Chimamanda Ngozi Adichie spiega perché viene definita "transfobica" (e si difende)

La celebre scrittrice femminista è uscita dal silenzio con cui per anni ha coperto le accuse di essere una donna Terf.

nigerian author chimamanda ngozi adichie poses during a photo session on january 24, 2018 in paris photo by stephane de sakutin  afp photo by stephane de sakutinafp via getty images
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Il tema delle femministe trans-exclusionary radical feminist, più note come Terf, è spinoso, punge da qualsiasi lato lo si afferri, e chiunque provi ad affrontarlo cammina sulle uova perché il rischio di fraintendimento è sempre alto. Per cui a volte ci provano quelle persone che non hanno più niente da perdere perché sono già accostate al termine, come Chimamanda Ngozi Adichie che in questi giorni ha pubblicato sul suo sito un saggio in tre parti intitolato It is obscene. Per capire di cosa parla in questo scritto la famosa scrittrice femminista nigeriana, autrice di best seller come Dovremmo essere tutti femministi e Americanah, bisogna prima rileggere uno dei commenti a caso che spuntavano sul web pochi anni fa, come quello in risposta alla domanda "Chi sono le Terf famose?" su Quora, l'8 dicembre 2019. "La prima che mi viene in mente è Germaine Greer. Purtroppo, abbiamo scoperto tutti di recente che anche Chimamanda Ngozi Adichie è un Terf. E anche J.K. Rowling sembra esserlo. È straziante come le persone che ammiri possano rivelarsi così orribili". Esaminandole una per una, Germaine Greer è una delle figure più rappresentative della seconda ondata femminista, autrice di un famoso saggio intitolato L'Eunuco Femmina. Greer si aggiudicò l'etichetta di prima donna Terf famosa quando nel 2015 dichiarò che le donne transgender non sono donne e non è giusto che sia un uomo a decidere di essere una donna perché le persone Mtf (male to female) non assomigliano, sembrano o si comportano come donne. Germaine Greer è poi tornata sui suoi passi e di recente ha dichiarato di essere stata "innamorata dell'idea che le donne fossero solo persone con due X e gli uomini con una X e una Y, cosa che mi ha reso la vita piacevole e facile. Ora mi rendo conto che questo era sbagliato". Di J.K.Rowling la storia è nota ed è una controversia molto significativa sull'evoluzione dei concetti di identità fisica, di genere, sessuale e così via. Riassumendo, l'autrice di Harry Potter fece un post ironico in cui contestava la definizione "persone con le mestruazioni" chiedendosi cosa non vada più bene della parola "donne", negando di fatto l'esistenza di persone fisicamente riconoscibili come donne ma la cui identità di genere è maschile, o viceversa con identità di genere femminile ma un corpo privo degli organi riproduttivi femminili. Rowling reputa che l'abbondanza di definizioni che indicano tutte le varianti di esseri umani stia finendo per erodere l'identità delle donne cis gender.

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Infine c'è Chimamanda Ngozi Adichie, che non ha mai reagito agli attacchi perché sembrava che essere etichettata Terf le avesse lasciato addosso una sorta di stordimento argomentativo sul tema, da cui è uscita solo in questi giorni. "Se diventi un personaggio pubblico, le persone scriveranno e diranno cose false su di te. Fa parte del gioco", dice la scrittrice in It is obscene. "Molte di quelle cose le scansi, molte le ignori. Le persone vicine a te ti consigliano che il silenzio è la cosa migliore e spesso lo è. A volte, però, il silenzio fa sì che una bugia inizi ad assumere il luccichio della verità". Nel 2019, durante un'intervista, a Chimamanda Ngozi Adichie era stato chiesto se riteneva che una trans fosse "un po' meno di una vera donna". Lei rispose: "le donne trans sono donne trans. Se hai prima vissuto come un uomo e con i privilegi che il mondo accorda agli uomini, e poi hai cambiato genere, è difficile che si possa equiparare la tua esperienza a quella di una donna che ha vissuto fin dal principio come donna, e a cui non sono stati mai concessi quei privilegi che hanno gli uomini". Adichie ha spiegato nel suo saggio online che nessuno ha preso in considerazione il punto più importante del suo discorso, cioè che dovremmo essere in grado di riconoscere le differenze pur essendo pienamente inclusivi, e ha raccontato la delusione nell'essersi vista attaccare anche da una giovane femminista nigeriana che aveva preso sotto la sua ala intellettuale e dai suoi allievi di scrittura creativa a Lagos: "In questa epoca di social media, in cui una storia fa il giro del mondo in pochi minuti, restare in silenzio a volte significa che altre persone possono distorcere la tua storia, e la loro falsa versione diventa presto la narrazione che ti definisce. La menzogna vola e la verità la segue zoppicando, scriveva Jonathan Swift". Il dibattito è ancora aperto, se non spalancato e non finirà fino a quando il lento terremoto che sta sgretolando tutte le convinzioni millenarie che avevamo sulle varie espressioni fisiche e mentali non si placherà, e i detriti troveranno una collocazione ridisegnando il paesaggio della sessualità. Nel frattempo, la quadratura del cerchio l'ha trovata la giornalista britannica Hadley Freeman, columnist del Guardian che nella sua rubrica Ask Ashley ha spiegato che nelle interviste capita che una persona anziana famosa venga incoraggiati a esprimere la sua opinione sulle persone transgender, o lo fa di sua iniziativa. Poi le loro opinioni inevitabilmente un po' datate vengono pubblicate in modo da incoraggiare reazioni indignate su Twitter e Facebook: "non è una buona idea combattere il bigottismo in tutte le sue forme, iniziando con urlando online contro qualche 80enne". Secondo Hadley Freeman, le femministe anziane dovrebbero solo evitare di affrontare l'argomento. Tutto qui. Ha sbagliato una cosa sola: se Germaine Greer ha 82 anni, il consiglio dovrebbe essere valido per tutte, per JK Rowling che di anni ne ha 55, e per Chimamanda Ngozi Adichie che ne ha 43. Almeno fino a quando tutto si sarà incastrato nel new normal e chiedere "cosa ne pensi delle trans" non avrà più peso e importanza del domandare se preferiamo le vacanze in mare o in montagna.

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