La musica di Any Other è scegliere di credere all'amore (anche quando ti smonta)

Adele Nigro racconta insieme alla band la sua relazione passata, per superarla e scoprire che andare avanti non fa così paura

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Mattia Savelli

Ascoltare le canzoni di Any Other è come studiare un manuale di sopravvivenza post-rottura con quell'idiota del tuo ex. Two, Geography, l'ultimo album di Any Other uscito lo scorso settembre, è un percorso di rinascita, che parte dall'accettare la fine della relazione, va a scomporre e analizzare gli errori, pur con qualche ricaduta anche quando sembra finalmente di stare meglio. Alla fine comunque, riesce ad arrivare a una grande e semplice conclusione: "I gotta love myself, regardless of anybody else / My happiness must not depend on anybody else" canta Adele, in Mother Goose.

Adele Nigro (nata nel 1994 a Verona) è la creatrice del progetto Any Other, che debutta nel 2015 con il primo album Silently. Quietly. Going Away. La scelta del nome riflette una ricerca di libertà, Any Other può significare "chiunque altro" così come "nessun'altro". Insieme ad Adele ci sono Erica Lonardi, che suona la batteria nel primo album, e quello che Adele chiama fratello (o più spesso Juju) Marco Giudici, bassista e migliore amico, sempre al suo fianco. Il valore che Adele dà all'amicizia e alla possibilità di tenere quello di Any Other come un progetto aperto in cui, chiunque voglia, possa fermarsi un po', è ciò che genera un po' della magia di Any Other. Del mondo di Adele fa parte anche Cecilia Grandi, con cui precedentemente formava il duo Lovecats. Quando si sciolgono nel 2014, di fronte alla convinzione di Adele e l'indecisione di Cecilia, la loro amicizia non finisce, così come la determinazione di Adele nel fare musica.

Capelli biondi che prima portava lunghissimi e ora corti, viso che dimostra qualcosa in meno dei suoi attuali 25 anni, maglioni indie, pantaloncini larghi, occhiali stondati, nessuna paura di uscire struccata. Adele si mostra senza sovrastrutture, come segno di libertà. È la stessa sincerità infusa nelle note delle sue canzoni, che scrive e compone. Adele è polistrumentista, suona chitarra, sax tenore, un po' di piano, e con la musica ha un approccio raffinato ma anche istintivo. Quello che viene fuori è qualcosa di indie rock e, tra le sue influenze ci sono anche il folk degli anni Sessanta e Settanta, il jazz, gli Ohia che cita in A Grade "I've cried to a Farewell Transmission".

Adele Nigro
Mattia Savelli

Già Silently. Quietly. Going Away era un inno allo stare bene, all'essere stufa di una continua "presa male", ma come darle torto dato che, mentre lo scriveva, era rimasta senza band, viveva a Milano ospitata da amici e stava valutando di lasciar perdere l'università per dedicarsi totalmente alla musica. Però Adele ce la fa, supera le sue angosce, esce con l'album e inizia a farsi conoscere.

Nel frattempo, probabilmente, incontra uno stronzo che le spezzerà il cuore e da qui, nel 2018, arriva il break-up album Two,Geography. Ogni canzone di questo disco è una presa di coscienza, un cambio di prospettiva, tutto messo in un ordine ben preciso da Any Other, per raccontare una storia di accettazione, prima del dolore e poi di se stessa.

È la musica ideale da mettere in cuffia per estraniarti dalla folla della metropolitana e dare all'espressione scura che hai in faccia un senso: riflettere sui passi falsi, trovare il bandolo della matassa e stendere davanti a te tutte le cose che non sono andate e che ancora ti impediscono di essere felice. Accompagnata dalla voce di Adele, che rimugina, canta, a volte si spezza un po', a volte pare proprio che dica: "Finalmente ho capito come fare a stare bene". Se scrivere Two, Geography sembra essere stata una terapia per Adele, lo è anche per chi la ascolta.

Se Breastbone descrive alla perfezione lo stato iniziale di sofferenza profonda, in cui il dolore è talmente forte da essere fisico, da dover essere scacciato spegnendo il cervello "So I dive into the nets and cozy websites /And I can shut my brain off and not think of you", Walkthrough, è già un passo in avanti. Un elenco di tutte le azioni masochistiche che Adele ha chiesto e sopportato pensando di poter reggere tutto, anche l'essere completamente a disposizione dell'altra persona, accecata dall'amore.

Adele Nigro
Mattia Savelli

Alla fine di Walkthrough fa riferimento a un episodio di molestie verbali ricevute da sconosciuti per strada: "If they don't see me, I am nothing / But if they notice me, I'm nothing at all". Persa nei suoi pensieri, nel non essere più amata, sente di non valere nulla, ma venire "notata" in quel modo la fa sentire ancora più svuotata, umiliata, perché non è quello ciò che la definisce.

Il percorso di guarigione continua pian piano, di canzone in canzone, in Travelling Hard, che racconta anche della sua vita in tour con gli Any Other, Adele sa di star ancora soffrendo perché non ha fame, ma si rende conto anche che: "No need to be fixed, I just need to love myself". Stare bene è alla distanza dell'iniziare ad amare se stessa.

Tra prese di coscienza, decidere di non sminuirsi davanti a un uomo per farlo sentire più a proprio agio, corse all'indietro in cui si accorge che un po' tutto quello le manca, Adele in Capricorn No, riconosce che quella passata è stata una "Abusive relationship". Geograhpy racconta dei suoi sforzi per provare a insegnare alla sua ex metà la cura verso l'altro, ma senza successi, avendo davanti qualcuno che si limita a dare la colpa alle circostanze e non si sforza di vedere il dettaglio. Adele chiede: "Do you read the lyrics when you listen to the song? / It could have helped, in some occasion".

All'inizio di Walkthrough si sente Adele ridere, una risata per sdrammatizzare, perché lei davvero non è solo una "presa male", quel capitolo è chiuso. L'ultimo anno di Any Other li ha visti fare più di 100 date di tour, anche all'estero. E la sua pagina Instagram è piena di foto con facce stupide, dei suoi migliori amici Juju e Cecilia, di un nuovo amore, del cane Nani protagonista anche del video Geography. Sul suo profilo Adele non ha paura di dire come la pensa tra un #refugeewelcome, questioni di genere e un post in cui: "Se per voi è okay che assorbenti e prodotti igenici femminili vengano tassati come uno smartphone, smettete di seguirmi, grazie". Una delle sue ultime foto riporta la scritta: "True love will find you in the end" e noi le crediamo, ora che abbiamo imparato ad amarci un po' di più, anche grazie a Any Other.

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