Tutte le donne del presidente Joe Biden: work in progress di un'amministrazione diversa

Non solo Kamala Harris: diario in costante aggiornamenti delle figure femminili che contano e conteranno durante il mandato di Joe Biden.

washington, dc   january 04 rep debra haaland d nm talks with reporters after a portrait with her fellow house democratic women in front of the us capitol january 04, 2019 in washington, dc the 116th congress has the biggest number of female members ever while the number of democratic women in the house has grown from 16 to 89 since 1989 photo by chip somodevillagetty images
Chip SomodevillaGetty Images

Solo la storia saprà dirci se la presidenza di Joe Biden lascerà un mondo migliore. Ma prima ancora che inizi, è impossibile negare che la sua propensione a collocare in ruoli chiave valide figure politiche del paese che hanno dovuto faticare il doppio per emergere, per appartenenza a categorie discriminate o sottovalutate, sta già facendo storia. Se membri di comunità etniche diverse dal classico Wasp si stanno prendendo i loro legittimi spazi, è importante sottolineare quante delle scelte del presidente eletto riguardino soprattutto le donne. Biden sembra avere un ottimo rapporto di fiducia e di non pregiudizio nei confronti dell'altra metà del mondo, oltre a sapere che i tempi sono maturi per questo tipo di atteggiamento, forse perché, come dice la celebre giornalista inglese Caitlin Moran, "Se un determinato lavoro, per motivi sessisti, non può farlo una donna intelligente, finirà per farlo un uomo stupido". In questo diario aggiorneremo costantemente nomi e bio delle Lady che Joe Biden sta inserendo nel suo governo, nel suo gabinetto e in ruoli importanti. Non in quanto "donne", ma in quanto "competenti".

Janet Yellen, Ministra del Tesoro
La fisionomia che può ricordare vagamente Angela Merkel, il caschetto di capelli bianchi che fra un impegno e l’altro si allungano abbastanza da richiamare Anges Varda è la prossima ministra del Tesoro degli Stati Uniti scelta da Joe Biden. Janet L. Yellen, scelta dal nuovo presidente per maneggiare l’economia americana sarà la prima donna a ricoprire questo ruolo negli Stati Uniti, aggiungendo un altro primato alla sua presidenza dopo quello della prima vice, una figura insospettabile per chi non la conosce e nutre pregiudizi nei confronti delle donne associate alle materie che regolano il sistema economico, che non intuirebbe mai di trovarsi davanti una delle economiste più affilate del mondo. Anzi, come dice il New York Times, una che “è diventata economista in un momento in cui poche donne riuscivano ad accedere a questa professione e ancora meno riuscivano a emergere in un ambiente dominato da uomini”.

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Janet Yellen ha 74 anni
, un’età che fino a poco fa, per gli americani, era appena accettabile per gli incarichi di potere mentre oggi, con un presidente eletto che ne ha quattro di più, non spaventa nessuno. È nata da una famiglia di polacchi ebrei immigrati, con mamma maestra elementare che ha lasciato il lavoro per occuparsi dei figli e papà medico. Non erano una famiglia particolarmente agiata, abitavano a Brooklyn che al tempo era un modesto quartiere per immigrati e se Janet Yellen ce l’ha fatta è stato solo grazie all’ostinazione con cui ha portato avanti ogni grado degli studi con il massimo dei voti, fino a laurearsi in Economia a Yale nel 1971, unica donna del suo corso. I tutor della sua tesi di laurea erano James Tobin e Joseph Stiglitz che qualche anno dopo avrebbero ricevuto il Nobel Memorial Prize in Economia, un prestigioso premio parallelo al Nobel tradizionale. Stiglitz ha definito Yellen “la più brillante fra tutti gli studenti che abbia mai incontrato”.

Con quelle referenze, pochi mesi dopo, a 25 anni, Janet Yellen era assistente ad Harvard e poi, a seguire, membro nel Consiglio della Federal Reserve voluta da Bill Clinton, docente alla London School of Economics and Political, ricercatrice alla Haas School. Oggi è professoressa emerita presso la Haas School of Business di Berkeley. Al fianco di tale donna, c’è un uomo della sua portata: il marito è l’economista George Akerlof, anche lui docente universitario alla Berkley e vincitore del Nobel Memorial Prize in Economia, e hanno un figlio, Robert, economista anche lui – probabilmente l’argomento più trattato in famiglia quando era bambino – che ha conseguito la laurea in Economia e matematica a Yale e il dottorato di ricerca ad Harvard. Oggi insegna all'Università di Warwick. Niente scandali, nessuna stranezza da segnalare: una famiglia che, dipendesse da loro, lascerebbe morire di noia gli appassionati di gossip. Ma non è di gossip che ha bisogno la gestione dei vertici di un paese. Con la nomina conferitale da Joe Biden, Janet L. Yellen diventa così una delle poche persone ad aver esercitato il potere economico in tre posizioni chiave degli Stati Uniti: il gabinetto del presidente, la Federal Reserve e la Casa Bianca. Ed è una che sa mettere a posto i conti.

Avril Haines, Direttrice della National Intelligence

Secondo il New York Times, anche questa sarà una delle figure che marcheranno la presidenza Biden. L’avvocata Avril Haines, scelta da Biden come Director of National Intelligence, è un personaggio atipico in tutti i sensi. Nata nel 1969 e cresciuta a Mahnattan, ha perso la madre quando aveva 15 anni, stroncata dalla tubercolosi aviaria, ed è rimasta col padre biochimico e docente universitario al City College. Dopo il diploma, Avril si è presa un anno sabbatico in Giappone ma si è iscritta al prestigioso Kodokan, un istituto d'élite di judo a Tokyo. Al ritorno negli States ha studiato fisica teorica a Chicago e lavorava come meccanico (sì, non è un errore) in un’officina di Hyde Park. È un’appassionata di motori, per cui ha preso lezioni di volo ed è in quell’occasione che ha conosciuto il marito David Davighi. Con lui ha mollato gli studi per prendere la gestione di un bookstore café a Baltimora che avevano acquistato a un’asta di beni sequestrati alla criminalità della droga. Lo ha chiamato Adrian's Book Cafe, in omaggio al nome di sua madre. Ma nel 1998 ha ripreso gli studi e si è laureata in legge alla Georgetown University.

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Da allora ha toccato tutte le tappe professionali più ambiziose fino a quando nell’aprile 2013, Barack Obama l’ha nominata consulente legale del Dipartimento di Stato. A giugno il presidente le ha ritirato la nomina per conferirle quella di vicedirettore della Central Intelligence Agency, facendone la prima donna a ricoprire la carica. Alla notizia della nomina, l’opposizione provò a declassare Haynes obiettando, con veramente poca attinenza, che nel suo bookstore di Baltimora c’erano stati, fra i tanti, dei reading di libri erotici. Haynes è una donna straordinaria, ma allo stesso tempo ordinaria: non è raro vederla in foto con i capelli in disordine perché ha avuto chiaramente di meglio da fare che pensare al parrucchiere, cosa che capita almeno una volta a tutte noi. Di lei ci sono altre due cosa da dire. La prima: ama molto l’Italia. Quando Trump non l’ha riconfermata del ruolo che le aveva assegnato Barack Obama, se n’è andata in vacanza col marito a Siena. La seconda: la celebre giornalista politica della CNN Samantha Vinograd ha detto di lei: “è un'abile avvocata, una fisica e la persona più gentile che nessuno di noi abbia mai incontrato".

Deb Haaland, Responsabile risorse interne
Nemmeno nel più audace sogno di un ambientalista si sarebbe sperato, immaginato, pensato che la gestione di un ruolo così importante degli Stati Uniti, compreso tutto ciò che inquina - attività in cui gli Usa non si risparmiano -, potesse un giorno finire nelle mani di un nativo americano, una rappresentate di quella gente che siamo abituati a sentire nei film western un po' retorici parlare di come dovrebbe essere il rapporto fra la natura e l'essere umano. Che fosse poi una donna, era fantascienza pura. E invece sarà Debra Haaland, 60 anni, originaria dei Laguna Pueblo di 35esima generazione, a gestire questo delicato dipartimento. Haaland è la classica self-made woman che non ha potuto iscriversi all'università fino ai 28 anni, pagando la retta con il lavoro in un panificio e qualche borsa di studio. Quattro giorni dopo essersi laureata in Lettere ha dato alla luce sua figlia Somáh, e nonostante fosse una ragazza madre che faceva la spesa con i buoni pasto sociali, che spesso ha dovuto ricorrere all'ospitalità degli amici perché non guadagnava abbastanza per pagare l'affitto, si è laureata anche in Legge nel New Mexico. Da lì, la sua carriera ha iniziato a decollare. Deb Haaland è stata la prima presidente eletta nel consiglio di amministrazione della Laguna Development Corporation, una cooperativa autogestita dalla comunità dei Laguna Pueblo e si è fatta notare per la determinazione con cui ha condotto le operazioni commerciali e le politiche locali con innovativi accorgimenti sostenibili per l'ambiente. Il suo sacrificio e la sua dedizione sono stati così totali che solo nel 2018, poco prima di essere eletta al Congresso, ha pagato l'ultima rata del prestito acceso per pagarsi la facoltà di Legge. Nel suo profilo Twitter si definisce "una delle prime donne native americane in servizio al Congresso. Donna pueblo. Mamma single. Runner di maratone. Lettrice di saggistica". Avremo tempo (e voglia) di conoscerla meglio.

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