La corsa di Ambra Sabatini, figlia da record del buon vento paralimpico

A 19 anni la velocista italiana è già detentrice del record del mondo sui 100 metri T63, che prova a difendere alle Paralimpiadi di Tokyo 2020.

Gli elenchi dei record dell'atletica paralimpica sono imbottiti di specifiche, a scorrerli si scoprono personalità, nazionalità e storie private di indicibile forza. Nella casella dei 100 metri piani T63, la giovane atleta Ambra Sabatini ci è entrata da poco. Nel momento in cui a febbraio 2021, a Dubai, ha polverizzato il record del mondo ritoccandolo di 2 centesimi di secondo, l'Italia ha scoperto di avere un nuovo asso da affiancare alle sue campionesse di Rio 2016, Martina Caironi (oro) e Monica Contrafatto (bronzo). Una figlia del vento fatta di aria fresca, inattesa e stupefacente, che accende di bellezza la competizione interna alla Nazionale alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, e regala una proiezione di speranza futura allo sport paralimpico italiano. E forma così un triplete di generazioni e capacità per la categoria T63 a Tokyo 2020. "Io penso che ognuno di noi abbia la missione di lasciare una traccia nel mondo. 14”59 sui 100 metri nella categoria T63, in cui gareggiano gli atleti che hanno subito l’amputazione sopra il ginocchio, è la mia traccia" ha raccontato Ambra Sabatini al Corriere della Sera subito dopo la vittoria a Dubai. Idee chiare, tempra adamantina, un atteggiamento ottimista e determinato in grado di scolorire ogni negatività.

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Chi è Ambra Sabatini, si sono chiesti in molti all'indomani della sua vittoria. Perché se a soli 19 anni entri nell'olimpo (e, si spera, ci rimani a lungo), la tua vita personale e sportiva diventa interesse pubblico. Fino a una manciata di anni fa, la giovanissima Sabatini era materiale per la stampa sportiva delle ultime pagine, quei trafiletti gentili che tengono viva la luce sull'atletica di buonissime prestazioni, ingrossando le fila dei campi provinciali dove la poesia è sudore, orari impossibili e routine. Toscana di Porto Ercole, nata già nel nuovo millennio, è una promessa del mezzofondo, le gare di resistenza con capacità di scatti necessari dove si impara in fretta a diventare economista dei passi e degli allunghi sulla pista. Nel 2019, sulla strada degli allenamenti in scooter con il padre ex ufficiale di Marina, una macchina invade la corsia e Ambra Sabatini si ritrova la gamba sinistra schiacciata tra le lamiere. La tengono in vita i pompieri di Orbetello che rientravano da un intervento, e i medici dell'ospedale di Careggi, a Firenze, dove è trasportata in urgenza. Ma la gamba va amputata sopra il ginocchio, è insalvabile. La storia di Ambra Sabatini, la seconda vita inizia qui. È ancora in ospedale quando inizia a informarsi sullo sport paralimpico, legge avidamente le biografie di campioni come Bebe Vio o Alex Zanardi (che sono stati di grande ispirazione) e studia attentamente gli articoli sulle protesi adatte a correre. Perché sa una cosa: ci sarà pure una nuova condizione da assorbire con tutte le complicazioni del caso, ma smettere di gareggiare non le passa nemmeno per la testa. "Certo che ho avuto qualche momento di sconforto, ma la vita è troppo bella per essere vissuta con rassegnazione. A volte ci si butta giù per cose piccole. A me ne è successa una grande. Mollare lo sport, però, è sempre stato fuori discussione" rivela. Prende contatto anche con la onlus Art4Sport, fondata dai genitori di Bebe Vio con l'obiettivo di facilitare l'accesso allo sport paralimpico, e ricomincia ad allenarsi: in attesa delle protesi per correre si lancia sul nuoto e sul ciclismo, mettendo le basi per un possibile passaggio al paratriathlon. Però la corsa resta la sua passione primaria, la velocità la nuova missione, il salto in lungo un extra da esplorare ancora: "Sono sempre stata una sportiva, per me correre è naturale. La grande forza me la sono scoperta dopo. Non si sa mai quanto si può essere coraggiosi finché non ti succedono certe cose". Accanto a lei ci sono l'allenatore Jacopo Barachini e il tecnico che le cura la protesi, Gianluca Migliore, con cui sviluppa un feeling che definisce "grandioso".

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Lo sport è quasi totalizzante, ma la vita di Ambra Sabatini è quella di una liceale all'ultimo anno (si è diplomata all'istituto commerciale informatico nel giugno 2021, celebrando la fine della scuola con un post sul profilo Instagram @ambrasabatini_): gli amici, lo studio, i rari selfie dolci con il fidanzato Alessandro Galatolo, mezzofondista con cui condivide il team di allenamento nella Atletica Grosseto. E il futuro, un anno sabbatico per imparare meglio l'inglese ("è fondamentale da conoscere per quando vado in trasferta a gareggiare" ha rivelato a Il Foglio) e poi l'università. Senza dimenticare i progetti sportivi, che dopo il record del mondo strappato alla collega delle Fiamme Gialle Caironi, non nascondono l'ambizione naturale dell'andare a medaglia alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Quella di metallo più nobile, naturalmente, brillante di determinazione e desideri espressi con tutta la semplicità dei 19 anni: "Correre è la mia valvola di sfogo ed è un modo per sentirmi abile come tutti: solo così so superare gli ostacoli e la disabilità e so essere me stessa".

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