Essere una sciatrice, campionessa, impegnata

Intervista alla campionessa di sci alpino Federica Brignone "i nostri fiumi trasportano l’80% dei rifiuti presenti nei mari".

Ha un debole per i romanzi polizieschi, ha divorato la trilogia di Stieg Larsson, adora i film colossal come Il gladiatore, il gelato artigianale e le melanzane alla parmigiana. Campionessa di sci alpino Federica Brignone l'anno scorso ha conquistato la Coppa del Mondo generale, prima sciatrice italiana, e vinto due Coppe di specialità: Combinata e Slalom Gigante. Storica medaglia di bronzo in Slalom Gigante alle Olimpiadi di Pyeongchang 2018 che l’Italia aspettava da 20 anni, medaglia d’argento in Gigante ai Mondiali, 44 podi e 16 vittorie in Coppa del Mondo, la campionessa valdostana nel 2017 ha dato il via al suo progetto di sostenibilità ambientale Traiettorie Liquide impegnandosi a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dell’inquinamento dell’acqua in ogni sua forma: mare, ghiacciaio, lago... Quest'anno Federica ha preso parte, ancora una volta in prima persona a La pulizia di un fiume con Traiettorie Liquide, missione condivisa con Bioclin Laboratorio Dermonaturale. È scesa in canoa lungo il fiume Noce in Val di Sole e, insieme ad alcuni bambini del Centro Rafting TrentinoWild, ha raccolto tutta la plastica che ha trovato. Forse non tutti sanno che i nostri fiumi trasportano l’80% dei rifiuti presenti nei mari! Un dato allarmante che ha portato Istituto Ganassini, con il brand Bioclin, ad affiancare Federica per l’iniziativa della pulizia del fiume Noce. L'abbiamo incontrata per conoscere meglio il progetto, ma anche per ricordare i suoi esordi, le sue vittorie e avere qualche anticipazione sui suoi progetti per il futuro.

Quando hai iniziato a sciare?
A un anno e mezzo con degli sci di plastica. Direi che era più uno zampettare che sciare. A sei anni sono entrata nello sci club Courmayeur.

Come ti alleni ogni giorno?
Durante l'inverno scio la mattina e faccio atletica il pomeriggio. In primavera, estate e autunno scio meno, solo qualche settimana; mi alleno in doppia sessione cinque giorni a settimana e faccio di tutto: dai pesi alla pista di atletica, all'acrobatica al tennis e vari sport alternativi. Mi diverto molto!

Cosa fai quando non scii?
Quando non scio mi alleno atleticamente. In primavera, appena finita la stagione, mi prendo due o tre settimane per fare un po' di mare e soprattutto sport acquatici.

Quali sono i tuoi modelli in pista e fuori dalla pista?
Fuori pista sono i miei genitori: due persone attive, sportive, sane, con la passione per lo sport in generale. Nello sport il mio preferito è Federer.

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In una competizione quanto contano la bravura, il carattere e l'attrezzatura?
La testa fa sempre la differenza, quindi il carattere è importante, ma bisogna avere anche doti fisiche e soprattutto mentali! Nel nostro sport l'attrezzo è fondamentale, ma le marche top sono più o meno tutte sullo stesso piano, non fanno una grande differenza. Quindi direi testa 60%, fisico e doti 35%, materiale 5%.

Che velocità hai raggiunto in discesa libera?
L'anno scorso in allenamento ho registrato 145 km/h, ma senza rilevatore penso di avere superato questa velocità.

Cosa mangi prima e dopo un allenamento?
La mattina faccio una colazione abbondante, la mia preferita è con yogurt greco con cereali, mandorle, bacche di goji, frutta fresca e the. A pranzo, dopo l’allenamento, cerco di mangiare pasta integrale con verdura e una ricca insalata.

Il posto più bello dove ti sei allenata?
La Valle d’Aosta! Come comodità mi piace tantissimo la trasferta in America con gli allenamenti a Copper Mountain.

Come fai a canalizzare la tua energia?
Mi concentro e ho obiettivi chiari in testa, così do energia a quello che mi serve.

Cosa ti aiuta a rilassarti?
Mi piace stare con gli amici e le persone che mi vogliono bene con i quali condivido momenti di sport. Se sono da sola leggo un libro, cucino o medito. Senza dimenticare lo sport in tv, sono una fan.

La prima cosa cui pensi subito dopo una vittoria o una sconfitta?
La prima cosa è "Okay, questa è andata.... Cosa posso fare meglio nella prossima?".

I diktat di un atleta.
Deve sempre impegnarsi e avere obiettivi chiari. Non deve mai abbattersi.

I tuoi essential da allenamento e la tua coccola post.
Per allenarmi ho bisogno dell'attrezzatura adeguata. Per sciare quindi sci ben preparati, per fare atletica scarpe adatte per ogni tipo di attività. Infine la borraccia piena d'acqua. Per coccolarmi mi regalo una coppa di gelato.

Quali sono le tue prossime sfide e come ti stai preparando?
Mi sto preparando al massimo in vista della prossima stagione che oltre alle gare di Coppa del Mondo ci sarà l’importante appuntamento Olimpico a Pechino 2022. Mi sto allenando alla grande e ogni giorno ho nuove sfide e piccoli traguardi da raggiungere. Una sfida importante è stare serena tutti i giorni e fare sport in tranquillità.

Come continuerai a promuovere il rispetto dell'acqua?
Insieme al supporto di Bioclin, intendo continuare a promuovere il rispetto dell’acqua in ogni sua forma e quest’anno in particolar modo a quella dei fiumi. I fiumi vengono nominati molto spesso per i danni che causano e raramente per la loro bellezza e sono considerati e utilizzati come canali per liberarsi di spazzatura e scarichi idrici. Inoltre, molti dei rifiuti che vengono abbandonati per terra, in tempi più o meno lunghi, arrivano nei fiumi. Sono molto orgogliosa di avere al mio fianco un gruppo così attento alla sostenibilità ambientale con cui condividere il mio impegno contro l’inquinamento dell’acqua in ogni sua forma.

Com'è stata l'esperienza di La pulizia di un fiume con Traiettorie Liquide insieme ai bambini del Centro Rafting TrentinoWild?
Emozionante! È di fondamentale importanza educare le nuove generazioni a capire la bellezza del fiume e sperare che possano farsi carico della sua protezione nel tempo. Ringrazio il Centro Rafting TrentinoWild con Michele Ramazza, campione di Kayak, per avermi aiutato a organizzare questa bellissima iniziativa che, oltre alla pulizia, mi ha dato la possibilità e il privilegio di potere vivere il fiume come i canoisti, assaporandone le bellezze ma percependo il suo sfruttamento e la sua distruzione.

Dario Manfrinati
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