli e il lavoro creativo di scrittrice. "Questa viene trattata in modo abbastanza condiscendente in alcune scene del film, ma mai nel modo così brutale in cui sono stata trattata, da madre, al Festival" ha concluso la regista e poetessa, scelta anche da Pierpaolo Piccioli per presentare con i suoi versi la collezione di Valentino AI 2019/2020.

View this post on Instagram

Ravers

A post shared by Greta Bellamacina (@gretabellamacina) on

La denuncia pacata ma ferma di Greta Bellamacina suona ancora più vibrante, visto che l’organizzazione festivaliera ha sbandierato con orgoglio la nuova policy in merito alla presenza di bambini a Cannes 2019. Con la consulenza del Parenting at Film Festivals, una lobby nata appositamente per sostenere i professionisti (ambosessi) del cinema con figli al seguito, a Cannes sono stati rilasciati pass gratuiti per bambini e babysitter, ci sono zone apposite dove le donne possono allattare in serenità, fasciatoi per cambiare i bambini, ingressi comodi per i passeggini e anche un’area bambini custodita. Un lavoro inclusivo e civile, ancora più paradossale di fronte a ciò che è successo a Greta Bellamacina: un incidente di percorso che evidenzia tristemente lo scollamento tra teoria e pratica della gender equality. E una cattiva organizzazione del personale da parte dei responsabili su temi attualissimi e molto delicati.

Da Cannes sono comunque corsi ai ripari il più rapidamente possibile con una richiesta di scuse affidata a un portavoce, pubblicata nella giornata di giovedì 16 maggio, nella quale hanno ammesso di aver commesso un errore di comunicazione. "Il Festival di Cannes e il Marché du film hanno dato vita in questa 72esima edizione a una politica di accoglienza più attiva per le madri che vengono a Cannes con i loro bambini piccoli" si legge nella dichiarazione. "Purtroppo la signora Bellamacina non era a conoscenza di queste nuove disposizioni, e la scarsa comunicazione da parte di un agente di sicurezza da un addetto alle registrazioni le ha negato l’accesso che le doveva essere concesso. Il Festival deplora tutto questo e ha lavorato per correggerlo" hanno specificato dall'organizzazione. A Greta Bellamacina e figli sono stati promessi badge e accesso per "beneficiare delle varie iniziative intraprese quest’anno, e lavorare nelle migliori condizioni possibili". E un'altra polemica a Cannes è servita.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito