Luisa Iogna Prat, triatleta: "Le mie muse? Le mie nonne"

Intervista esclusiva alla campionessa italiana di triathlon su sport, progetti, viaggi e sulla sua (non) dieta.

luisa iogna prat
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Ha imparato ad andare in bici quasi prima di camminare, corre e nuota praticamente da sempre. Da bambina, infatti, iniziò a seguire le orme del papà Stefano, triatleta. A 9 anni fece la sua prima gara. Luisa Iogna-Prat, per gli amici semplicemente Lu, viene da Travesio, in provincia di Pordenone, è laureata in Scienze e Tecnologie Multimediali all’Università di Udine, ma la sua vera dimensione è il triathlon. Quest'anno Campionessa italiana di duathlon sprint e Campionessa italiana di duathlon sprint a squadre, lo scorso anno Iogna-Prat è stata Campionessa Italiana di triathlon olimpico, argento ai Campionati Italiani di triathlon sprint e argento ai Campionati Italiani di triathlon sprint a squadre. Ambassador di Oxyburn e Dole Italia, Luisa adora le sue nonne, Wonder Woman interpretata da Gal Gadot, la pizza e Harry Potter, ha sempre uno snack in borsa per le crisi di fame e non vede l'ora di fare un viaggio: "Fino a oggi ho sempre viaggiato solo per gare. Mi piacerebbe al più presto potere fare una vacanza vera".

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Nuoto, ciclismo, corsa... quale ti piace di più e quale senti più nelle tue corde?
Sicuramente il ciclismo: ho grande confidenza con la bicicletta ed è una disciplina che mi diverte tantissimo.

Come hai iniziato e come sei arrivata a dove sei ora?
Ho iniziato questo sport quando avevo 9 anni e da lì non mi sono più fermata. Ho corso in tutte le categorie giovanili fino ad arrivare a quelle assolute. Gli ostacoli, i sacrifici e le sconfitte negli anni non sono stati pochi, ma tutti i bei momenti, e, perché no, anche le vittorie, e la passione per questo sport mi hanno sempre spinta a non mollare e a continuare a provarci per vedere dove potesse portarmi il triathlon. La grande svolta è arrivata nel 2019 quando mi sono trasferita a Milano ad allenarmi con il DDS-7MP Triathlon Team e il gruppo di allenamento del 7MP Squad, di cui faccio tuttora parte, che mi ha aiutata a fare il salto di qualità fino ai titoli italiani di triathlon e duathlon - rispettivamente del 2020 e 2021 - insieme a una grande crescita anche in campo internazionale con una medaglia di bronzo in Coppa Europa nel 2019 e il recente nono posto sempre in Coppa Europa a Caorle (la gara si è disputata il 15 maggio, ndr).

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La tua vittoria (finora) più importante?
Sicuramente è il titolo italiano vinto l’anno scorso nel triathlon olimpico: un piccolo traguardo che fino a qualche anno fa non pensavo di potere raggiungere. Sono stata molto contenta e fiera della mia gara!

Prossimi appuntamenti agenda?
La Coppa del Mondo di Arzachena, in Sardegna, il 29 maggio. La seconda gara internazionale di alto livello in casa dopo la Coppa Europa a Caorle: non potevo mancare. Spero di potere dimostrare il mio potenziale.

Come ti alleni ogni giorno?
Il programma della settimana varia giorno per giorno e in base agli appuntamenti del weekend, ovvero se ci sono o non ci sono gare, ma generalmente la giornata inizia sempre con il nuoto alle 8.30 nella piscina della DDS, a Settimo Milanese, seguito da una seduta di palestra o un’uscita in bici e una corsa serale.

Quali sono le tue muse?
Le mie nonne. In generale cerco di trarre insegnamenti da chiunque sento che possa lasciarmi qualcosa.

I tuoi modelli sportivi?
In questo momento, tra le tante, mi sento di fare il nome di Pauline Ferrand-Prevot: ciclista francese, campionessa d’Europa e del mondo di mountain bike, che seguo molto volentieri sui social perché mi trasmette la passione per lo sport vista da un’atleta di altissimo calibro unita alla “semplicità” di una ragazza come tante.

Marta Baffi

Cosa mangia una super atleta che eccelle in più sport?
Non seguo diete particolari. Negli anni, anche con l’aiuto di libri e di un nutrizionista, ho imparato in che modo alimentarmi per recuperare un allenamento ed essere pronta per quello successivo senza privarmi di nulla. Non nego, infatti, che ogni tanto mi concedo anche qualche sfizio senza farmi grossi problemi.

In percentuale in una gara quanto contano la bravura, il carattere e l'attrezzatura/sportwear?
In un totale del 100% io dividerei così: bravura 45%, carattere 50%, attrezzatura 5%. Ovviamente anche lo sportwear ha la sua importanza, soprattutto per chi come noi si allena con condizioni climatiche sempre mutevoli. Il segreto è partire da un primo strato protettivo e traspirante, in grado di isolare sia dal caldo sia dal freddo. Il mio team è supportato da Oxyburn, marchio totalmente italiano, i cui capi aiutano soprattutto nell’endurance a sostenere la muscolatura, mantenere una percezione di freschezza e comfort evitando fastidiose abrasioni sulla pelle dopo ore di bici e corsa. La tecnologia dei modelli in compressione poi incrementa nell’atleta la resistenza fisica sotto sforzo e accelera nella fase di recupero lo smaltimento di tossine e acido lattico.

Ascolti musica mentre ti alleni?
Solo durante gli allenamenti in bici: tengo sempre un auricolare nell’orecchio anche per essere pronta a rispondere a eventuali chiamate di necessità o emergenza.

Quali sono i tuoi momenti di bellezza?
Allenandomi tutti i giorni più volte al giorno non posso fare grande uso di make up, pur essendo un mondo che mi affascina molto. Mi limito alla skincare: al mattino mi concedo sempre qualche minuto per detergere il viso e applicare tonico, siero, contorno occhi e crema idratante, mentre una volta a settimana applico anche scrub e maschere. È un momento rilassante, che mi fa stare bene.

Se non fossi diventata un'atleta ora saresti...
Sono laureata in Scienze e Tecnologie Multimediali, quindi sicuramente mi piacerebbe lavorare nel mondo dell’informatica e del multimedia.

Un atleta non deve mai...
... dubitare di se stesso: la testa comanda il corpo.

Un atleta deve sempre...
... curare ogni minimo dettaglio per raggiungere i propri obiettivi.

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