«Non mi sono lavato per un mese» e questi sono i risultati

La doccia è da archiviare? I deodoranti sono da cestinare? Analisi socio-economica di un trend (aiuto).

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Spiacevoli questioni, ovvie considerazioni: eppure c’è ancora da discutere sugli effetti del non lavarsi. Non lavarsi almeno tutti i giorni. Perché continuiamo a trovare scappatoie alla routine quotidiana? Quando una doccia calda e purificatoria è diventata sgradevole? Se lo sono chiesti in molti, su diverse testate che non si occupano affatto di bellezza & benessere, segno che la doccia al mattino o alla sera, il bidé usato poco e male, riescono a essere ancora argomenti di costume molto caldi. Lo sa bene James Hamblin firma dell’Atlantic che ha provato a non lavarsi per un mese. Effetti immediati di questa scelta? Risparmiare tempo, almeno 20 minuti al giorno. Non male se la previsione è di un totale di quasi due anni nel corso della vita passati a mollo nell’acqua...

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L’effetto secondario di questa scelta è sicuramente sociale: se si pensa a non lavarsi per una settimana di viaggio estremo ci si sente in imbarazzo. Figurarsi un mese ad andare al lavoro senza deodorante (vedi l'uso rivoluzionario del lime), prodotti idratanti e sapone passato sulla pelle al mattino. Questa è la via che ha condotto per 30 giorni James Hamblin che ha studiato i trattati scientifici di dermatologi molto accaniti nei confronti della doccia: «più ci si lava più si suda perché l’applicazione di detergenti e oli per la bellezza alterano il pH della nostra pelle distruggendo un ecosistema naturale e aumentando il prolificare dei microbi» confermano i microbiologi come Martin Blaser contattato dal giornalista dell’Atlantic.

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Per chi sta storcendo il naso e ha appena acquistato nuova biancheria da letto anti-acaro la missione non finisce qui: lavarsi i capelli con il bicarbonato invece che shampoo costosissimo aveva avuto effetti collaterali sulle vostre abitudini ma salvifici sul portafoglio? Secondo James Hamblin, infatti, la scelta di non lavarsi per un mese oltre a far risparmiare tempo, ritrovare il proprio pH naturale, ha anche effetti notevoli a livello economico (ricordiamoci che sprechiamo acqua continuamente senza accorgercene). Ma nella pratica: quanto mette a disagio una scelta di no-shower del genere? Hamblin, pH “alla” mano, ha provato letteralmente sulla sua pelle il raggiungimento di un ecosistema naturale che permette di non far puzzare più. E ha ritrovato il suo odore di pelle normale (chi abusa di profumi tanto da non sentirli più saprebbe riconoscere il profumo della propria pelle)?

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Annusare e ritrovare i profumi naturali è il nuovo trend: lo sanno benissimo anche i genietti della Silicon Valley che creano app dedicate agli odori, persino app per incontrare persone conosciute annusando l’odore delle loro T-shirt. Motivo per cui le piccole aziende farmaceutiche si affidano sempre più ai microbiologi più che ai nasi per scoprire come rendere la vita delle persone più naturale ma anche accettabile nel macro-cosmo della società. Ma come iniziare a smettere di lavarsi? Hamblin ha provato a smettere di farsi la doccia prima alternando una doccia ogni tre giorni, poi la via più lunga verso l’astinenza. I primi a essere cestinati - più dell’abitudine - sono stati doccia schiuma e shampoo. Sostituendoli con oli vegetali e amidi come sta tentando l’azienda AOBiome (in pratica si spruzzano batteri sulla pelle come fossero deodoranti per ripristinare il nostro ecosistema). Dubbio vs Scienza: in estate quanto è arduo abbracciare un mese di detox dall’acqua?

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