Alfred Hitchcock protagonista di una mostra da paura a Pisa

Il Museo della grafica dedica al maestro del brivido un'esposizione che ripercorre tutti i suoi più grandi capolavori: dal classico Psycho fino all'angosciante ma irresistibile La Donna che visse due volte.

Alfred-Hitchcock
Universal Pictures

«Anche se facessi Cenerentola, il pubblico cercherebbe qualche cadavere nella carrozza». Così parlò Alfred Hitchcock, leggendario regista cinematografico che ha rivoluzionato il concetto di paura. I suoi film sono entrati nel mito ispirando caterve di registi (da Truffaut a Brian De Palma) e terrorizzato milioni di spettatori. Alzi la mano a chi di voi è capitato di provare una certa inquietudine nel fare la doccia, dopo aver visto Psycho...

La famosa scena della doccia con Janet Leigh in Psyco (1960)
Universal Pictures

Al grande regista di origine inglese il Museo della Grafica di Pisa dedica una mostra fotografica dal titolo Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures. Un tour da paura, allestito fino all'1 settembre, attraverso una settantina di immagini e contenuti speciali provenienti dagli archivi della casa di produzione statunitense che accompagnano il pubblico nel backstage delle pellicole più importanti, facendo scoprire particolari curiosi sulla realizzazione delle scene cult, sull’impiego dei primi effetti speciali, sugli attori (soprattutto attrici ionde platino come Kim Novak, Grace Kelly e Tippi Hedren), e sulla vita privata del maestro (era nato a Londra nel 1899, era cresciuto in una famiglia cattolica ed è stato educato dai padri Gesuiti infondendogli paura e senso di colpa).

Alfred Hitchcock sul set del film Uccelli (1963)
Universal Pictures

La mostra in terra toscana parte da Psycho (1960) passando per Uccelli (1963) fino ad attraversare altri gioielli come La donna che visse due volte (1958), L’uomo che sapeva troppo (1956) con Doris Day scomparsa poche settimane fa, Marnie (1964), Il sipario strappato (1966), Topaz (1969), Frenzy (1972) e Complotto di famiglia (1976).

Doris Day e James Stewart nell’Uomo che sapeva troppo (1956)
Universal Pictures



«Hitchcock - spiega Gianni Canova, critico cinematografico e curatore del progetto - è stato uno dei più grandi creatori di forme del '900. I suoi film, per quante volte li si riveda, sono ogni volta una sorpresa. Ogni volta aprono nuove prospettive attraverso cui osservare il mondo e guardare la vita». Un mondo e una vita, sempre all'insegna del brivido...

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