Anya Taylor-Joy, testimonial di un nuovo profumo "bomba": «Ho imparato a trattarmi con gentilezza»

A soli 23 anni l'attrice inglese-argentina è un'ondata di entusiasmo, per il cinema (ha recitato in The Witch e Split) e per la vita, da vivere sempre con passione. Oggi è la nuova musa degli stilisti Viktor & Rolf.

Anya Taylor-Joy
Nathaniel Goldberg for Viktor&Rolf

Lo stupore dell'attrice Anya Taylor-Joy è genuino, quando vede il maxi cartellone con la sua foto che troneggia fuori dalla suite dell'intervista: «Pazzesco! Se poi non sapete dove metterlo, mia mamma lo prende volentieri». Anya è così. Uno tsunami di entusiasmo. Comprensibile, visto che a 23 anni l’attrice inglese-argentina di The Witch, Split e Glass è stata scelta per la campagna del nuovo Flowerbomb Midnight di Viktor & Rolf, la prima volta nei panni di ambasciatrice.

Si dice che Flowerbomb sia di buon auspicio perché è una fragranza dal successo duraturo.
Vero! Ha un seguito di fan molto fedeli. Ancora di più mi piace che questa versione Midnight dia una svolta al classico, diventando più sensuale. Spero che una nuova generazione di donne si innamori del profumo e che, indossandolo, possa acquisire più sicurezza. In fondo è questa la missione di una fragranza, credo.

Flowerbomb Midnight ha in effetti un lato più sexy, cosa altro la fa sentire sensuale?
Credo nel vivere la vita con passione: se si fa qualcosa che accende il cuore, allora non si commettono veri errori. Per questo mi sento sensuale quando lavoro, quando trovo uno spazio creativo per esternare le mie emozioni. Ne ho parecchie, per questo scrivo poesie, canzoni, recito.

In che modo la sua generazione sta cambiando il concetto di bellezza?
Stiamo imparando che viene da sotto pelle, è l’essenza di ciò che sei. Invece di coprire i tuoi difetti e sminuirti, meglio aggiungere qualcosa per esaltare le parti che ti piacciono. Quindi, se ami i tuoi occhi, usa eyeliner e mascara per sentirti più sicura. Smettiamola di cercare di rientrare in canoni che non ci appartengono.

Parla degli occhi perché i suoi sono particolarmente grandi e un po’ distanziati?
Da bambina vedevo le mie diversità come qualcosa che mi sminuiva. A scuola mi prendevano in giro per gli occhi, mentre ora sono il mio biglietto da visita come attrice. Una felice metamorfosi.

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Quale odore la riporta all’infanzia in Argentina?
È un ricordo che associo a mio padre: quando doveva partire per lavoro spruzzava la sua colonia sul mio cuscino, perché sapeva mi sarebbe mancato. E io, quando ritorno in Argentina, appena atterro so di essere a casa. Proprio come i diversi paesaggi, esistono anche i panorami olfattivi di ogni luogo. Ho una vista piuttosto debole, mentre il mio olfatto è più acuto della media.

Quindi Buenos Aires è ancora casa per lei?
Sono stata cresciuta con l’idea che “casa” è dove appoggi la testa sul cuscino la sera, ma Londra e Buenos Aires sono le due parti di me.

In cosa si sente argentina e in cosa britannica?
Sono affabile e mi piace il contatto fisico: il mio lato latino mi fa dispensare abbracci a tutti, sul set e non solo. Mentre il mio senso dell’umorismo è britannico, sardonico e sarcastico. Ammiro il guizzo e l’intelligenza dell’umorismo nelle persone.

Lo shock più grande quando è arrivata in Inghilterra da bambina?
Parlavo solo spagnolo, non capivo una parola. E non riconoscevo niente di familiare: fino ad allora ero cresciuta all’aperto, con gli animali. Penso, però, che non aver appreso subito l’inglese mi abbia permesso di esplorare a fondo le mie emozioni. Costruivo storie nella mia mente solo per me. L’ho imparato col tempo, leggendo Harry Potter, e oggi sono grata di poter interagire in due lingue.

Come è riuscita a diventare attrice, il suo sogno?
Avevo 16 anni quando ho messo i tacchi per la prima volta e un agente di modelle mi ha fermato per strada. Volevo fare cinema, è vero, ma la proposta mi sembrava un buon modo per arrivarci. Mi sono ritrovata sul set di un servizio fotografico con gli attori di Downton Abbey e ho recitato una poesia di Seamus Heaney. Allen Leech, uno del cast, mi ha consigliata al suo agente. Siamo ancora amici: lo considero la mia “fata padrino”.

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Ha finito di girare il film Radioactive in cui interpreta la figlia di Marie Curie. Com’è andata?
Ho adorato lavorare con Marjane Satrapi per Radioactive, è stata la prima volta con una regista donna. La co-protagonista è Rosamund Pike. Sono stata fortunata a incontrare sul set delle donne incredibili. Il loro atteggiamento mi ha ispirato, ti dicono cose come: «Impara a farti ascoltare, esprimi la tua opinione e non seguire la corrente». Un ambiente così ti stimola ad avere più coraggio.

Sarà anche Emma, l’eroina di Jane Austen che ha portato fortuna a Gwyneth Paltrow.
Sono emozionata di poter dare il mio contributo a questo personaggio così classico. Austen pensava che Emma non sarebbe piaciuta a molti, a parte lei stessa. Infatti la sfida sarà interpretare questa ragazza un po’ irritante e arrogante ma molto interessante e, in fondo, con un grande cuore.

Un complimento gratificante e una critica che l’ha spinta a riflettere?
Un amico mi ha detto che spremo ogni goccia di succo dalle giornate. Mi ha fatto piacere perché amo vivere con passione e intensità. Mentre ho cambiato atteggiamento quando mi hanno detto che non parlerei a nessuno nel modo in cui mi rivolgo a me stessa, perché sono fin troppo severa. Da allora cerco di trattarmi con la stessa gentilezza che riservo agli altri.

È troppo severa con se stessa?
Sono una perfezionista, mi sembra sempre di non dare mai abbastanza. Ho imparato a dirmi «ok, oggi forse non ho dato il duecento per cento ma va bene lo stesso».

Mai stata innamorata? Sì.

E ora lo è? In questo momento solo col mio lavoro.

Cosa vorrebbe dicessero di lei tra cento anni?
Che ho lasciato il mondo un po’ migliore di come l’ho trovato. Devo ancora darmi tanto da fare! Voglio contribuire in modo artistico a questo mondo perché l’arte mi ha cambiato la vita. Mi ha chiesto se fossi innamorata, ma l’amore per me verrà sempre per secondo. Cosa faccio per rilassarmi? Lavoro, perché è ciò che amo. Vorrei anche dedicarmi di più a qualche causa.

Per esempio?
Sono appassionata di ambiente, animali, ma anche di bambini vulnerabili. Nessun bambino dovrebbe mai sentirsi dimenticato, poco importante o senza valore per via di quello che ha passato o per il suo stato sociale. Ogni bimbo dovrebbe essere amato e accudito perché sono le persone che formeranno il mondo di domani, faranno le nuove scoperte. Di certo renderanno a loro volta il mondo migliore se cresceranno in un ambiente amorevole e pieno di attenzione.

È un insegnamento che le arriva dai suoi genitori?
Sono cresciuta con altri cinque fratelli e sorelle. Per ognuno di noi i nostri genitori adottavano a distanza un bambino, per mandarlo a scuola e assicurarsi che avesse accesso a cure mediche. Questo mi ha aperto gli occhi da subito sul fatto che viviamo in realtà diverse solo per puro caso e mi ha reso più empatica. Se tutti potessero provare a indossare i panni altrui, allora saremmo di certo più gentili gli uni con gli altri.

Il nuovo capitolo della saga olfattiva di Viktor & Rolf è Flowerbomb Midnight. Con un cuore di gelsomino notturno, originario dei Caraibi e dalla fioritura brevissima, e una scia calda di muschio, vaniglia e patchouli (disponibile dal primo aprile, da 59 euro)
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