Le lacrime di Gucci sono, come le maschere, il trucco per mostrarci e nasconderci

Alessandro Michele per Gucci: “Amo le lacrime perché rivelano qualcosa di potente ed emozionale”

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Salvatore Dragone/IMAXTREE

Poche ore fa l'account @guccibeauty, mentre iniziava la sfilata Autunno Inverno 2029/2020 di Gucci, ha riportato le parole di Alessandro Michele: “Amo le lacrime perché rivelano qualcosa di potente ed emozionale”. Il 20 febbraio 2019 in via Mecenate a Milano il designer romano ha fatto sfilare mise genderless, capi romantici, maschere metalliche, orecchie d'oro, collier de chien con borchie e... ha fatto piangere qualche modella, come Ellia Sophia e Sara Hiromi, e qualche modello.

La donna e l'uomo Gucci sono guerrieri con tanto di elmetto - maschera per nascondersi, mostrarsi o trasformarsi? - che non hanno paura di osare, ma dai cui occhi escono copiose lacrime. In questo caso ricreate da un esperto make up artist, Thomas de Kluyver. Perché i modelli di Michele piangono? Di rabbia? Tristezza? Felicità? Gioia? Le lacrime, come afferma lo stilista di Gucci, sicuramente creano emozioni. Ognuno potrà interpretare la potenza di questo pianto come vorrà.

Chi ha già pianto in passato? L'anno scorso Amber Heard sul red carpet di Cannes era apparsa con due lacrime di strass come Lily Collins sul tappeto rosso del Met Gala che però sfoggiava anche una lacrima rossa. Che stia "sgorgando" una nuova moda?

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