«Avremo voglia di vivere, ricostruire, recuperare valori di fratellanza, essere noi stessi»

L'ex inviata delle Iene, Angela Rafanelli, si racconta in una lunga intervista: la sua quarantena, il suo ritorno alla normalità dopo il Coronavirus. I suoi amori, le paure e sua figlia Blu.

Angela Rafanelli
Loredana Vanini

Recupereremo valori di fratellanza. Il senso di una normalità eccezionale. Il bisogno di ascoltarsi. E il valore dell’appartenenza. Lo spera Angela Rafanelli, 42 anni, attrice e presentatrice televisiva - ha condotto Loveline a Mtv, è stata inviata de le Iene e ha lavorato per Quelli che il calcio e Domenica in. L'abbiamo intervistato per capire come sarà la nuova normalità quando potremo uscire, quando la cosiddetta “fase 2” ci permetterà di ricominciare una vita fuori dalla nostre case.

«Nel “tempo pre-Covid-19” ci hanno spacciato la normalità come banalità. Per anni abbiamo ascoltato tv e giornali che ci dicevano che bisognava essere eccezionali sennò non si valeva nulla. Eravamo come in un torpore emotivo enorme. Il Coronavirus è una cartina tornasole: ci sta facendo fare il punto della situazione perché, da quando siamo chiusi in casa, non abbiamo più avuto la possibilità di scappare fisicamente ed emotivamente».

E dunque quando usciremo dalla quarantena come succederà?
Sogno una ricchezza enorme, un mondo in cui si metterà al centro l’individuo come essere unico e irripetibile. Da buddista - lo sono da quando avevo 17 anni - condurre una vita normale significa essere capaci di conoscersi, accettarsi e avere il coraggio di fare ciò che ci sentiamo dentro. Lo spero per tutti.

Di cosa avremo più voglia?
Quando usciremo da questa quarantena, dopo che per settimane ci è mancata letteralmente l’aria, avremo voglia di vivere, ricostruire, recuperare valori di fratellanza e senso civico, essere noi stessi.

Le paure cambieranno?
Decisamente. Se prima avevamo avuto paura di ingrassare, del glutine e dell’immigrato, dopo aver provato il terrore di ammalarci e morire, rimetteremo al centro una normalità illuminata, ascolteremo noi e gli altri. Il Covid-19 - permettetemi - è una grande opportunità storica di cui far tesoro.

Il Covid-19 un’opportunità: in che senso?
Per esempio prima si parlava poco di malattia e morte, come fossero fatti eccezionali. La nostra società non le contemplava: eravamo sempre come eterni adolescenti con il delirio di onnipotenza. Ne disquisivano solo i filosofi o i santoni. Adesso è come se ci avessero risvegliato alla nostra mortalità, alla nostra precarietà. Blu, la mia bimba che è “nata” nella malattia (pochi mesi dopo la sua nascita il papà e compagno di Angela, l'artista Claudio Sinatti, è morto di leucemia acuta ndr) è più vaccinata di molti adulti. Da subito ha saputo che le malattie sono mortali, che si può morire senza volerlo. Lei, che pure ha solo 6 anni, è preparata ed è molto più prudente di me. Ad esempio, quando le propongo: dai facciamo solo il giro del palazzo, lei mi risponde: “No mamma, il Covid è mortale io non scendo e nemmeno te”.

La tua vita in quarantena ora come va?
Da settembre abito - stanziale - a Roma e quindi la mia la quarantena è qui. Strano per una che era una perenne pendolare... Vivo con il mio nuovo compagno e mia figlia: un menage à trois recente, per noi una prova molto forte. L’ultima volta che sono uscita da Roma era l’8 di marzo, la sera prima del lockdown, ero andata a riprendere Blu, mia figlia, che avevo lasciata a Livorno dai miei genitori. Le scuole erano chiuse e pensavo che fosse meglio il mare… Ora sono qui con lei alle prese con la sua scuola: per fortuna fa la prima elementare perché se fosse stata alle superiori venivano fuori tutte le mie “magagne” e mi toccava studiare la notte per poterle stare dietro...

Cosa pensi del mondo digitale in cui ora viviamo immersi?
Quando usciremo saremo tutti più digitali: abbiamo scoperto che il progresso tecnologico non ci ha ucciso, anzi ci ha permesso di coltivare umanità ed è stato un alleato meraviglioso con applicazioni che ci hanno portato in mondi finora reticenti, come quelli dei musei.

E il tuo futuro: riesci ad immaginare la tua nuova routine?
Spero di riuscire a fare il programma che sogno da tempo sull'educazione sessuale e sentimentale capace di colmare le lacune degli adolescenti. Oggi troppo è demandato a Internet. Spero, perché prima si voleva tutto, subito, veloce, con grandi ascolti mentre la forza reale sta nel creare e dare valore: magari è arrivata la volta che ce la possiamo fare.
Quando a me non mi vedo diversa, sarà diversa, invece, la fisicità con gli altri. Me ne sono resa conto l’ultima volta che sono uscita a fare la spesa. Quando incontro qualcuno mi allontano, lo evito, cambio istintivamente strada. Penso proprio che farò fatica ad avere un contatto fisico. Temo che ci vorrà del tempo per tornare ad abbracciarsi e a baciarsi con lo stesso impeto, dovremo quasi re-imparare a farlo con naturalezza. Un po’ come due amanti segreti che in pubblico riducono l’affettività al minimo e quando la relazione, poi, diventa ufficiale è necessario del tempo per recuperare spontaneità. Ma stiamo crescendo, diventeremo adulti con più coraggio, soprattutto se ricorderemo, amando la vita, che siamo tutti mortali.

Nata a Livorno nel 1978, dopo anni di pendolarismo da settembre ha scelto Roma come sua nuova casa dove vive con la sua bimba di nome Blu. Attrice, scrittrice e presentatrice televisiva ha condotto Loveline a Mtv, è stata inviata de Le Iene e ha lavorato per Quelli che il calcio e Domenica In.

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