Addio a Olivia de Havilland, la Melania di Via col vento che fu la rivincita delle timide

L'ultima attrice ancora in vita del film del 1939 e star della golden age di Hollywood è scomparsa a Parigi.

olivia de havilland morte
John Kobal FoundationGetty Images

Il suo volto gentile incorniciato da trecce sarà per sempre quello di Melania di Via col Vento, vera alleata della Rossella O'Hara interpretata da Vivien Leigh, di cui la protagonista si accorge troppo tardi. E di somiglianze col suo personaggio ne aveva parecchie Olivia de Havilland morta a 104 anni il 26 luglio a Parigi, come annunciato dalla sua publicist Lisa Goldberg. La divina e ultima rappresentante della golden age di Hollywood è stata una determinata pioniera in molti campi, primo fra tutti quello delle rescissioni dei contratti capestro che gli studios imponevano agli attori. È stata una delle prime attrici a bissare la vittoria del premio Oscar, e la sua prima nomination (seppure come non protagonista) arrivò proprio col ruolo della dolce e risoluta Melania di Via col Vento. Ma la statuetta fu poi assegnata alla strepitosa Hattie McDaniel per il ruolo di Mamy (e fu la prima attrice nera a vincerlo).

Nata a Tokyo il 1 luglio 1916 dove il padre era avvocato e la madre attrice, Olivia Mary de Havilland era in realtà di origine britannica: avrebbe preso la naturalizzazione statunitense per lavorare a Hollywood nei primi anni Quaranta. 15 mesi dopo di lei nacque la sorella di Olivia de Havilland Joan Fontaine, e quando la maggiore aveva 3 anni i genitori divorziarono. Tra le due sorelle la rivalità e l'antagonismo furono accesi sin da bambine: il rapporto tra loro non fu mai facile, complici la stessa carriera intrapresa e la grande popolarità di entrambe. Furono anche nominate all'Oscar nella stessa categoria nel 1942, dove la spuntò Joan per Il sospetto con la regia di Alfred Hitchcock, imbenzinando la rivalità. Poi Olivia de Havilland l'Oscar lo vinse due volte, nel 1947 per A ciascuno il suo destino e nel 1950 per L'ereditiera, doppiando la sorella. I dispetti e i capricci rispettivi portarono alla rottura fatale nel 1975, dopo la scomparsa della madre Lilian Fontaine: le sorelle non si sarebbero più parlate fino alla morte di Joan Fontaine, avvenuta nel 2013.

Dotata di un'eleganza naturalmente delicata e di una forte impostazione teatrale-drammatica, coi suoi film Olivia de Havilland fece faville a Hollywood. Oltre al ruolo popolarissimo di Melania accanto a Vivien Leigh, Leslie Howard e Clark Gable per la MGM, lavorò con i maggiori studios dell'epoca come la Warner Bros (per cui interpretò Lady Marian nella trasposizione di Robin Hood accanto ad Errol Flynn), ma proprio alla casa di produzione fece causa nel 1943 per liberarsi definitivamente del loro giogo dopo la scadenza del contratto: la regola prevedeva 7 anni lavorativi, che allungava di molto i tempi del contratto in caso di mancati ingaggi. La causa di Olivia de Havilland entrò nel linguaggio comunque come la The de Havilland Decision e fece giurisprudenza nei contratti degli attori. "Quando vinsi la causa nel 1945, ogni attore era libero dai contratti a lungo termine alla fine dei sette anni, senza contare le sospensioni lungo quel periodo. Nessuno pensava che vincessi, ma dopo arrivarono fiori, telegrammi e lettere dai miei colleghi attori. Fu un bel riconoscimento" raccontò anni dopo a Screen Actor. Un'altra causa per cui tornò alla ribalta fu quella intentata agli studios FX nel 2018, all'età di 101 anni, per la scrittura del suo personaggio nella serie tv Feud: Bette and Joan, dove era interpretata da Catherine Zeta-Jones, che però perse.

Due Oscar, un paio storie d’amore celebri (con James Stewart e il magnate Howard Hughes), due mariti -Marcus Goodrich dal 1946 al 1953 e Pierre Galante dal 1955 al 1979-, due figli -Benjamin nato nel 1949 dal primo matrimonio e scomparso nel 1991, Gisele nata nel 1956 e diventata poi giornalista-, Olivia de Havilland si era trasferita in Francia per vivere “tra case non di cartapesta” come confessò anni dopo, per poi ritirarsi dal mondo del cinema nel 1979. Era la più anziana vincitrice di Oscar ancora in vita, e l'unica protagonista ancora superstite di Via col Vento. Sulla polemica 2020 attorno al film che le diede fama mondiale, non aveva voluto commentare. Per lei era già arrivato un altro giorno.

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