Capelli che cadono? Ecco i cibi e i rimedi anticaduta

Uva e miglio: gli anticaduta perfetti sono nel piatto, assicurano gli specialisti. Ma per chi proprio non ce la fa con verdure &co, gli integratori non mancano.

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Capelli che cadono? Niente panico: è natura. Se la vista dei capelli perduti in autunno vi preoccupa (il loro numero può variare da 50 a 100 al giorno nel periodo di telogen dei bulbi piliferi, la fase di riposo dopo il superlavoro estivo), non vi resta che ripetere il mantra di cui sopra. È normale che il loro ciclo vitale sia sincronizzato ai bioritmi stagionali, con un’iperproduzione nel periodo in cui il cuoio capelluto va protetto dai raggi solari, e una fase di ricambio nei mesi in cui le radiazioni sono minime. Se però la caduta supera di gran lunga i fatidici 100 al giorno, urge un esame di coscienza.

I consigli degli specialisti «Siete certe di avere fatto il possibile per nutrire i capelli anche dall’interno?», chiede Diana Scatozza, specialista in Scienze dell’Alimentazione del centro Kliné di Milano. «Non c’è da stupirsi che la loro bellezza, sinonimo di salute, sia strettamente legata a ciò che mangiamo: sono composti per il 70% di proteine e per il restante 30% di grassi, acqua e minerali. Per questo non bisogna farsi mancare le fonti proteiche (ovvero carni bianche e rosse, pesce, uova, ma anche legumi associati a cereali), dal momento che la cheratina, principale componente del capello, è costituita da cisteina e metionina (aminoacido essenziale che l’organismo non è in grado di sintetizzare). Quindi vitamine e sali minerali presenti in frutta e verdura di stagione. In particolare la A e la E, e quelle del gruppo B, che assicurano la giusta idratazione e contrastano l’azione ossidante dei radicali liberi. Poi il ferro, che ha un ruolo primario nella sintesi di emoglobina e nell’ossigenazione del cuoio capelluto. Inoltre, zinco, magnesio e rame (quest’ultimo è coinvolto nella produzione di melanina)».

Superfood alleati dei capelli «Per prima l’uva, ricchissima di resveratrolo e altri preziosi antiossidanti», continua la dottoressa Scatozza. «Quindi noci, mandorle e semi oleosi, contenenti oligoelementi preziosi come silicio, calcio, magnesio e ferro. Poi gli evergreen come il miglio che, grazie al suo contenuto di cisteina, vitamine A e B, più minerali come calcio, ferro, potassio, magnesio, zinco, stimola la sintesi di cheratina. Infine peperoncino e cioccolato, che migliorano la circolazione, alleata del rinnovo e della ricrescita».

L'alternativa omeopatica A volte però serve un aiuto in più. «Se la caduta è legata a un accumulo di tossine», spiega Erika Schmitt, dermatologa ed esperta in omeopatia a Milano, «consiglio un drenaggio epato-renale con un preparato a base di tintura madre di carciofo, tarassaco, fumaria, che permette di agire su fegato e reni, regola il flusso biliare e ha un’azione diuretica e disintossicante. Se invece il problema è la demineralizzazione, suggerisco 5 granuli di silicea 7 Ch, da assumere mattina e sera. In caso di caduta da stress, utilizzo phosphoricum acidum 9 Ch: 5 granuli 1 o 2 volte al giorno, per almeno 2 mesi, danno un gran sollievo».

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