Le dieci atlete da tenere d'occhio alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Da Alex Morgan a Naomi Osaka, passando per Simone Biles (senza dimenticare le "nostre" Paola Egonu e Benedetta Pilato), le campionesse su cui scommettere quest'estate.

st louis, missouri   june 27 simone biles competes on the balance beam during the womens competition of the 2021 us gymnastics olympic trials at america’s center on june 27, 2021 in st louis, missouri photo by carmen mandatogetty images
Carmen MandatoGetty Images

Non esiste manifestazione sportiva capace di trasformare il proprio nome in leggenda come le Olimpiadi. L'elenco delle eroine che hanno trasformato in epica l'istante del trionfo fa tremare le vene ai polsi. Da Wilma Rudolph a Serena Williams, da Nadia Comaneci a Steffi Graf, fino ad arrivare alle nostre Valentina Vezzali e Federica Pellegrini. Anche a Tokyo 2020 si scriveranno pagine di storia dello sport. Un onore riservato a poche. Ma a chi? Close-up sulle dieci stelle al femminile su cui vi consigliamo di puntare tutte le vostre fiches.

Alex Morgan. È la stella più luminosa del soccer. Sta al calcio femminile come Lionel Messi sta a quello maschile. Rimasta lontana dai campi da gioco durante la maternità, ora è pronta a vestire ancora una volta la maglia della Nazionale a stelle e strisce a Tokyo 2020. 31 anni, californiana, quinto marcatore nella storia della nazionale, Alex ha già in bacheca un oro olimpico conquistato a Londra nel 2012 e due ori consecutivi ai mondiali. Alle ultime olimpiadi la sua nazionale ha fatto flop. Ora la campionessa ha un solo obiettivo: portare team Usa a diventare la prima squadra femminile a vincere una Coppa del Mondo e un'Olimpiade, backtoback.

Alex Morgan
Brad Smith/ISI PhotosGetty Images

Simone Biles. Per gli addetti ai lavori è la più grande ginnasta di tutti i tempi. Assolutamente perfetta. Classe 97, di Columbus, è stata campionessa olimpica ai Giochi di Rio 2016 e cinque volte campionessa del mondo all-around. Nessuna prima di lei aveva vinto cinque titoli mondiali nel concorso individuale. Nel 2017 il Times l'ha inserita fra le 100 persone più influenti del mondo. A Tokyo Simone gareggerà essenzialmente contro se stessa: vuole diventare la prima ginnasta donna ad eseguire un volteggio quasi impossibile fino ad ora realizzato solo dai colleghi maschi. La leggenda è dietro l'angolo...

Naomi Osaka. 23 anni, originaria della prefettura di Osaka, ma cresciuta soprattutto in Florida, ha scelto di gareggiare per i colori del Giappone spingendo il suo passe a misurarsi con un'identità diversa per la cultura locale. È la donna che guadagna di più nello sport mondiale (60 milioni di dollari secondo Forbes) eppure sta cercando di rivoluzionare il tennis femminile (e non solo) dalle fondamenta, mettendo in discussione il rapporto tra i mass media e gli atleti e aprendo un dibattito sul ruolo contemporaneo del giornalismo nello sport. Aggressiva, potente (tira il dritta a oltre 160 kmh), ha già vinto due Us Open e due Australian Open. Ora punta tutto su Tokyo, a patto che venga rispettata la sua privacy. Su Netflix il 16 luglio è uscita una docu-serie a lei dedicata.

Sue Bird. Altra leggenda dello sport femminile. Newyorkese doc anche se con sangue israeliano, 40 anni compiuti a ottobre, compagna di Megan Rapinoe (con cui ha posato per The Body Issue di ESPN, diventando la prima coppia lesbica della storia della rivista a finire in copertina), Sue è un modello di riferimento in campo e fuori dal campo. Leader di tutti i tempi per gli assist della WNBA, spera di diventare la prima giocatrice di basket (insieme alla compagna di squadra, Diana Taurasi) a vincere cinque medaglie d'oro olimpiche. Detta così sembra un'impresa impossibile, ma scommettiamo che ci riesce?

Naomi Osaka
Fred LeeGetty Images

Janja Garnbret. Segnatevi il suo nome. Slovena, classe 1999, è una scalatrice praticamente imbattibile. È cresciuta arrampicandosi sugli alberi e sui mobili di casa e da allora non ha più smesso. Nella sua breve carriera ha già collezionato 46 podi in Coppa del Mondo e titoli mondiali nel boulder e nell'arrampicata, due delle tre discipline che comporranno la competizione nel debutto olimpico di questo sport. Nel 2019, ha dominato la Coppa del mondo Boulder risolvendo 74 problemi su 78 e vincendo tutti gli eventi in stagione. A vederla affrontare le pareti sfidando la legge di gravità, sembra quasi una supereoina della Marvel. "Ho una responsabilità grande - racconta - Mostrare il mio sport al mondo e dare il buon esempio". Poi se questo avviene con una medaglia d'oro al collo, ancora meglio.

Paola Egonu. È la stella della spedizione azzurra insieme a Jessica Rossi, Benedetta Pilato e al team del fioretto femminile. Pallavolista di 1,93 di altezza, è considerata il vero fenomeno del volley mondiale. 22 anni nata a Cittadella, Padova, sangue nigeriano, è il miglior spot della diversity italiana. Schiacciatrice implacabile, con i suoi club ha vinto tutto quello che c'era da vincere. Mentre in nazionale ha "soltanto" sfiorato l'oro ai mondiali di Tokyo nel 2018. Ora torna in Giappone con un solo scopo: sconfiggere avversari e pregiudizi.

Allyson Felix. Nata a Los Angeles nel 1985 (un anno dopo l'olimpiade californiana), ha già vinto più medaglie d'oro ai campionati mondiali di qualsiasi altro atleta di atletica leggera di sempre. Se a Tokyo conquisterà una medaglia, diventerà l'atleta di atletica leggera femminile più decorata nella storia delle Olimpiadi (ha già al suo attivo 9 medaglie olimpiche, di cui 6 d'oro e 3 d'argento).

Maddie MeyerGetty Images

Shelly-Ann Fraser-Pryce. Originaria di Kingston, in Giamaica, a 34 anni suonati, è ancora lei la donna più veloce del mondo. Lo scorso 5 giugno, la due volte medaglia d'oro olimpica, è infatti riuscita a correre i 100 metri piani col secondo tempo più veloce della storia, 10,63 sec. Prima di lei, solo Florence Griffith Joyner (praticamente una figura mitologica) era riuscita a correre più veloce. Soprannominata Mommy Rocket, dopo che nel 2017 ha dato alla luce il piccolo Zyon, un suo eventuale trionfo giapponese la porterebbe a essere la prima donna a vincere tre ori nei 100 metri e la donna più anziana a portare a termine l'impresa. È considerata la più grande star della squadra giamaicana e la donna da battere nella gara regina della velocità.

Shi Tingmao. Sarebbe dovuta diventare una ginnasta ma il brivido dei tuffi l'ha conquistata a 21 anni. Dalle sue parti, in Cina la chiamano "il generale sempre vittorioso" per quel suo vizio di lasciare agli avversari solo le briciole. Basti pensare che dal 2015 a oggi ha vinto quasi tutte le principali competizioni internazionali (comprese due medaglie d'oro a Rio 2016). Tokyo per Shi sarà la seconda e forse ultima Olimpiade. La campionessa ha le idee piuttosto chiare su come arrivare al trionfo. Le ha scritte sul suo profilo social Weibo (una sorta di twitter in salsa cinese): "Persevera, autodisciplina, concentrazione, sprint finale".

Benedetta Pilato. Da piccola non voleva nemmeno tuffarsi in acqua, oggi a 16 anni è l'enfant prodige del nuoto planetario. Nata a Taranto, è primatista mondiale dei 50 metri rana. Oro agli ultimi europei in Ungheria, per i tecnici non c'è nessuna al mondo capace di nuotare come lei. Benedetta però non si scompone e lavora duro per migliorarsi ("Ancora non faccio le virate subacquee come vorrei", dice). Quest'anno ha alternato allenamenti a lezioni in DAD. Ora cerca la consacrazione ai Giochi di Tokyo. "Non so cosa aspettarmi", confessa. Noi sì.

Janja Garnbret
MAJA HITIJGetty Images
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