Tra modelle ribelli & black washing Naomi Campbell è tutt'altro che nostalgia

Da 40 anni la sua è una carriera rollercoaster: con pochi dubbi su un primato che ha superato anche il ricordo di Naomi Sims.

2018 Black Girls Rock! - Show
Gilbert CarrasquilloGetty Images

Quando Claudia Schiffer parlava di Naomi Campbell nessuno immaginava si riferisse alla Naomi che lanciava BlackBerry alle cameriere. Quando Kate Moss ricordava l'aiuto di Naomi Campbell nessuno pensava alla Naomi che, furiosa, abbandonava i set fotografici. Ma è per tutto questo e per il contrario di tutto questo che Naomi Campbell oggi è la quintessenza della top model. Più di tutte le big model anni Novanta. Più delle modelle che, 20 anni dopo il botto di Christy, Eva, Helena, Claudia, finiscono nelle classifiche di Forbes quali donne più ricche del mondo. Naomi Campbell è stata la diva delle top model. Lo è ancora oggi quando sale sul palco in arancio a ritirare il Black Girl Magic Award durante i Black Girls Rock 2018, evento arrivato all’11esima edizione. Naomi Campbell abbandona la Sardegna dei panfili dorati per andare a ritirare un premio altrettanto dorato nelle stesse ore in cui Serena Williams trionfa in tutù sul campo degli Usa Open (ora più ora meno: il successo ha il suo personalissimo fuso orario). Coincidenza? No. Appuntamento tra due donne di colore che da decenni non lasciano un centimetro di spazio alla concorrenza - per quanto Naomi Campbell in questi 40 anni di carriera (ha iniziato a 7 anni!) abbia disseminato molto spazio dietro di sé. Anche se ora le nuove leve guardano a Instagram, alle lotte di genere, al rifiuto del bling bling a favore del dito medio, foto taglio americano prego, come Slick Woods incinta arrabbiata e in sottoveste imperante. Eppure è ancora Naomi Campbell la capricciosa a ritirare il Black Girl Magic Award in New Jersey. E la signora suona il blues: in long dress da diva creato da Raf Simons per Calvin Klein by Appointement.

Aaron J. ThorntonGetty Images

Anni luce lontana dai cuissardes borchiati e dalle minigonne di pelle che con un filtro regalano contratti milionari. Naomi Campbell con un taglio di capelli anni 80, frangia e sorriso larghissimo sul mondo è la modella di colore più influente da qui alla fine della Moda. Lo dimostra quando stringe a sé il gotha dello show biz con il suo evento benefico Fashion For Relief (ed annesso party iper esclusivo a Cannes), lo dimostra quando non cade nel nostalgico ma va avanti dritta come e si trovasse a New York a ballare con una Kate Moss non ancora fidanzata di Johnny Depp, mentre con una mano sfiora le gambe chilometriche dell’amica Christy Turlington. Che con le stesse gambe, dopo anni di onoratissima carriera, corre per il mondo a salvare le madri che ancora muoiono di parto. Perché l’evoluzione del Dream Team è la conferma di quanto non fossero solo modelle da passerella. E non vanno sciorinate le amicizie (e sostegni) tra Naomi e Nelson Mandela, l'agguerrita scelta anti-pellicce (parliamo di decenni prima degli attuali eco-warriors). Guardare Naomi Campbell che stringe tra le mani l’ennesimo premio alla carriera, con quella pelle che negli anni 90 ha messo in ombra il mondo delle bagnine di Baywatch è una questione semplice ma che lascia perennemente spazio alla riflessione. Serena Williams non ha vita facile in un mondo, lo sport, sessista e razzista, indietro ancora 20 anni sulla tabella di marcia potenziata dai social. La moda no, la moda con Adwoa Aboha e il suo decreto rivoluzionario in termini di cranio rasato, piercing e post tuonanti come manifesti, ha fatto passi avanti e molto rapidamente. Ora Adwoa è la modella di colore tra le più pagate al mondo. Ora Adwoa è in almeno 5 campagne pubblicitarie in contemporanea. Ora Adwoa è la modella a capo del movimento black power senza farlo scadere in un abile trucchetto di black washing.

Dave KotinskyGetty Images

Eppure a stringere il premio più prestigioso, in mezzo a donne come Lena Waithe, attrice e sceneggiatrice del miracolo di Netflix, Master of None, è sempre lei Naomi Campbell. Naomi non è nuova al Black Girls Rock, evento creato nel 2007 dalla top Beverly Bond: nel 2009 vince il Fashionista Award, Oscar scontato per lei in mezzo a un set di donne-ispirazione quali Missy Elliot, Erika Badu, Angela Davids. L’evoluzione di Naomi passa anche da qui: da un Fashionista a un Black Girl Magic, categorizzazione pericolosa eppure realistica di quello che è Naomi Campbell, 48 anni fieramente esposti con una pagina di Wikipedia che la vuole “present” in attività dal 1978 a oggi. Naomi non ha paura delle leggende come Naomi Sims, modella che negli anni dello Studio 54 doveva ancora gestire il razzismo (e non solo sulle carte patinate). C’è chi si è regalato un libro memoriale della sua carriera (Kate Moss) e chi tratta il ritiro dalle scene a singhiozzo, e più volte nella stessa stagione (Gisele Bündchen). C’è chi come Naomi Campbell si riprende rivincite a scoppio ritardato. Ma era il mondo a non essere pronto a lei, ai suoi capricci, e alla sua carriera. Da quel palco di Newark Naomi, Lena Waithe, Mary J Blige, Queen Latifah sono il nuovo Dream Team di cui Naomi, mostruosamente altrove rispetto ai suoi 48 anni dichiarati, è la luce, colta, di una moda che non le ha ancora dato il premio che le(i a) spetta.

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