"Mi piace essere una provocatrice in quello che faccio e questo film lo dimostra" Jessica Chastain

Alla Festa del Cinema di Roma 2021, l'attrice presenta il suo ultimo film The Eyes of Tammy Faye "una storia autentica".

È passato poco più di un mese dall’ultima volta che abbiamo incontrato Jessica Chastain, eravamo alla Mostra del Cinema di Venezia e lei, con il suo charme e un abito rosso come i suoi capelli e il red carpet, ci aveva fatto sognare posando per i fotografi con Oscar Isaac, anche lui protagonista di Scenes from a Marriage, la nuova serie Hbo. Insieme, mostrarono una chimica incredibile: erano abbracciati, per mano, stretti l’uno nell’altra con tanto di video da oltre dieci milioni di visualizzazioni in cui lui la guardava fisso negli occhi per poi baciarle l’interno del braccio. Oggi la incontriamo di nuovo, ma al primo giorno della Festa del Cinema di Roma 2021, edizione numero 16. Oscar Isaac non c’è, ma sul red carpet arriva il marito, l’italiano fashion executive Gian Luca Passi de Preposulo. “Con Oscar siamo solo degli ottimi amici”, tiene a precisare. “Ci siamo conosciuti quando frequentavamo la scuola di recitazione e da allora non ci siamo più lasciati. Abbiamo un legame fortissimo e riusciamo a leggerci nel pensiero”, aggiunge. “È accaduto anche giorni fa a New York dove eravamo ospiti di un talk show. Prima che facesse una battuta, sapevo già nella mia testa che l’avrebbe detta. Succede spesso e ogni volta mi sorprendo. Quando si ha una grande confidenza come quella che abbiamo noi, ci si può anche ferire. Quando c’è tanto amore, perché di questo si tratta, ci si può anche ferire e noi in alcuni momenti sul set, stavamo per arrivare alle mani. Ora ho bisogno di tempo prima di tornare a lavorarci insieme, il nostro è un male molto complicato”. Con lui ha girato quella serie che si rifà all’iconico film di Bergman, “ma non è affatto un remake” – tiene a precisare lei – “semmai una modernizzazione del film che ho visto tantissime volte”. Ne ho parlato anche con Liv Ullmann, che mi ha diretta in un film e che mi ha dato molti consigli. L’idea – aggiunge – era quella di mostrare una donna con un desiderio sessuale, con le sue insicurezze e i suoi difetti, tutte cose che la rendono umana”. A Roma la Chastain è venuta per presentare il film The Eyes of Tammy Faye (Gli Occhi di Tammy Faye) di Michael Showalter, il film di apertura basato su una storia vera: la straordinaria ascesa, caduta e redenzione della telepredicatrice Tammy Faye Bakker, interpretata proprio dall’attrice statunitense, irriconoscibile sul grande schermo. Fra gli anni Settanta e Ottanta, lei e il marito, Jim Bakker (Andrew Garfield), fondarono il più importante network televisivo religioso statunitense, realizzarono un grande parco divertimenti e raggiunsero il successo grazie al loro messaggio di amore, benevolenza e prosperità. Tammy Faye diventò una leggenda per le sue ciglia, il suo modo di cantare e il suo entusiasmo nell’accogliere persone di ogni estrazione sociale. Nel corso degli anni, però, irregolarità finanziarie, rivalità e scandali sessuali rovesciarono completamente quell’impero multimilionario così accuratamente costruito. “Più di dieci anni fa – spiega a Chastain - rimasi colpita dalla storia di questa donna e decisi così di acquistarne subito i diritti, fino a decidere di produrlo oltre che interpretarla. In questo decennio fantastico appena trascorso è successo di tutto nella mia vita. Mi piace essere una provocatrice in quello che faccio e questo film lo dimostra. Ho scelto di raccontare la storia e quello che lei ha significato, tralasciando scandali e pettegolezzi. Volevo rovesciare il tutto e mostrare una storia autentica, tanto da aver voluto incontrare i suoi figli prima di iniziare a girare, ragazzi carichi di cicatrici per quello che hanno subito dai media e dalla società dopo gli scandali, completamente traumatizzati. Volevo che sapessero che non sarei andata a provocargli altri traumi, ma solo interessata all’amore. Mi hanno dato fiducia e si sono aperti molto con me, raccontandomi addirittura che profumo usasse la madre e molte altre cose”.

Franco OrigliaGetty Images

“L’idea era di essere immersa in questa storia”, aggiunge l’attrice, due volte candidata all’Oscar e vincitrice del Golden Globe come migliore attrice in un film drammatico per Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, anche lei in questi giorni a Roma. “La adoro – ci dice – ha un’energia e una forza incredibile. Preparare il personaggio dell’agente della CIA Maya Lambert è stato un grande privilegio, un’esperienza di vita indimenticabile. Ogni volta che interpreto un personaggio, voglio trovare un seme di connessione con cui identificarmi. Lo prendo e lo faccio crescere dentro di me fino a quando non prende il sopravvento. In quel caso, mi sono documentata, ho letto il libro su Bin Laden, imparato nomi e volti di persone e personaggi di cui appendevo foto nella stanza di albergo, molti hanno pensato che fossi matta e probabilmente è così (ride, ndr). Quel film è stata un’immersione a cui ho dedicato tutta me stessa, ma ho potuto farlo, perché all’epoca ero da sola e non avevo in giro con me la mia famiglia come adesso. Le cose cambiano, e va bene così. Rimasi scioccata da quanto la CIA facesse affidamento sulle donne, donne capaci di guardare oltre, dimostrando ancora una volta quanto siano fantastiche”. Il suo film preferito? Non ha dubbi: è The tree of life di Terrence Malik, da lei interpretato. Quando ne parla, si commuove. “Quello è stato un momento magico della mia vita. Non è un film, ma una poesia per immagini, uno di quelli che non ho mai visto, per la sua forte carica emozionale. Vorrei che fosse la cosa che la mia famiglia guarderà quando non ci sarò mai più, sentendo così ancora più forte la connessione con me. Giralo, mi ha permesso di conoscere, lavorandoci, un regista misterioso e geniale, un uomo che ti insegna ad essere umana oltre alla bontà, tra le qualità che ammiro di più. Grazie a lui, ho capito la cosa più importante: scoprire e capire la magia di essere vivo. Non è meraviglioso?”.

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