Incontro con Jean-Paul Gaultier

«Ci sono un marinaio e una donna con il corsetto in ognuno di noi»

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Getty Images

Spirito eclettico. Un manichino che indossa un’enorme gonna di crinolina stile 800 rivestita di piume, un Teddy Bear con un completo grigio (giacca e gonna) e la maglia da marinaretto, un quadro altezza uomo che ritrae la Venere di Botticelli con il volto di Jean Paul Gaultier.

Aspettare di intervistare lo stilista francese è un piacere che va lasciato decantare curiosando con lo sguardo tra i divertenti oggetti del suo studio a Parigi. Città di cui ha vissuto i fasti tra gli anni 70 e 80, e dove ha animato le notti del Palace, lo Studio 54 parigino, il mitico club che ha ispirato “l’ultima” sfilata couture estiva Gaultier Paris. Nell’indole non sembra domato dalla maturità, anche se a tratti lascia trapelare un piccolo angolo malinconico nelle sue risposte in (quasi) perfetto italiano, e i suoi personaggi (i marinai e le donne con il corsetto) ne fanno la leggenda di un’epoca che nel 2016 promette un cambiamento epocale che inizia a svelare presentando la Jpg factory, un luogo immaginario con enormi ingranaggi, rossetti rossi, barchette e alambicchi, che lui descrive come «una fabbrica vintage intrisa di poesia».

Ma allora sono amici, amanti, fidanzati...? Continuiamo a sognare cosa ci sia esattamente tra di loro. Ognuno è libero di interpretare la loro relazione come preferisce.

Cosa costruiranno in futuro marinai e pin-up nella fabbrica? In realtà solo i marinai stanno lavorando, le donne li guardano, li indicano e ammiccano. È un’interpretazione contemporanea: gli uomini oggi sono gli schiavi delle donne.

Quando la forza di una donna è migliore di quella di un uomo? Nella separazione della coppia. La donna è quella che affronta apertamente il problema, ha il coraggio di dire anche verità difficili. L’uomo tende a scappare.

Cosa sente una persona che entra nella Jpg factory? Entra in una dimensione tra passato e futuro, un paradosso tra umano e robotico, tra pelle e metallo, ma sentirebbe sicuramente molta umanità e sensualità.

Cosa ha in comune con il marinaio e cosa invece con la donna dal corsetto? Con lui, a parte il fatto che mi piaceva indossare maglie a strisce e che amo le pellicole di Rainer Fassbinder, il tema del viaggio. Con lei invece un ricordo: mia nonna lo indossava e mi ha influenzato tantissimo. Insieme funzionano: ma ovviamente una donna può indossare la maglia a righe e un uomo il corsetto.

Giochiamo allora con questi personaggi: domani si sveglia marinaio. Cosa fa? Girerei il mondo!

E chi porterebbe con sé? Pochissime persone: nella vita privata sono solitario. Da solo non andrei perché avrei paura, e in certi momenti si ha sempre bisogno di qualcuno che aiuti a guidare la barca. E poi porterei una seconda persona che si goda il viaggio con me.

Se invece la sua factory potesse produrre qualcosa che manca nel mondo di oggi? Di sicuro starei attento a proteggerla perché può essere desiderata da chi vorrebbe creare materiale bellico ancora più potente. Avrei solo dipendenti umani e produrrebbero il contrario di ciò che è industriale: vorrei che si potesse “costruire” la vegetazione che c’era un tempo.

Costruzione è una parola di valore per le relazioni personali, ce ne dice altre? Confidenza, rispetto e indulgenza.

Cosa significa sedurre con un profumo oggi? Dà subito una prima impressione: è come quando si sta per assaggiare un piatto che invoglia alla vista, ma se non soddisfa l’olfatto magari non lo proveremo mai. Al contrario se l’aspetto non è gradevole ma il profumo stuzzica il palato quasi sicuramente lo assaggeremo. Così vale per le persone.

Quali sono gli odori che ama e quelli che non sopporta? I gusti sono sempre influenzati dall’infanzia: di solito il primo ricordo è legato al gusto. Per me è quello del riso al latte, ma ho anche tanti odori souvenir, legati ai viaggi. Sulle persone mi piace sentire la mandorla, il cioccolato e il profumo dei cantucci. Non mi piacciono gli odori urbani, come petrolio e gas.

È difficile sentire un buon odore che non sia legato al gusto? La mia generazione amava il profumo di rosa, ora non lo sento più. Oggi è difficile essere sorpreso all'improvviso da una buona fragranza, come quella di azalee, che riuscivo a catturare solo per pochi istanti in primavera, attraversando il vialetto di casa. È stato il primo a usare modelli non tradizionali.

Che cos'è anticonvenzionale oggi? Stiamo vivendo un’involuzione: in Francia fino a pochi anni fa le relazioni extraconiugali per esempio non facevano scandalo, del resto è sempre stata la patria del libertinaggio. Ora invece quella stessa libertà viene usata come esca per pilotare decisioni politiche, forse c’è troppa influenza da parte della mentalità conservatrice americana.

Un messaggio di esperienza che sarebbe utile trasmettere ai più giovani creativi? Siate liberi!

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