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Permanente leggera: i pro e i contro per il sostegno ai capelli lisci

Il trattamento più diffuso negli anni 80, rivisitato, diventa di nuovo tendenza.

Permanente
Getty

Molto in voga negli anni 80, la permanente consisteva in piccoli riccioli che creavano molto volume. Nel 2016, invece, punta sull'ondulato. Se il vostro sogno è avere una chioma più leggera e voluminosa, senza dover arricciare i capelli con l'apposito ferro ogni mattina, la soluzione è la permanente, un trattamento che dura circa tre mesi. Dimenticate i micro riccioli di Olivia Newton-John in Grease, ora i ricci si sono allargati per un effetto più morbido.

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«Nel 2016 i capelli sono in movimento. Sia per i capelli lunghi sia per quelli di media lunghezza, l'effetto wavy è la tendenza dell'anno. Si tratta di un mix di glamour ed effetto selvaggio», spiega Loïc Masurel, hairstylist ambasciatore di Revlon Professional. Si opta per ricci più morbidi, che si ottengono giocando con diverse misure di bigodini. Se si scelgono di piccole dimensioni, i capelli saranno molto ricci. Se si opta, invece, per bigodini grandi, i ricci saranno più ampi e meno definiti.

📸 @piermodelsjam

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«La permanente, però, è da evitare su capelli fragili, molto secchi o che hanno già subito trattamenti chimici», spiega Masurel. Le decolorazioni e in generale le colorazioni tendono a disidratare e, quindi, a indebolire il capello. È comunque possibile fare la permanente su capelli tinti, purché la colorazione sia stata fatta almeno due settimane prima. L'ideale sarebbe fare la permanente e optare per colorazioni 100% naturali.

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Poi idratare correttamente i capelli con trattamenti specifici per capelli ricci. Per esempio, emulsioni a base di oli vegetali protettivi e idratanti da applicare prima dello shampoo che ridefiniscono la forma del riccio senza appesantirlo. «Usate shampoo e maschere adatte al tipo di capello (spesso o sottile) nutrienti e idratanti, perché più i capelli saranno idratati, più il riccio sarà luminoso e definito. Se amate i prodotti naturali, usate l'olio di mandorle, di jojoba o di argan e il burro di karité, che sono ottimi per idratare e ammorbidire i capelli».

Altro punto molto importante: è meglio aspettare da quattro a sei mesi tra la prima e la seconda permanente per evitare di stressare troppo i capelli. Se al contrario non riuscite ad aspettare a rinnovare il trattamento prima dei quattro mesi sarebbe consigliabile tagliare la parte su cui si è fatta la permanente. Arricciarli di nuovo e in tempi brevi creerebbe uno stress eccessivo.

Via marieclaire.fr

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