Come farsi lasciare in 10 giorni è il film che non guarderemo a San Valentino

Quintessenza della rom-com degli anni Duemila con Kate Hudson e Matthew McConaughey: rewatch obbligatorio con lacrime e lieto fine.

La trama è semplice: lei è una giornalista single in carriera con una rubrica dedicata all'how-to sentimentale, lui un pubblicitario playboy che vuole acchiappare un grosso cliente. La scommessa di lei, dopo l'ennesima fregatura d'amore subita (o causata?) da una amica, è scrivere e denunciare tutti gli errori che portano una relazione a fallire in pochi giorni; la scommessa di lui è far innamorare veramente una donna nello stesso lasso di tempo, per accaparrarsi cliente e percentuale a scapito di due colleghe. Comincia con questi presupposti di cinismo Come farsi lasciare in 10 giorni, romantic comedy del 2003 tratta dall'omonimo libro, che chiunque metterebbe nell'elenco dei film di San Valentino e di SEMPRE (a meno che non appartenga ad un'altra generazione o sia impermeabile alle commedie romantiche: in tal caso, il motivo principale del rewatch è rimediare subito).

Kate Hudson e Matthew McConaughey sul set di Come farsi lasciare in 10 giorni
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N motivi per immergersi nei 116 minuti del film, N fazzoletti da tenere a portata di mano, molteplici momenti di risate machiavelliche. Le commedie romantiche devono far sognare e staccare il cervello, vogliono le scintille sullo schermo o sembrano (ancora più) finte. Il primo motivo, per forza, è l'alchimia potente tra i due protagonisti Kate Hudson e Matthew McConaughey, strepitosamente calati nelle rispettive parti: scherzano con gli stereotipi imposti, giocano con le smorfie necessarie, riescono a dare spessore a quei momenti rivelatori che capovolgono, inevitabilmente, i cattivi propositi di entrambi. "È una prospettiva maschile e femminile, e una battaglia dei sessi al tempo stesso. Un ottimo dare e avere, tanta spontaneità. È un processo vivificante che può succedere in una buona commedia romantica, non ciò che si dice ma ciò che succede tra le righe a renderlo sexy e divertente" aveva raccontato Matthew McConaughey alla BBC. E dire che la allora 23enne Hudson aveva rischiato di non ottenere la parte: in lizza, all'inizio, c'era Gwyneth Paltrow. Ma l'aria spigolosa della futura madame Goop mal si sposava con l'immagine di fidanzatina d'America à la Meg Ryan. Invece Kate Hudson aveva la stoffa comica genetica di mamma Goldie Hawn, il physique du rôle e il giusto approccio alla leggerezza. Così la giovanissima attrice, fresca dell'interpretazione incredibile di Penny Lane in Almost Famous, ha avuto la strada spianata. Grande motore dell'armonia tra i protagonisti è il rapporto tra i due attori e la libertà assoluta data dal regista Donald Petrie: la sequela di baci di Andie a Ben dopo avergli regalato il cagnolino Krull o l'irruzione alla boys night sono state completamente improvvisate da Hudson, con risultati esilaranti. "Era un momento diverso per fare film. Siamo stati l'ultima scuola di attori a fare esperienza con l'antico modo di Hollywood di fare film. Un momento speciale, io e Matthew siamo stati insieme sul set quattro mesi. Non si fanno più i film così" aveva poi rimpianto l'attrice in un'intervista a Elle molti anni dopo.

Secondo motivo, il lato fashion del film. Che nell'attualità di ricorsi moda si colloca perfettamente nella sezione "look da copiare subito". Per il guardaroba di Andie Anderson/Kate Hudson, la costumista Karen Patch ha costruito un moodboard di tagli, textile e colori che sono un Bignami della moda anni Duemila: sandali aperti con tacco, décolletées a punta sfilata, little dress da ufficio, pullover sabbia scesi sulle spalle, onnipresenti denim a vita ultrabassa (quando non addirittura risvoltata) per i momenti casual. Con un pattern di sensualità dissimulata e sottile: reggiseno mai. La scarsa prima misura della protagonista ha reso sottilissime le distanze tra pelle e tessuti, permettendo di eliminare un orpello estetico e suggerire N libertà. Fino all'estasi visiva dell'abito giallo di Kate Hudson in Come farsi lasciare in 10 giorni, atomico e copiatissimo da allora (persino per i prom!).

L’abito di seta giallo oro di Kate Hudson in Come farsi lasciare in 10 giorni con una replica del diamante Isadora alla mostra "50 Designers/50 Costumes: Concepts To Character" tenutasi nel 2004 in California.
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Una colata di seta che scopre completamente la schiena, firmata dalla stilista Dina Bar-El che la disegnò appositamente per il film. E con un vestito così, ci voleva la glassa del gioiello giusto: la collana con il diamante giallo Isadora di 84 carati indossata da Andie da sola vale più di 5 milioni di dollari, poco più di un terzo del valore dei gioielli usati nelle riprese (circa 14 milioni e 200mila dollari, prestati dalle principali maison de joaillerie). Sul versante maschile dei look, sarà difficile tornare alle giacche tre bottoni di Benjamin Barry/Matthew McConaughey, nonostante lo strepitoso custom made Brioni per il party, ma tra t-shirt strette sulle braccia, camicie da trentenne in carriera e jeans sfrontatamente aderenti, anche il protagonista ha avuto il suo classic lookbook personalizzato. Extra, la moto Triumph Bonneville appositamente acquistata (dall'attore) per il film.

Kate Hudson con Kathryn Hahn (Michelle) e Annie Parisse (Jeannie): i nomi delle due amiche di Andie un omaggio alle autrici del libro.
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Ok la trama leggera ma ben costruita, ok ai protagonisti, via libera al guardaroba, ma il motivo vero per un agognato rewatch in buona compagnia anche virtuale, è che Come farsi lasciare in 10 giorni è un distillato di tutte quelle ossessioni sentimentali ancestrali che a inizio millennio erano il succo della vita. Strategie catalogate in rubriche di consigli sui magazine, stagioni su stagioni di serie tv in seconda serata (Sex And The City, anyone?), domande esistenziali da infinite chiacchierate con le amiche. La riprova? Non servono mai. Quello che invece funziona sono gli incastri ben riusciti tra persone vere, che riescono a escludere inspiegabili finte follie a cascata (copriwater di pelo rosa! Peluche in ogni angolo! La felce dell'amore!) e stantie modalità di rimorchio (sì, per un paio di cicli di classifica abbiamo davvero pensato che Hot in Herre di Nelly fosse una canzone da acchiappo), per arrivare all'essenza dei cliché: il più rampante degli uomini ha un cuore e la più agguerrita donna in carriera cede di fronte a quel cuore. E viceversa, ovviamente. L'autenticità dribbla ogni pianificazione dettagliata. Per questo l'improbabile storia d'amore tra Andie Anderson e Ben Barry funziona ancora oggi.

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