Ascoltare il racconto del Giro d'Italia con Giada Borgato, prima donna commentatrice tecnica della corsa

Bignami rapido sulla vita della prima donna commentatrice tecnica della storica corsa, ex ciclista appassionata per eredità famigliare.

giada borgato chi è
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A tarda sera, quando avvengono le rivoluzioni, basta un tweet a sottolineare come qualcosa stia cambiando: Giada Borgato è la prima donna al commento tecnico del Giro d'Italia. Lo scrive Stefano Rizzato, giornalista di Raisport, entusiasta per la promozione sul campo tecnico della ex ciclista in forze alla Rai per commenti e cronache dello sport tra i più faticosi al mondo. Un traguardo che vale quasi più della maglia rosa nel mondo prettamente maschile del racconto del ciclismo in tv, ad una decina di giorni dall'inizio della corsa ciclistica italiana tra le più storiche e famose. Per tutte le 21 tappe del Giro d'Italia 2021, sarà la ex ciclista padovana a spiegare impostazioni, strategie, scelte delle squadre di corridori che inaugureranno il prossimo 8 maggio la crono da Torino. "Mi sento come una neopro al debutto in un grande Giro" ha scritto Giada Borgato su Instagram, ufficializzando pubblicamente il suo nuovo primato professionale, tra gli incoraggiamenti di sostegno dei colleghi di settore.

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"La bici è fatica, è lotta, è resistenza ma è anche Libertà". Un riassunto di filosofia di vita su Instagram tra foto di paesaggi esplorati in sella, la famiglia protagonista di scherzi e foto, i suoi amatissimi cani Ettore il labrador e Stiby il lupo cecoslovacco, e le rare immagini col fidanzato di Giada Borgato Eros Capecchi, ciclista della Bahrain Victorious. Le biciclette sono mestiere di famiglia e passione inarrestabile per tutti i Borgato: il padre Aldo è stato un ottimo dilettante negli anni Settanta, prima di diventare direttore sportivo delle squadre giovanili. Giada Borgato, nata nel 1989, veniva portata a seguire le gare sull'ammiraglia e lì ha sviluppato la stessa inclinazione alle due ruote. La carriera di Giada Borgato ciclista comincia prestissimo, ad appena 7 anni. Nel 2002 è campionessa italiana esordienti e inanella successi e attenzioni, sempre sostenuta da una famiglia che, pur sparsa tra gare e trasferte (anche il fratello maggiore Marco Borgato è ciclista, lascerà le competizioni dopo un incidente d'auto), si fa compatta attorno alla vocazione alla pedalata. "Anni bellissimi ma di grandi sacrifici. La domenica si partiva per le corse, io ero accompagnata da mamma Marina e dalla nonna materna Lorenza, e dato che le corse spesso erano lontano da casa si partiva con appresso la minestra che andava scaldata e consumata durante il viaggio" ricordava Giada Borgato in un'intervista al Gazzettino di Padova nel 2020. "Ci si ritrovava poi alla sera, spesso con trofei da mostrare e ognuno con aneddoti da raccontare".

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Sfiorato il titolo di campionessa italiana tra le allieve, passa alle Juniores e tra i tanti successi ottiene anche una medaglia d'argento su pista. Il passaggio anagrafico tra categorie fino al professionismo evidenzia un vuoto nella promozione progressiva, che complica la vita da giovane ciclista: "A 19 anni mi trovavo a dover andare ancora a scuola e a gareggiare con donne mature fisicamente e di grande esperienza, non riuscivo più a fare la differenza, fornivo buone prove e mi piazzavo, ma per me abituata a vincere non bastava" . Nel 2010 partecipa al suo primo Giro Donne, la pressione è forte e il professionismo impegnativo e complesso, ma resiste. Nel 2012 ottiene il suo successo più grande, l'unico da professionista. Giada Borgato campionessa italiana Elite ai campionati italiani su strada, una vittoria sudatissima. "Avevo crampi dappertutto perfino nelle dita delle mani, ma ero felice". È un giorno enorme per la ciclista padovana, ma appena dopo la gara arriva la notizia che l'amatissimo nonno paterno Livio è morto proprio mentre lei dava il massimo in competizione. "Quella forza fuori schema che avevo sentito in gara nasceva dal mio inconscio e forse era l'ultimo regalo che lui mi faceva e che mi ha consentito di rinascere". Negli anni successivi colleziona piazzamenti troppo morbidi per la sua voglia di vincere e nel 2014 Giada Borgato annuncia il ritiro dall'agonismo. Dopo un periodo di riassestamento, la Rai si accorge che la sua competenza in materia è infusa della pacatezza innata nello spiegare con parole efficaci i segreti e il fuoco dei pedali. Farsi sfuggire un capitale umano così d'esperienza sarebbe folle: comincia così la nuova carriera di Giada Borgato telecronista Rai, pulita e appassionata, amata dai telespettatori che ne apprezzano e ne sottolineano continuamente il garbo, la capacità di interpretazione delle dinamiche di corsa, l'educazione e la assoluta abilità nel rendere partecipi dello sforzo del corridore. Borgato sa spiegare il bello e il brutto delle biciclette. Diventa commentatrice delle corse femminili di ciclismo poi segue il Giro under 23, il Giro Donne, i mondiali di ciclismo, le corse classiche come il giro delle Fiandre nell'anno pandemico. La promozione alla corsa principessa, il Giro d'Italia, è per giustissimo merito. E la vittoria più meravigliosa.

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