Come riassumere i 50 anni di Mariah Carey, l'ultima diva degna di questo appellativo? Tutto in lei è eccesso kitsch, con quel fondo di allegria super partes per cui non si può volerle male. Ha cantato l'amore in tutte le sfumature più dolorosamente pop-tragic, ha trascinato in pista vezzeggiando sul bubblegum r&b dei primi 2000, è diventata universalmente la diva del Natale sbriciolando record dopo record con All I Want For Christmas (Is You), anno dopo anno. Trenta, per la precisione. Tanti sono gli anni di Mariah Carey sotto i riflettori, più di metà di una vita votata egregiamente al diventare soggetto attivo di spettacolo. Come potrebbe essere altrimenti definita la donna che con una demo conquistò cuore e business dell'allora boss di Sony Music Tommy Mottola, che ha lottato per veder riconosciuti i diritti di autrice delle sue canzoni (e le royalties conseguenti), che ha anticipato e iconizzato le mode tra secondo e terzo millennio, e ha saputo reinventare il suo stesso personaggio?

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La voce di Mariah Carey. Da brava figlia di una cantante lirica, Mariah inizia a cantare da bambina, poco dopo il divorzio dei genitori. Il timbro particolare e la capacità di modulare/infiorettare le note (i melismi, in gergo musicale) hanno travolto la scena musicale dei primi anni 90 come una valanga di trilli, tanto che i critici musicali parlano di un prima/dopo Mariah sull'impostazione vocale delle aspiranti famose. Cantanti come Beyoncé, Britney Spears, Christina Aguilera, Jennifer Hudson, hanno attinto a piene mani dal modo di cantare di Mariah Carey, ma non solo: in tutti i talent show canterini del globo, le voci femminili più potenti sono di solito molto simili a quella di Mariah. La particolarità della sua vocalità sta in una conformazione delle corde vocali, che la spinge a parlare con un timbro roco e basso, ma quando canta... sblocca pure i tappi delle bottiglie.

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Il primo marito Tommy Mottola. Non ci sarebbe mai stato un matrimonio se Mottola, capo della divisione americana della Sony, non avesse ascoltato una demo di Mariah Carey nel 1988. All'epoca la cantante era corista di supporto per Brenda K. Starr, che le fece da tramite col boss della casa discografica, inconsapevole del fatto che oltre ad una voce stellare sarebbe scoppiato anche l'amore. Dopo il lancio ufficiale dei primi due album, nel 1991 Mariah Carey e Tommy Mottola si sposarono, con quel minimo di scandalo che non guasta mai: i 23 anni di differenza tra i due sembravano il problema minore di fronte alla gigantesca (apparente) corsia preferenziale per la giovane cantante. La verità, come sempre, era altrove: dopo il divorzio dal primo marito Mariah Carey ha candidamente confessato come la loro relazione fosse particolarmente sbilanciata e si sentisse in gabbia, nonostante la fama. Anni dopo, nella sua autobiografia, lo stesso Tommy Mottola ha chiesto pubblicamente scusa alla ex moglie per come l'aveva trattata.

New York Daily News ArchiveGetty Images

La rivalità presunta con Whitney Houston. Le sfide a due sono l'essenza della discografia dai tempi dei Beatles vs Rolling Stones, affascinano mediaticamente come poche cose al mondo. E non c'è stata vocal faida più preziosamente costruita ad arte di quella tra Mariah Carey e Whitney Houston: due voci gigantesche, due bellezze incredibili, due regine da classifica rintuzzate a colpi di vendite. Sempre milionarie, ma i numeri cantavano per l'una o per l'altra, a turno. Nelle interviste venivano ripetutamente punzecchiate, allo scopo di alimentare la rivalità. Per mettere tutto e tutti a tacere ci vorranno 10 anni di sfide: nel 1999 Mariah e Whitney entrano in studio insieme per registrare When You Believe, colonna sonora de Il principe d'Egitto, che le porta sul palco degli Oscar e vince pure la statuetta. "In studio abbiamo fatto subito click" rivelò Mariah dopo la scomparsa della Houston. "C'è sempre stata una rivalità, sin dall'inizio, poi abbiamo cantato su questo duetto e siamo diventate amiche fino alla fine. Le volevo bene. La sua leggenda vivrà per sempre".

Getty Images

La faida Mariah Carey - Jennifer Lopez. Se con Whitney era tutto a favor di storytelling mediatico, con Jennifer Lopez la verità sulla rivalità era reale. Partì tutto da una GIF tra le più celebri dell'era meme, quel I don't know her che la Carey pronunciò durante un'intervista televisiva quando le chiesero cosa pensasse di J.Lo: ma era vero, non la conosceva abbastanza da esprimersi. Nel 2001 a metterci il carico fu poi Tommy Mottola, che ammise anni dopo di aver parzialmente sabotato gli affari della fresca ex moglie con l'intenzione di far diventare Jennifer Lopez la nuova Mariah Carey. Il tutto grazie a canzoni e sample rubati alla diva proprio nell'ultimo anno del suo contratto discografico con la Sony. Le storture interpretative e una serie di rivelazioni da servizi segreti hanno donato alla storia una faida perfetta. Che a quanto pare resiste ancora oggi...

I flop inevitabili. Il momento più difficile della carriera di Mariah Carey coincide con il periodo di passaggio dalla Sony alla Columbia e qualche anno successivo, segnato da flop che avrebbero stroncato chiunque. Il film Glitter crollò al botteghino, gli album dell'epoca vendettero bene ma meno di quanto aspettato (ad eccezione del greatest hits). La nuova ondata di dive del pop, tra cui Lady Gaga, ben più impegnate nel songwriting con temi oltre l'amore, sembravano aver messo da parte Mariah e la sua carriera, come se fosse tristemente destinata a tramontare.

Il secondo marito e i figli. A riportarla al successo sono due album, The Emancipation Of Mimi, soprannome da sempre di Mariah, e E = MC2, continuazione ideale del precedente. Nel 2008, rinfrancata dai Grammy vinti e dalla fama, sposa il rapper Nick Cannon che finalmente sembra regalarle un po' di pace interiore e una tanto sospirata gravidanza dopo un paio di aborti spontanei. Nel 2011 nascono i gemelli Moroccan e Monroe, ma tre anni dopo anche il secondo matrimonio di Mariah Carey arriva al capolinea. I due ex sono comunque in ottimi rapporti e non di rado Nick Cannon appare in foto di famiglia che Mariah carica amorevolmente sul suo profilo Instagram.

Brian RasicGetty Images

Mariah Carey attrice. Parallelamente al ruolo di diva del pop amoroso, Mariah ha lavorato sul piccolo e grande schermo tra fortune alterne e ruoli minori. Un cameo in Ally McBeal è stato il suo unico passaggio in una serie tv. Diverso il rapporto con i film, cui si è avvicinata maggiormente nel momento in cui la sua carriera di cantante sembrava in stand by: dopo Glitter, il suo primo film da protagonista che le valse un Razzie Award come peggiore attrice protagonista, Mariah ha recitato nei film Tennessee (2008) e Precious (2009). Uno stop maternità, poi nel 2012 ricopre il ruolo di madre del protagonista di The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca. Curiosità: si è anche trasformata in regista di un film natalizio per la tv, A Christmas Melody, che per i buoni ascolti raggiunti è stato riproposto per due Natali di fila. D'altronde è il suo momento preferito dell'anno, forse più del suo compleanno. Quello dove Mariah Carey è una diva senza sosta, e infrange ogni record.

Kevin.Mazur/INACTIVEGetty Images