Da 25 anni Quattro matrimoni e un funerale è il libretto di istruzioni delle nostre vite

Nozze d'argento e sequel per la commedia perfetta del 1994, che continuiamo a vedere e rivedere per ripassarne le (buone) regole.

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Courtesy Photo Scena tratta dal film

A costo di rendere omaggio alle sciure in coda alla posta, che commentano tutto con “signora mia, ai miei tempi...”, possiamo dire che Quattro matrimoni e un funerale è il film che certifica un’epoca chiamata “sì, siamo stati felici”? La commedia romantica diretta da Mike Newell, che nel 1994 ci fece innamorare di Hugh Grant, ha compiuto 25 anni e tutti gli attori che vi hanno lavorato al tempo, da Hugh Grant a Andy MacDowell, da John Hannah a Kristin Scott Thomas, e persino Rowan Atkinson, si sono riuniti per One Red Nose Day And A Wedding, un mini sequel in cui vengono celebrate le nozze della figlia di Charles e Carrie, Miranda, interpretata da Lily James, con la sua compagna Faith, alias Alicia Vikander (andato già in onda sulla BBC per il Telethon Red Nose Day). Forse oggi, trovare in circolazione film che ti viene voglia di rivedere due, tre, 20, anche 30 volte, è più difficile. Ma Quattro matrimoni, chiamato confidenzialmente così dai fans, ci ha dato anche tanto dal punto di vista umano. Forse ci siamo anche aspettati che fosse una profezia del proverbiale "mondo migliore". Chi non aveva vissuto tutto il “prima” non sa che questo film è stato un “dopo”, una strada spianata a colpi di rivelazioni. Tipo?

Toh: i gay si amano davvero
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Negli anni 50 e 60, l'omosessualità era cosa da pervertiti. Nei 70 era una trasgressione. Negli 80 era per artisti con i capelli cotonati e colorati. Con questo film, nei 90, anche i più ostinati hanno scoperto che l’amore gay è una cosa seria, con la stessa intensità, gli stessi piccoli gesti quotidiani della convivenza etero, lo stesso dolore devastante quando si perde il partner. Dirlo oggi sembra scontato, ma allora non lo era. Un film così poteva prendere vita solo nel Regno Unito da sempre portavoce dei diritti civili, che nel 2014 ha accordato a tutti i Gareth e Matthew del regno il diritto di coronare il loro amore con il matrimonio egualitario. Quello che viene celebrato nel sequel fra le due ragazze.

Toh: un ragazzo sordo può essere “un bocconcino”. Chi al tempo aveva 20 o 30 anni era stato educato a “non fissare i disabili perché è maleducazione e sono infelici”. Nessuno gli aveva insegnato a guardarli come persone comuni, felici, con una vita piena e interessante e appetibili dal punto di vista sentimentale. Ci ha pensato Quattro matrimoni e un funerale. Sia con l’atteggiamento mai pietista di Charles con il fratello sordo David, trattato in tutto il film come se esprimersi a gesti non fosse niente di diverso dall’avere i capelli neri o gli occhi azzurri, semplicemente una sua caratteristica. E poi, “Un tipo silenzioso e affascinante”, dice Matthew alla ragazza trafitta dal colpo di fulmine per lui. Che pur di averlo impara il linguaggio dei gesti. Sono state emozioni.

Toh: le donne che hanno avuto più partner di un uomo non sono delle poco di buono. È quello che ci insegna Charles quando Carrie, prima di sposarsi, gli confessa la lunga lista dei suoi ex e delle sue avventure, 33 in tutto. Nella scena, Charles è in imbarazzo per la sua esperienza sessuale più limitata, ma non è giudicante né geloso del passato di Carrie e non ci pensa proprio a scartare la donna che ama perché troppo "sveglia". Una lezione che hanno imparato bene le donne, un po’ meno gli uomini.

Toh, dichiarare a un amico di amarlo non rovina l’amicizia. O almeno, non dovrebbe. Quando Fiona non ce la fa più e confessa a Charles di essere innamorata di lui, lui assorbe il colpo, lei ci mette (dolente) una pietra sopra e amen. Quando la storia fa un balzo avanti di parecchi mesi, Fiona è ancora nella variegata cerchia di amici stretti di Charles e ha preso parte allo scherzo – terribile – di fargli credere di essere in ritardo al proprio matrimonio. Non è fuggita in un eremo.

Toh: con i bambini si può parlare di sesso. Con le parole giuste e con tatto, certo. Ma alla fine capiscono molto più di quanto sembri. La scena in cui Rossella, scontenta perché eterna single, si rifugia sotto un tavolo dell’ennesimo banchetto nuziale e si metta a conversare con una bambina, spiegandole cosa significa il concetto “i maschi mi impallinano e poi scappano”, è un approccio alternativo all’eterno dilemma su quanto sia giusta l’educazione sessuale in tenera età. Riflettiamoci.

Toh: fare tardi ai matrimoni non è un dramma. Anzi, si rischia di finire protagonisti di un film. Le sequenze in montaggio parallelo che mostrano i preparativi metodici e pieni di affetto in casa di Gareth e Matthew fanno da contrasto al trambusto in casa di Charles e della sorella Rossela. Quanto ci siamo immedesimati in quelle scene? Quante volte, prima di un evento importante NON abbiamo preparato tutto la sera prima, e la mattina rimbalziamo da una stanza all'altra come un insetto sotto un bicchiere, in cerca di calze, borsetta, biancheria, scarpe…

Toh: Quattro matrimoni e un funerale è pieno di frasi indimenticabili. Ci ha fatto scoprire la poesia Funeral Blues di W.H.Auden, letta da Matthew al funerale di Gareth. Ci ha fatto riflettere che "Il vantaggio di essere considerato un co***one è che la gente non pensa mai che hai un secondo fine". Ha imposto nel nostro lessico l'espressione "faccia di chiulo". E ci ha fatto sapere che "Sposarsi è facile: devi solo rispondere sì a tutte le domande che ti faranno".

Conclusione: toh, si può fare un film leggero con grandi attori. Hugh Grant ha vinto un Golden Globe, una Coppa Volpi e un Bafta. Andy MacDowell Golden Globe e Coppa Volpi speciali. Simon Callow/Gareth è un mostro del teatro britannico. John Hannah è riconosciuto come il talento più sprecato della storia del cinema (vai a sapere perché). Kristin Scott Thomas ha sfiorato l'Oscar ed è piena di riconoscimenti. E via elencando. I produttori di oggi dovrebbero ricordarsene più spesso. E copiare.

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