Lo shampoo fa male, facciamocene una ragione o troviamo una soluzione?

Nella sua formulazione molto spesso compaiono gli stessi ingredienti, sgrassanti, presenti nei prodotti per pulire la casa.

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Il gruppo no poo, ovvero coloro che hanno detto no allo shampoo, continua a fare proseliti. Hanno detto addio, o quasi, a questo detergente anche celeb come Gwyneth Paltrow, Brad Pitt, Adele e Johnny Depp. La loro motivazione inattaccabile? Lo shampoo fa male. «Alcuni ingredienti presenti nella maggior parte degli shampoo sono gli stessi contenuti nei detergenti usati per lavare i piatti o le auto», spiega Eli Halliwell, presidente e amministratore delegato della start-up Hairstory, ex manager di Bumble and Bumble (beauty brand recentemente acquisito da Estée Lauder), nonché no poo convinto e praticante dal novembre 2014, come si legge su Fastcompany.com.

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Ma cosa rende gli shampoo così dannosi? La schiuma che tanto ci piace e ci dà la sensazione di detergere a fondo la nostra chioma è prodotta dai tensioattivi, come il Sodio lauriletere solfato, che rimuove sebo e impurità. «Questi detergenti sono come mostri. Sono davvero fantastici se sei in un ambulatorio per rendere il luogo il più pulito possibile. Ma se lo usi sui capelli e sul cuoio capelluto, rimuovi il sebo dalla loro barriera protettiva naturale e il tuo corpo reagisce, di solito con irritazione e/o iperproducendo sebo» continua Eli Halliwell.

Lavare i capelli tutti i giorni fa male, o sbagliamo (semplicemente) metodo e prodotti? Nell'antica India, per lavare i capelli si usavano erbe ed estratti vegetali e ancora oggi in molte parti dell'Asia si utilizzano detergenti capillari a base di olio. La formulazione dello shampoo moderno, nato agli inizi del 1900, contiene gli stessi ingredienti, sgrassanti, presenti nei prodotti per pulire la casa. Come dire le pulizie casalinghe vs le pulizie quotidiane del corpo...Capire e poi evitare gli allarmismi?

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Come capire quali sono gli shampoo migliori. I tensioattivi non solo possono provocare irritazioni cutanee e allergie, ma spesso contengono anche sostanze chimiche contaminate da 1,4 diossano, che l'EPA - Environmental Protection Agency classifica come "potenzialmente cancerogeno per l'uomo". Fortunatamente, alcune aziende usano tensioattivi più sicuri come il sodio cocoil glutammato, derivato dal cocco o dalla canna da zucchero, ma in generale nessun tensioattivo dovrebbe venire a contatto con la nostra pelle. «Si entra in un circolo vizioso. Il corpo risponderà producendo più sebo. Ti sentirai i capelli sporchi e penserai di doverli lavare. Una strategia di mercato vincente», spiega Halliwell.

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L'idea di creare la start-up Hairstory venne in seguito a un fatto. Un'ex dipendente della Bumble & Bumble soffriva di psoriasi cronica alla testa che richiedeva iniezioni regolari a livello del cuoio capelluto. Quando la donna iniziò a utilizzare formule di shampoo alternative riuscì a rimuovere lo sporco senza rimuovere (anche) il sebo. Il brand, lanciato insieme a Purely Perfect quattro anni fa, ha realizzato New Wash, un prodotto di haircare che è a metà tra lo shampoo e il balsamo.

Cos'hanno di diverso questi prodotti? Al posto dei tensioattivi, contengono oli essenziali dalle proprietà curative, come il succo di foglie di aloe, l'olio di semi di jojoba e l'olio di menta piperita. Meno denso dello shampoo tradizionale, rimuove comunque lo sporco mantenendo i capelli idratati ed è disponibile anche una versione per i capelli grassi e una per quelli secchi e una linea di prodotti per lo styling.

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