"Ho provato il trattamento al fieno greco sui capelli ed è meglio della cheratina"

Fare un esperimento con l'idratante per capelli più antico del mondo, chiedersi perché non averlo fatto prima (e se ne parli poco).

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Il fieno greco può sostituire i trattamenti alla cheratina? Lo sapremo solo provandolo. Tanto, le abbiamo provate tutte e di più, da quando abbiamo osato le prime meches e i loro derivati, da quando ci siamo trovate alle prese con qualche doppia punta, da quando eravamo ricce e invidiavamo l’amica con i capelli a spaghetto, e quando eravamo lisce e volevamo i boccoli. Poi abbiamo capito che la cosa più importante è che il capello sia sano e lucido, a tutto il resto c’è rimedio. Proviamo anche il fieno greco, e sia. Cominciamo col chiederci cos’è il fieno greco. Nessuna sorpresa tipo il castor oil che sembra avere a che fare con gli animali invece è solo l’olio di ricino. Il fieno greco invece è proprio una pianta e il suo nome scientifico è Trigonella foenum-graecum perché i fiori sono triangolari, ed è anche un buon foraggio per il bestiame. È originario dell'Asia occidentale ed è utilizzato da tempo nella cosmetica, anche in quella profumiera perché ha un odore molto forte che da solo può non piacere, ma miscelato con altri può produrre fragranze interessanti. Per scrivere questo articolo, il fieno greco è stato provato su un capello lungo, tinto e di base (precocemente) bianco, per cui tendente al crespo, su cui era terminato l’effetto della cheratina. La situazione estrema.

Il fieno greco ha molti utilizzi ma quello che oggi ci interessa è ciò che può fare per i capelli. Dove si compra il fieno greco? Nelle bio profumerie e nelle erboristerie. Viene venduto in polvere e non è un prodotto adatto alle persone impazienti. Contiene una gran quantità di antiossidanti e antinfiammatori, ma la sua caratteristica principale è quella di idratare i capelli, proprio come una crema fa cl viso. Ma per trarne i benefici bisogna prepararlo fresco, ogni volta. Questo vuol dire che per provarlo ho dovuto versarne due cucchiai in una ciotola, o una tazza di quelle per una colazione generosa. Sulla polvere ho versato poco per volta l’acqua, mescolando bene in modo da non fare grumi. L’operazione deve proseguire fino a quando non si ottiene una cremina della consistenza del latte detergente. Tutto questo è meglio farlo di sera e il motivo è semplice: il composto deve riposare per parecchie ore fra le 8 e le 12. A contatto con l’acqua, la polvere svilupperà una mucillagine preziosa. È importante che la mattina dopo l’impasto non sia troppo secco perché in tal caso la polvere, che è idrofila, aspirerà l’acqua dai capelli invece di cederla tramite la mucillagine. Un chimico magari inorridirà per la semplificazione, ma è più o meno così.

Se l’impasto è omogeneo, morbido e ricco di liquido, possiamo iniziare ad applicarlo. Si può applicare con il pennello per la tinta, almeno, io ho fatto così. L’importante è che arrivi bene su tutti i capelli e la cute, su cui ha un ottimo effetto contro la forfora. Finita l’applicazione, quello che è avanzato non si può conservare. Si avvolge la testa nella pellicola trasparente, proprio come quando si fa il trattamento di cheratina. Non ho trovato particolari indicazioni sulla necessità di scaldare o no la testa con il phon, come si fa con la cheratina, ma siccome il calore apre le squame dei capelli ho ritenuto che farlo sarebbe stata una buona idea per far penetrare il prodotto. Ho tenuto l’impacco per più di un’ora (guardando un po’ di Netflix), ma si può tenere anche di più. Sono passata al lavaggio con il mio solito shampoo biologico per capelli danneggiati e colorati dopo aver sciacquato a lungo, prima di fare lo shampoo. Finito il lavaggio, applicato il solito balsamo biologico (anche se mi dicono che non ce n’è bisogno) sono andata avanti con la consueta asciugatura con la mia spazzola lisciante.

Il risultato finale è stato identico a quando esco dal parrucchiere dopo il trattamento alla cheratina. Capelli morbidissimi e flessibili, crespo inesistente, lucidità evidente. La differenza? Forse solo che il fieno greco costa fra i 6 e i 10 euro a busta, e una busta dura per tre o quattro trattamenti e non ha ingredienti chimici. L’unico effetto collaterale è che per i primi giorni si ha continuamente voglia di bere un cocktail Bloody Mary perché sul capello resta un odore che ricorda molto quello del sedano affettato. Ovviamente, mettersi seduta dal parrucchiere e lasciarsi coccolare ha il suo giusto prezzo e non tutte siamo disposte a fare un impacco a casa e a profumare di ortaggio (ma con una spruzzata di profumo per capelli si attenua). Però i due trattamenti non hanno davvero niente da invidiarsi. Al momento di scrivere sono passati più di due mesi dall’applicazione e comincio a vedere solo ora i primi segni di crespo e la piega non tiene più come nei giorni scorsi, per cui questo venerdì metterò a bagno nell’acqua altre due cucchiaiate del mio fieno greco e ripeterò il trattamento. Che, diciamolo, mi dà anche l’idea di essere molto più sostenibile. Mi dicono che si può provare anche ad aggiungere yogurt, ma per ora non cambio. Resta solo da dire che questo vegetale ha un bassissimo grado di tossicità per cui dà problemi molto raramente, ma è sempre meglio fare una prova allergica posandone un po' sul polso prima di fare l'impacco, e poi è bene sapere che in linea di massima è sconsigliato per precauzione a chi sta seguendo una terapia ormonale perché contiene molti fitoestrogeni. E questo è tutto Buon esperimento anche a voi.

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