Vital Voices: celebriamo un coro di 100 donne che non abbassano la voce

Diciamo addio alla giudice americana Ruth Bader Ginsburg, con un nuovo libro dove viene ricordata accanto ad altre donne impegnate e con storie straordinarie.

portrait of associate justice of the supreme court ruth bader ginsburg as she poses at the united states supreme court, washington dc, december 3, 1993 photo by ron sachscnpgetty images
Consolidated News PicturesGetty Images

Un'icona femminista, non esita a definirla in altro modo il New York Times mentre pubblica la notizia della sua morte: la giudice della Corte Suprema americana Ruth Bader Ginsburg era diventata esattamente questo, per donne (e uomini) di generazioni molto diverse. Sia per quelle della sua età (87 anni) che per le giovanissime che oggi indossano le t-shirt con il suo volto per renderle omaggio. RBG, come veniva chiamata con affetto, è morta a causa delle complicazioni di un cancro al pancreas, ma ha lavorato con dedizione alla Corte Suprema fino a quando le è stato possibile, lottando contro le discriminazioni di genere le le ingiustizie, e spesso ha scelto posizioni scomode rispetto agli altri colleghi giudici.

È anche protagonista di un libro appena pubblicato che celebra 100 donne di grande impegno, forza e talento in tutto il mondo. Mettere più soldi nelle mani delle donne (e insegnar loro come guadagnare di più), difenderle dalla violenza insieme ai loro bambini, vigilare perché siano approvate leggi più eque e persino cantare contro le ingiustizie. Sono alcuni degli obiettivi di 100 donne leader celebrate nel nuovo libro illustrato Vital Voices: 100 Women Using Their Power to Empower curato da Alyse Nelson, con illustrazioni dell'artista Gayle Kabaker e con un'introduzione della giovane poetessa Amanda Gorman (edizioni Assouline). Un coro di attiviste, pioniere, imprenditrici sociali, esperte di finanza, avvocate e politiche, famose come Hillary Clinton, Malala Yousafzai, Diane Von Furstenberg, Christy Turlington, Christine Lagarde, Greta Thunberg, oppure giovani alle prime battaglie o ancora donne che lavorano e lottano da decenni nell'ombra senza cercare la fama. Alcune hanno subito ingiustizie per prime e ora cercano di contrastarle, altre hanno avuto idee creative fuori dagli schemi che si sono rivelate d'aiuto per le altre donne. Tutte non si sono fermate alle prime difficoltà e hanno messo le proprie competenze ed esperienza al servizio di una società più equa e accogliente. Ne abbiamo scelte alcune che sono di ispirazione per la loro tenacia, compassione e perseveranza, dai 18 agli 87 anni, da diversi angoli del globo.

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1 RUTH BADER GINSBURG
Gayle Kabaker/Vital Voices

87 anni, Stati Uniti, giudice della Corte Suprema. Nemmeno lei sapeva bene spiegarsi come era diventata un'icona pop, come era finita su t-shirt, calendari, tazze. È una delle quattro donne mai arrivate alla Corte Suprema (dal 1993 è stata in carica fino alla morte, avvenuta il 18 settembre 2020), famosa per l'impegno contro le disuguaglianze di genere, sia a favore delle donne sia degli uomini. Nel 1972 ha co-fondato il Women's Rights Project, il cui scopo è portare in tribunale casi di discriminazione che possano diventare precedenti importanti con le loro sentenze. Complici le risposte pungenti, la sua vena combattiva, in aula e contro il cancro che la tormentava da anni (e che alla fine l'ha portata via), e il suo look ben riconoscibile, RBG, come viene ancora affettuosamente chiamata, non ha bisogno di presentazioni. Frequenta la scuola di legge negli anni 50, una mosca bianca, dopo essersi sposata e aver avuto una figlia: gli ostacoli che incontra nel percorso e un periodo passato in Svezia influenzano la sua visione sulla parità di genere. Il suo segno distintivo era il colletto sempre a vista sulla toga nera: quello più famoso, bianco di pizzo, era alternato ad altri che non sarebbero stati solo un vezzo di stile ma messaggi in codice che i giornalisti tentavano di decifrare. Ogni volta che rilasciava un'intervista nasceva subito un nuovo hashtag, come #WhenThereAreNine, dalla sua risposta alla domanda: «Quando ci saranno donne sufficienti alla Corte Suprema?». Quando saranno nove, ovvero tutti i giudici.

2 XIYE BASTIDA
Vital Voices/Gayle Kabaker

18 anni, Messico, è una giovane attivista per il clima (foto di apertura). Ha sperimentato il cambiamento climatico sulla sua pelle: il piccolo paese dove è cresciuta, San Pedro Tultepec, è stato sommerso dalle inondazioni dopo due anni di siccità. Con la sua famiglia è fuggita a New York, dove ora organizza le manifestazioni dei Fridays for Future. Per questo è stata paragonata a Greta Thunberg, anche se lei preferisce sottolineare le sue origini indigene. Il suo impegno infatti è coinvolgere le popolazioni locali e, tramite l’associazione da lei fondata, Re-Earth Initiative, istruire i più deboli sui rischi del cambiamento climatico, perché sono proprio loro a subirne le dirette conseguenze. Non ama i "vertici per i giovani" dove spesso li confinano le istituzioni: «Noi vogliamo stare dove vengono prese le vere decisioni».

3 SALLIE KRAWCHECK
Vital Voices/Gayle Kabaker

55 anni, dagli Stati Uniti, promotrice dell'indipendenza finanziaria al femminile. «Per migliorare la società e l'economia bisogna mettere più soldi nelle mani delle donne». È la missione di questa ex veterana di Wall Street che in trent'anni di carriera ha capito che sostenere le altre donne è una mossa vincente per tutti. Imparare a risparmiare, investire, gestire un business: sono gli ambiti in cui fa consulenza con la sua società digitale Ellevest. Gli investimenti e le attività di Ellevest, inoltre, sono rivolti ad aziende e business a "impatto positivo", ovvero che garantiscono parità di genere e giustizia razziale.

4 MAI KHOI
Vital Voices/Gayle Kabaker

37 anni, dal Vietnam, artista e cantante. «Voglio esercitare il diritto alla libertà di espressione e non parlarne soltanto»: anche solo con il suo aspetto, i capelli colorati o quei vestiti non tradizionali, da anni indispettisce il governo e i suoi irreprensibili censori. Nelle sue canzoni parla di democrazia, violenza contro le donne, diritti della comunità Lgbt, tanto che i suoi concerti erano spesso bloccati dalle autorità e di fatto le è stato impedito di esibirsi in patria. Lei ha ripiegato con performance all'estero, ma i suoi testi e le sue azioni hanno spinto molti a interrogarsi sulla situazione in Vietnam. È stata sfrattata di casa arbitrariamente e interrogata più volte dalla polizia (anche quando ha incontrato Barack Obama): nonostante sia chiamata la Lady Gaga vietnamita per la sua musica, il suo spirito indomabile assomiglia più a quello di una Pussy Riot.

5 GUO JIANMEI
Vital Voices/Gayle Kabaker

59 anni, Cina, avvocata e attivista. In Cina è possibile ritrovarsi a firmare un contratto di lavoro che vieta di rimanere incinta: non serve quindi spiegare a che punto sia la questione della parità salariale. A livello famigliare, soprattutto nelle campagne dove è nata lei, il sistema patriarcale prospera perché le donne per prime sono convinte di dover portare tutti i pesi. A poco a poco, sia nei tribunali sia come personaggio pubblico, questa avvocata ha tentato di ribaltare il sistema: ha fondato associazioni di consulenza gratuita, ha creato collaborazioni tra colleghi avvocati in tutto il paese, ha cercato di dare una voce ad almeno una piccola parte degli oltre 650 milioni di donne cinesi.

6 MARINA PISKLAKOVA-PARKER
Vital Voices/Gayle Kabaker

Attivista contro la violenza sulle donne in Russia. Era il 1993 quando questa ingegnere, accompagnando il figlio a scuola, si è accorta di una mamma con il volto tumefatto. «Perché non lasci tuo marito?». «E dove dovrei andare?». In effetti non esisteva alcun supporto per donne vittime di violenza ed è stata lei a fondare la prima linea telefonica di aiuto e poi la prima casa rifugio. Da allora lotta tenacemente per far riconoscere un fenomeno che continua a essere considerato faccenda privata: non esiste ancora una legge apposita contro la violenza domestica, né dati ufficiali sulle vittime. Oggi è presidente di Anna - Association No to Violence che coordina 40 centri nel paese e che tenta di abbassare le stime di 14mila morti ogni anno. Negli ultimi anni si è dedicata anche a combattere la tratta di esseri umani, educando le ragazze in Russia sui pericoli e i rischi da riconoscere.

7 HABIBA ALI
Vital Voices/Gayle Kabaker

Promotrice di energie rinnovabili in Nigeria. E se la liberazione femminile passasse anche dall'energia pulita? Lo ha capito questa imprenditrice sociale quando ha portato le prime dieci lampade solari ad altrettante venditrici in un mercato, che hanno subito smesso di usare quelle più inquinanti a kerosene. Un tipo di tecnologia efficiente e ormai a costo contenuto, utilizzabile anche in filtri per l'acqua, batterie, impianti di irrigazione e stufe per cucinare, che nelle zone rurali sono sempre a legna e a fuoco aperto, quindi pericolose per la salute e impattanti sulla deforestazione. Con la sua società Sosai stimola le abitanti dei villaggi a diventare micro imprenditrici a loro volta e continua a combattere la povertà energetica come chiave per lo sviluppo sostenibile, perché quelle che paiono piccole questioni domestiche sono in realtà una via verso una maggiore indipendenza, anche economica, delle donne.

8 SUNITHA KRISHNAN
Vital Voices/Gayle Kabaker

48 anni, India, attivista contro il traffico sessuale di donne e minori. Il primo insegnamento che vuole trasmettere a chi salva dalla schiavitù è che c'è un modo di incanalare rabbia e dolore. Sunitha lo ha fatto quando a 15 anni è stata violentata da un gruppo di sconosciuti. Ha deciso che non era lei quella da incolpare e che nessun'altra vittima avrebbe dovuto sentirsi abbandonata. Ha fondato un'organizzazione che ha aiutato migliaia di donne e bambini a ricostruirsi una vita, con sostegno psicologico, case rifugio, consulenze lavorative. Una scelta che le ha portato minacce di morte e aggressioni, soprattutto da quando si è impegnata a livello legislativo per garantire pene più severe per sfruttatori e stupratori.

9 LINA KHALIFEH
Gayle Kabaker/Vital Voices

Dalla Giordania, trainer di tecniche di autodifesa. Tutto è iniziato quando una sua amica si è presentata con un livido in volto dicendo che non aveva saputo come reagire. Lina, campionessa di arti marziali, ha iniziato così ad allenare le prime amiche nel garage dei suoi genitori ad Amman e oggi, quasi dieci anni più tardi, ha fondato il primo studio di autodifesa per donne del Medio Oriente: She Fighter. Le sue palestre si trovano in diversi Paesi (i corsi sono disponibili anche online) e hanno aiutato più di 18mila donne e ragazze, incluse delle rifugiate siriane. Lina, però, non ha voluto focalizzarsi solo sulla difesa fisica ma anche sull'allenamento mentale e "culturale", per portare le partecipanti a credere di più in loro stesse, a reclamare i propri diritti e il proprio posto nel mondo a testa alta. È stata premiata da Hillary Clinton in persona, ma non ha sempre ricevuto sostegno per la sua attività: «In qualsiasi società cerchi di portare un cambiamento devi aspettarti della resistenza. Quando l'affronti, significa che stai davvero cambiando qualcosa».

10 VITAL VOICES
Vital Voices/Gayle Kabaker

I ritratti delle donne sono dell'artista Gayle Kabaker e sono tratti dal libro Vital Voices: 100 Women Using Their Power to Empower curato da Alyse Nelson e con un'introduzione della giovane poetessa Amanda Gorman, che è anche il volto sulla copertina (pubblicato da Assouline, assouline.com). Il libro è curato e promosso da Vital Voices, un'associazione che sostiene e mette in contatto leader, attiviste e imprenditrici in tutto il mondo (vitalvoices.org).

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