"Il tumore al seno ha rubato l'odore e il profumo di mia madre"

"Improvvisamente mi sentii disconnessa da lei. Era come se la vedessi attraverso un vetro smerigliato".

home decor - still life with vases, flowers, and candlestick
Kauf JandorfGetty Images

Se il profumo di nostra madre rappresenta un ricordo ancestrale, il calore di un bacio, l'enigma della femminilità cosa succede quando un tumore al seno lo cancella insieme all'odore della sua pelle, quell'odore così familiare, rassicurante, unico? A raccontare questa spaesante esperienza è stata Fiona Embleton, Senior Digital Beauty Editor di Marieclaire UK che spiega in un articolo intimo, crudo e toccante come la diagnosi e i mesi di terapia di sua madre abbiano influenzato in modo inimmaginabile la relazione con lei.

"Mentre le porte del reparto oncologico si aprono, l'odore mi inonda il naso, ricordandomi in modo spudorato dove mi trovo", inizia Fiona paragonando questo "olezzo" a un mix di sudore, frutta troppo matura e detergente per pavimenti al limone. "Cammino tra le file di letti finché vedo il corpo minuscolo di mia mamma rannicchiato sotto le lenzuola fresche che diffondono il profumo di una giornata estiva senza nuvole. Delle note innocenti, allegre e sfacciate quasi in contrasto con l'ambiente dell'ospedale. Vorrei urlare: "Come osi?!". Mi rendo conto di non ricordare com'è sentirsi spensierati e felici".

Le dà un bacio sulla fronte e qualcosa la colpisce. Sua mamma è in qualche modo diversa, ha un profumo leggermente acido, non familiare. Il cancro può alterare il profumo naturale di una persona come le spiegherà il dottor Mazhar Ajaz, consulente oncologo del Royal Surrey. "Ciò che senti sono composti organici volatili. Sono regolati dalle cellule cancerose che rilasciano attraverso i pori sostanze diverse da quelle generate dalle cellule sane". Anche i batteri, altra nuova scoperta, che vivono sulla superficie della pelle, noti come microbioma, ne sono interessati. "Esiste una complessa interazione tra gli effetti della soppressione immunitaria del tumore, la terapia e il microbioma. Il cancro altera la popolazione naturale dei batteri della pelle, cambiandone l'odore", aggiungerà il dottor Ajaz.

"A settembre 2018 a mia madre venne asportato il tumore al seno e sia io sia lei - prosegue Fiona - eravamo ignare del fatto che entro tre mesi sarebbe stato diagnosticato un melanoma metastatico, ovvero che la sua malattia si sarebbe estesa al cervello, ai polmoni, al fegato e alle ossa con l'irruenza di uno tsunami. La sua scansione PET sembrava il negativo di una Polaroid: grandi strisce nere rivelavano la devastazione del cancro. In parole povere, mia mamma, una donna che è sempre stata vivace e assolutamente brillante, stava morendo. Lo sapevo già, molto prima che l'oncologo confermasse che le restavano tre mesi di vita. Sulla sedia a rotelle con il suo esile corpicino aveva perso ogni speranza di guarigione. D'un tratto sparì anche il suo odore naturale, un mix di pulito, cremoso, morbido e note della sua colonia preferita, Jo Malone Mimosa & Cardamom", prosegue Fiona.

Al posto di quel profumo unico, fresco, floreale e a tratti speziato si fecero largo accordi metallici dati dai farmaci immunoterapici pompati nelle sue vene 24 ore su 24. "Il profumo è un senso così coinvolgente - aggiunge Fiona - che improvvisamente e inspiegabilmente mi sento disconnessa da mia madre. È come se la vedessi attraverso un vetro smerigliato. La cosa non mi sorprende se consideriamo il ruolo del profumo soprattutto nelle nostre prime esperienze". "Il legame olfattivo tra madre e figlio si crea alla nascita", spiega la psicologia Suzy Reading. "L'odore del liquido amniotico, l'allattamento al seno e il contatto pelle a pelle facilita il nutrimento del neonato e la capacità di accudimento da parte delle madri. Diventa anche il modo in cui madre e figlio si identificano inconsciamente l'un nell'altra". Forse questo legame rimane anche da adulti, facciamo affidamento sull'odore "innato" di nostra madre per provare un senso di sicurezza, di casa.

"Esiste una componente genetica nell'odore corporeo. Questo ha un motivo biologico poiché vogliamo proteggere il nostro pool genetico", spiega Johan Lundström, neuroscienziato presso l'Istituto Karolinska in Svezia. Come se fosse necessaria una prova, uno studio della Wayne State University che prendeva in esame magliette sudate indossate da 34 bambini, ha rivelato che le madri biologiche erano in grado di riconoscere l'odore del loro figlio 27 volte su 30, mentre le madri non biologiche si sbagliavano cinque volte su sette. Uno studio della McGill University in Canada basato sul neuroimaging ha mostrato che annusare l'odore del corpo di un parente stretto attiva la corteccia prefrontale dorsomediale, una parte del cervello responsabile del riconoscimento familiare.

"11 mesi dopo l'inizio della terapia - prosegue Fiona - mia madre sta rispondendo bene e, contro ogni previsione, sta emanando un sussurro del suo odore naturale. Finalmente torno a galla dopo essere precipitata sul fondale di un lago oscuro. Ironia della sorte, mentre io desideravo ardentemente sentire di nuovo il suo odore, lei non vedeva l'ora di indossare un profumo. Ha scelto la fragranza ottimista Afternoon Swim di Louis Vuitton che evoca il momento in cui bevi una spremuta d'arancia fresca mentre cammini lungo una spiaggia. Per me, quel meraviglioso nuovo miscuglio di profumo - agrumi e pelle polverosa - è come un vecchio maglione. È così confortevole che è come se mi avvolgesse. Intorno a lui ho creato un vero e proprio mondo immaginario, un mondo in cui il cancro non rovinerà mai più la nostra vita e in cui godremo di una calma serena. Solo il tempo lo dirà…".

Qui la storia originale di Fiona Embleton pubblicata da Marieclaire.co/uk.

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