È morto Tuono Pettinato, il fumettista che raccontava il bello e il brutto di tutti noi

L'autore di Corpicino e di Chatwin è scomparso a soli 44 anni.

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Courtesy Photo / Tuono Pettinato

Non è facile scrivere di dipartite, lo è ancora meno quando ci si rende conto che sono perdite enormi. Dover salutare Andrea Paggiaro aka Tuono Pettinato morto a 44 anni dopo una malattia, è uno di quei momenti. Perché si sa già che mancherà in una maniera incredibile il suo modo di affrontare ogni tipo di argomento, anche i più crudi, con un tratto e una brillantezza che andavano oltre la cifra stilistica: erano proprio una linea editoriale personale. Poter e saper parlare di tutto con una sensibilità che superava a sinistra l'emotività, restituendo una delicata ma spesso spietata visione del mondo. Self-publisher ai tempi dell'università, quel DAMS a Bologna dei primi anni Duemila dove era andato a formarsi dopo il liceo nella natia Pisa, Tuono Pettinato aveva preso in prestito il nome d'arte da La biblioteca di Babele di Jorge Luis Borges, tanto venerato e citato quanto incompreso ed esibito. Ma per Andrea Paggiaro Tuono Pettinato aveva più di un senso: era lui, punto. Mai solo, perché di squadre e collaborazioni è piena l'editoria: negli stessi anni Duemila fondò insieme ad altri colleghi fumettisti il collettivo Superamici, composto da Tuono Pettinato, Ratigher, Dottor Pira, Maicol & Mirco e LRZN (che è stato poi il primo a lasciare).

Getty Images

I libri di Tuono Pettinato non sono solo volumi di affinata e divertente (perché tale era) interpretazione del concetto di graphic novel. Ha saputo raccontare il quotidiano più ironico e il passato, attraverso i personaggi della storia della scienza come Galileo Galilei, della matematica come Alan Turing, per poi saltare alle grandi icone della musica come Freddie Mercury e Kurt Cobain, amorevolmente reinterpretate, o impegnarsi a disegnare il Giappone in un diario di viaggio speciale come Big in Japan. Ma i temi più complessi non sono mancati: nel libro del 2013 Corpicino Tuono Pettinato ha disegnato una riflessione asciutta e disincantata sulla società contemporanea, raccontata nell'ottica di un infanticidio. Ed è riuscito a fotografare il cinismo sciacallo dei media di fronte a una tragedia, la follia che si impadronisce di chi pretende di apparire davanti alle telecamere per legittimare la propria presenza, la difficoltà di restare normali e, volendo, anche calmi mentre tutti intorno fanno rumore, avrebbe commentato Franco Battiato. "I miei libri spesso nascono per esorcizzare attraverso storie illustrate, e quindi a livello creativo, le mie paure" raccontò Tuono Pettinato a Il Manifesto nel 2014. La graphic novel, ricorda Fumettologica (con cui ha collaborato a lungo), è entrata a far parte del programma di studi nel corso di Criminologia dell'università di Genova. E ancora strisce come Mediocri, la versione 4.0 dell'impiegato medio (ispirato a Fantozzi) pubblicata su Internazionale, vignette satiriche, illustrazioni e ancora splendide metafore illustrate come nella storia di Chatwin. Premiato nel 2009 al Napoli Comicon con il premio Nuove Strade e cinque anni dopo al Lucca Comics & Games come migliore autore unico, Tuono Pettinato è stato celebrato nel 2015 proprio a Lucca con una grande mostra a Palazzo Ducale. Oggi restano i suoi ultimi titoli e la sensazione di un vuoto ingiusto su più fronti. Lo ha condensato la casa editrice Rizzoli Lizard su Twitter: "Qualcuno ha perso un amico. In tanti hanno perso un grande autore. Ciao Andrea".

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