Il momento più eclatante della politica americana recente è diventato il momento più pop

Cosa dicono gli esperti del linguaggio del corpo sul gesto plateale di Nancy Pelosi che strappa i fogli del discorso di Donald Trump?

Nancy Pelosi traina l’impeachment di Donald Trump. Donald Trump si prepara a fare il discorso sullo stato dell’Unione ma non stringe la mano di Nancy Pelosi. Nancy Pelosi strappa platealmente la copia del discorso del presidente a favore delle telecamere, alle sue spalle senza che se ne accorge nemmeno. Ed è clamorosa. Una sequenza di azioni cariche di significato su cui forse dovremmo riflettere. Forse non cresciamo mai, forse le dinamiche in uso fra bambini restano per sempre nel nostro kit di comportamenti e fingiamo di essere cresciuti. Ma dentro di noi sopravvive la ripicca, e la sincerità del nostro linguaggio del corpo permette a un video come quello della Speaker of the house of representatives, carica istituzionale che corrisponde alla nostra presidente della Camera, una donna di 79 anni suonati (e portati benissimo) di diventare virale anche se giunge da almeno due (quasi tre) generazioni prima dei nativi digitali.

Sul linguaggio del corpo di Nancy Pelosi esistono molte analisi, negli Stati Uniti, quasi più di quante ne siano state riservate a Donald Trump che, in fondo, è fin troppo semplice da leggere. Il video che sta facendo il giro del mondo, in cui Pelosi straccia simbolicamente le parole del presidente non è il primo a diventare virale, di una serie che ha preso vita da quando lei, veterana della politica, prima italoamericana a diventare Speaker, e The Donald, hanno incrociato le loro strade. Una foto molto analizzata è stata scattata quando il presidente Trump e i membri del suo gabinetto hanno incontrato i leader del Congresso per discutere di Turchia, Siria e popolo curdo. Ci sono lui, seduto, e lei in piedi con un dito sollevato. Trump, che di solito si sporge sempre in avanti, è invece indietro e leggermente orientato di taglio verso la sua interlocutrice. Ha le mani sotto al tavolo, che è un segno di disagio e di resa, ma anche di malafede, di qualcosa metaforicamente da nascondere e su cui Pelosi sta puntando l’attenzione ed è accigliato, nasconde rabbia. Su di lei c’è poco da leggere, lo sta accusando con tutto il corpo. E lui la teme.

Il linguaggio del corpo di Nancy Pelosi incute soggezione in molti uomini grandi, grossi e vaccinati. Il suo gesticolare, retaggio italiano, ha qualcosa del direttore d’orchestra, e impone reazioni quasi telecinetiche. Ma non ha mai tradito chiaramente delle ostilità nascoste verso il presidente. In quella foto è stata definita una donna iper-alfa: è l’unica in piedi, così sporta verso Trump che le cosce sono schiacciate contro il tavolo e parla al di sopra della sua testa. Sta puntando il dito contro la persona più potente nella stanza, che è anche la più potente del mondo. Il braccio è quasi steso, le dita e il pollice chiusi come se il dito fosse un’antenna e volesse amplificarne la potenza. Al contrario del presidente, ha le sopracciglia alte. Cosa gli sta dicendo? Si scopre qualche ora dopo: “Con te, tutte le strade portano a Putin!”.

Il volto di Nancy Pelosi non tradisce mai antipatia, ostilità o pregiudizio verso il presidente. Sentimenti che ha espresso per interposta persona, lasciando capire cosa ne pensa della sua sondaggista e consulente Kellyanne Conway - una sorta di Rocco Casalino, per capirci – che una volta le ha fatto una domanda per conto del presidente. Pelosi le ha risposto che lei non comunica con lo staff del presidente, ma direttamente con lui. In questa occasione è stata analizzata dall’esperta di body language Patti Wood, che ha notato come la Speaker si sia rivolta alla donna, molto più giovane di lei, con un gesto della mano che in genere si fa ai bambini capricciosi per intimargli di calmarsi, al quale ha fatto seguire un movimento simile a quello di un’ascia che taglia un ceppo: “Stava chiaramente 'tagliando via' Kellyanne Conway da ciò di cui voleva parlare”, ha detto l’esperta. "Lo ha detto in modo non verbale molto forte e molto affascinante".

Che dire, infine della sequenza descritta in apertura? Il rifiuto di Trump di stringere la mano alla presidente della House of representatives non ha bisogno di esperienza del linguaggio del corpo: è un gesto indubbiamente maleducato, che punta a delegittimare la donna che lo ha trascinato nell’impeachment, anche se stai entrando, praticamente, in casa sua. Ma è anche infantile e fortemente collegato al disturbo narcisistico della personalità che i suoi osservatori gli hanno “diagnosticato” da tempo, una volta notato che, quando prende posto a un meeting o a un pranzo, Donald Trump sente la necessità di riposizionare gli oggetti intorno a lui – bicchieri, fogli, penne – allontanandoli per ampliare la sua sfera personale occupando lo spazio comune. Nancy Pelosi, così come non tradisce espressioni particolari quando è al suo cospetto, gli ha porto la mano perché è giusto così e non ha reagito subito allo sgarbo. Lei sa già che mentre il presidente parlerà – senza fare alcun cenno al pasticcio/impeachement in cui è invischiato – l’ultima “parola” ce l’avrà lei, alle spalle, mentre lui non potrà vederla. Quel gesto di strappare i fogli con l’aria di chi non si aspettava niente di diverso è già una gif e un meme "thug life", la consacrazione moderna del “cosi si fa” trasversale. Perché lo fa una che ha raggiunto l’età in cui non devi rendere conto quasi di niente a nessuno, e - hey - alla sua età voglio essere così anch'io. “Un manifesto di menzogne”, ha definito poi lei il discorso del presidente. Come se ce ne fosse stato bisogno...

Pubblicità - Continua a leggere di seguito