Cos'è la Convenzione Oil approvata alla Camera che metterà fine alle molestie sul lavoro?

Il testo che definisce rigidamente gli abusi sessuali su lavoratrici (e lavoratori) è passato all'unanimità (e siamo i primi in Europa).

molestie sul lavoro
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Una buona notizia per tutte: la Camera ha approvato all’unanimità il testo per la ratifica della Convenzione Oil (Organizzazione internazionale del lavoro) contro la violenza e le molestie sui luoghi di lavoro. In pratica, l’Italia ha aderito a un documento adottato a Ginevra il 21 giugno 2019 che – sembra incredibile che servano norme a riguardo, nel 2020 – tutela la dignità delle lavoratrici contro un malcostume ancora troppo diffuso, nonostante il #metoo. Una delle prime a pubblicarlo su Facebook è stata la paladina dei diritti civili Monica Cirinnà: “Ottima notizia: ok all’unanimità, alla Camera, della Convenzione OIL contro molestie e violenze sul luogo di lavoro. Passo importante contro discriminazioni e violenza di genere, adesso approviamola presto al Senato e prepariamoci a darle piena attuazione”. Altrettanto entusiasmo lo ha espresso l’ex presidente della camera Laura Boldrini, relatrice del testo approdato alla Camera: “è importante perché tratta un tema davvero purtroppo molto diffuso, un fenomeno come le molestie sessuali sui luoghi di lavoro”. Ma l’approvazione, come si vede dai numeri a favore, 348 e nessun contrario, riguarda tutte le formazioni politiche . Se il testo dovesse passare anche al Senato – cosa che probabilmente accadrà – l’Italia sarà il primo Paese che recepisce e approva la convenzione.

La Convenzione OIL adottata a Ginevra il 21 giugno 2019, riguarda ovviamente anche gli uomini (sì, esiste una minoranza di molestati, sia da donne che da altri uomini) e anche i datori e le datrici di lavoro, anche questi in alcuni casi molestati dai dipendenti. Questa convenzione stabilisce “una definizione molto ampia di molestia come comportamenti e pratiche che provocano o mirano a provocare danni fisici, psicologici, sessuali o economici. Non solo l’abuso fisico quindi come violenza ma anche quello verbale anche per via telematica”, spiega il comunicato dell’agenzia Dire. Perché come sottolinea Laura Boldrini (che il 25 settembre alle 20.30 sarà a Milano per il meeting Stand Up contro l’odio alla Sala Consiliare Galli) “la violenza ma anche la molestia passano spesso attraverso la rete e i social media”. In pratica, non ci sarà più da stabilire cosa sia o non sia molestia (ricordate la sentenza del 2016 per cui la pacca sul sedere della dipendente non era illecito, se fatta “repentinamente”?). Tutto sarà ben definito. Nero su bianco.

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