La storia di Chanel N°5, il profumo rivoluzionario di Mademoiselle Coco

«Lancio la mia collezione il 5 maggio, il quinto mese dell’anno. Lascerò che questo numero gli porti fortuna».

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EmmaKissTina

Chanel n°5 è un profumo fresco che ricorda l’odore del sapone sulle mani. Lo stesso odore che aveva la pelle della madre di Coco Chanel, lavandaia della Provenza. Quando Mademoiselle Gabrielle decise di creare un profumo per donna sapeva bene cosa voleva: un profumo femminile che odorasse di donna, perché una donna doveva profumare di donna e non di rosa. E per Coco l’odore di femmina era l’odore di sua madre, quello penetrante che sa di bucato steso al sole. Era il 1920 e anche se al messaggio olfattivo non era più richiesto di testimoniare la pulizia e l’attenzione alla cura si sé, ma bensì quella di scolpire nell’immaginario una nuova figura femminile, Coco Chanel riuscì a fare entrambe le cose. Il profumo firmato Chanel doveva essere un profumo folgorante e in grado, esattamente come un abito, di sintetizzare la personalità di chi lo sceglie.

Era l’estate del 1920 e Coco Chanel era in vacanza sulla Costa Azzurra con l’amante, il granduca Dimitri Pavlovich. In quell’occasione si recò da Ernest Beaux, profumiere sofisticato di origine russa del quale aveva sentito molto parlare, per commissionargli la creazione di un profumo profetico, semplicemente rivoluzionario. Ci vollero due mesi di lavoro prima che Ernest presentò a Coco a Parigi in Rue Cambon 31 i dieci campioni, numerati dall’1 al 5 e dal 20 al 24. Lei scelse il n°5, quello sbagliato. Quella boccetta conteneva il risultato di un errore di laboratorio commesso da un assistente di Beaux che aveva aggiunto una dose eccessiva di aldeide. Un composto organico derivato dalla fermentazione degli zuccheri che ha un sentore molto simile al sapone. Bingo. Il n°5 sapeva di donna, della donna di Coco Chanel.

«Lancio la mia collezione il 5 maggio, il quinto mese dell’anno, lascerò che questo numero gli porti fortuna». Il resto è storia. Chanel N°5 ebbe un successo immediato (si racconta che subito dopo la scelta, Coco portò Beaux fuori a pranzo e mentre erano seduti al tavolo si spruzzò un po’ di profumo. Le donne in sala fecero la fila al loro tavolo per sapere da dove arrivasse quella fragranza celestiale), e aprì a Coco Chanel la strada alla produzione industriale di profumeria. Nel 1924 Mademoiselle Chanel firmò un contratto con Pierre Wertheimer, proprietario di Les Parfumeries Bourjois, la più famosa casa cosmetica francese del tempo, per creare una nuova società, Les Parfums Chanel.

Un profumo eterno e una confezione raffinatissima. Una semplice bottiglia da farmacia trasparente, in vetro o in cristallo. La prima boccetta fu prodotta nel 1919, era piccolissima e la sua forma era più arrotondata di quella che conosciamo oggi. Ma il flacone originale si rivelò troppo fragile e fu sostituito da uno dalla forma più razionale. Al contrario il tappo subì diverse modifiche dal 1924, anno di inizio produzione: negli anni Cinquanta più smussato e dalla silhouette un tantino ingombrante; nel 1970 il tappo è diventato ancora più grande ma nel 1986 le dimensioni furono ridisegnate, più armoniose e proporzionate. Chanel N°5 era perfetto. Chanel N°5 era Il profumo delle donne (di Coco).

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