Lo smalto semipermanente è il vero gioiello della primavera estate 2018?

«Dalla loro formulazione è stato eliminato un numero sempre maggiore di sostanze potenzialmente dannose»

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Diciamolo subito: ci sono diversi punti di vista (e ricerche sul tema). La prima: lo smalto semipermanente fa male. La seconda: lo smalto semipermanente è la soluzione attesa da secoli. Tra le due opinioni scorre il fiume di desideri e tentazioni beauty. In primis i colori degli smalti semipermanenti dell’estate 2018 saranno caldi e a-b-b-a-g-l-i-a-n-t-i: «le nuance più hot saranno quelle ispirate alle tonalità intense e avvolgenti della terra e del sole, i riflessi vibranti del tramonto e le sfumature cangianti del deserto: terracotta, sabbia, ocra, corallo, arancio… da indossare nei finish crème o shimmer per amplificare l’effetto luce. Le nail art più trendy, invece, saranno quelle ispirate alle texture e alle trame che arrivano dal Middle East, Sud America e Africa, tra geometrie dal sapore etnico, decori effetto hennè e simboli tribali», spiega Monica Mistura, Responsabile Formazione e Art Director Ladybird house. Perché, dunque, optare per un colore sicuro e più duraturo?

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1. Smalto semipermanente - vantaggi. Dura molto di più rispetto a uno smalto tradizionale: mentre uno smalto classico, seppure di buona qualità, può durare al massimo qualche giorno, il semipermanente ha una durata media di 2/3 settimane circa. Naturalmente è molto diversa anche la procedura di applicazione e di rimozione: «il semipermanente polimerizza, cioè “asciuga”, in lampada LED/UV e si rimuove con un solvente simile a quello utilizzato per lo smalto classico che, però non deve essere semplicemente passato sull’unghia, ma deve essere lasciato in posa con un impacco per almeno 5/10 minuti. Per questo, se si desidera provare questo tipo di prodotto, consiglio sempre di rivolgersi a un centro estetico nel quale si è sicuri che venga applicata la corretta procedura di applicazione e rimozione», spiega Monica Mistura, Responsabile Formazione e Art Director Ladybird house.

2. Smalto semipermanente - evoluzione. Negli anni la tecnologia di polimerizzazione dello smalto si è evoluta. Se all’inizio avveniva solo in lampada UV, adesso avviene in lampada LED in pochi secondi, con un notevole risparmio di tempo. «Inoltre c’è stata da parte delle marche produttrici di smalti semipermanenti un'intensa ricerca per lo sviluppo dei prodotti cosiddetti “complementari”, che ha portato alla realizzazione di basecoat che consentono una rimozione più rapida, topcoat che garantiscono una maggiore durata del colore o diversi effetti di texture - matte, shimmer e glitter - e solventi delicati e idratanti che garantiscono una perfetta rimozione del colore senza seccare le unghie e la pelle. Grande attenzione poi è stata rivolta alla formulazione dei prodotti eliminando un numero sempre maggiore di sostanze che potrebbero risultare dannose e tutti gli ingredienti di origine animale», prosegue Mistura.

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3. Smalto semipermanante - servono delle pause? «Non è indispensabile e, comunque, non esiste una regola generale. Occorre osservare le unghie naturali, il loro aspetto - se sono secche, fragili, sfaldate, deboli... - e, in base a quello scegliere il tipo di trattamento più idoneo. Per questo motivo io consiglio di rivolgersi sempre a un centro estetico o a un salone specializzato nei servizi manicure perché solo un professionista è in grado di valutare la condizione delle unghie e può dire se è corretto procedere con una nuova applicazione di smalto semipermanente o se, magari, è preferibile effettuare un trattamento ristrutturante per rinforzare unghie deboli o rovinate», conclude l'esperta.

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