Qual è il segreto più intimo delle donne?

Che non rivelano neppure tra di loro, che viene celato a tutti ma desiderato da molte e sta alla larga dai selfie (si spera).

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Bistrattato, archiviato, riesumato e di nuovo al centro della polemica neo femminista: il non raggiungimento dell’orgasmo vaginale è riuscito a divenire di dominio pubblico, trattato come un normalissimo fatto(re) comune in una primavera del sesso ancora molto vicina al letargo invernale. Poi è stata la volta del ciclo mestruale, il tabù dei tabù, incompreso dagli uomini irrisolto dalle donne. Ma siamo ancora sicuri che, a fronte di preservativi da usare durante il ciclo, app che aiutano le donne a non macchiarsi, il ciclo mestruale sia ancora un tabù? Cosa succede nella parte bassa delle donne che tanto (s)muove il mercato della tecno cosmesi? L’ultimo tabù rimasto sarà l’innominabile sbiancamento anale?

Il lato B delle donne è ancora sede, luogo, tema di discussione di una sensualità da correggere? E poi: correggere è il concetto? Secondo IntiMate, piattaforma ed e-shop leader nei trattamenti di tecno cosmesi intima (dal ringiovanimento vaginale al rassodamento seno fino allo sbiancamento anale) si tratta di una nuova forma di beauty regime che non viene dichiarata tanto quanto la semplice depilazione della zona bikini. Anzi. Ma che, proprio per questo, è da consumarsi come rituale “domiciliare” come riporta il manifesto di IntiMate. Perché sbiancare l’ano? Per questioni estetiche di un porno che non si usa più? Perché, insieme al ringiovanimento vaginale, è una nuova forma, privatissima, di rinnovo estetico senza passare sotto al bisturi? O perché, una volta archiviata o ridimensionata le questione della depilazione vaginale, si tratta dell’ultima inconfessabile moda che le donne non dicono (neppure tra loro)?

I pro: ordine, pulizia, estetica. I contro: la versione laser è dolorosissima e da effettuare sotto anestesia, la crema da applicare di IntiMate (con una penna roll on al costo di 159 euro) ha dalla sua il brevetto di una molecola, l’acido HpP con proprietà schiarenti a differenza della più comune crema a base di idrochinone e mercurio, “basi” che assicurano tutto il procedimento estetico voluto ma che non sono affatto benefiche per un luogo così intimo. Insomma: lo sbiancamento anale ha un prezzo, non è una ceretta che scappa di mano a un’estetista distratta. Sentirsi ancora più in ordine, navigare nell’ultimo lido isolato rimasto, prendersi cura di una parte del proprio corpo non esattamente all’apice dei pensieri quotidiani. Che sia davvero questo che le donne non dicono (ma che in molte vogliono mettere in chiaro)?

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