Apre la casa museo di Serge Gainsbourg a Parigi, e scorre già una valle di lacrime

A trent'anni dalla morte dello chansonnier francese, in rue de Verneuil 5 bis sorgerà finalmente la casa-museo di Serge Gainsbourg.

"Voilà, c’est chez moi. Je ne sais pas ce que c’est : un sitting-room, une salle de musique, un bordel, un musée..." Tutto, ovviamente. E proprio l'ultimo, nel senso più celebrativo del termine (che forse gli sarebbe pure piaciuto), ha finalmente la sua raison d'être. A 30 anni dalla morte la casa di Serge Gainsbourg in rue de Verneuil 5 bis, a Parigi, si prepara all'ultima delle trasformazioni: custodire la memoria ufficiale dello spirito dello chansonnier francese meno chansonnier, e al tempo stesso pura essenza del vero cantore di ogni tempo. Un breve annuncio della figlia Charlotte Gainsbourg poco prima dell'inizio della primavera e ora l'ufficialità: la data di apertura del museo Gainsbourg è prevista per l'autunno 2021. Intanto l'account Instagram Maison Gainsbourg ha cominciato il conto alla rovescia, per la prima infarinatura sulle iniziative.

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Meta di pellegrinaggi di ammiratori e curiosi, la casa museo istoriata di graffiti sui muri esterni colma la necessità filologica di racconto ufficiale della vita di Serge Gainsbourg, l'etonnant dell'edonismo irresistibilmente affumicato da provocazioni e Gitanes, l'artista che sconvolgeva esplorando davvero generi musicali, culture, scritture, innovatore al pari di David Bowie o Lucio Battisti. L'uomo che amò Brigitte Bardot prima di BB e strinse un sodalizio artistico-sentimentale furiosamente creativo con Jane Birkin, rendendosi il più inaudito diplomatico dei rapporti tra Francia e Inghilterra. L'Apollinaire e il Baudelaire del secondo Novecento, come lo definì l'ex presidente francese François Mitterrand ascrivendolo all'olimpo del canone letterario. La possibilità di trasformare l'indirizzo di casa Gainsbourg nel mausoleo della sua esistenza è stata a lungo ostacolata dalla burocrazia francese, ci sono voluti due decenni per riuscire a sbloccare la mancanza di permessi e la quantità di carte necessarie. Nell'anno in cui Serge Gainsbourg avrebbe compiuto 93 anni, il più ondivago rappresentante del vizio verrà finalmente omaggiato, facendosi istituzione e incarnando finalmente una delle sue frasi celebri, "Mi piacerebbe morire vivendo". Non senza scandalizzare, ancora una volta.

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